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Il rivestimento anti-microbico di Kastus annienta anche il coronavirus

Maggio 25 2020 No Comments

La tecnologia di rivestimento anti-microbico dell’azienda irlandese Kastus è risultata efficace anche nell’uccidere il coronavirus. Il risultato rivoluzionario è stato provato da una serie di esperimenti realizzati a marzo in laboratori indipendenti americani.

Kastus, spin-out del Technological University Dublin, è supportata da Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 1° VC d’Europa e 2° al mondo.

La giovane impresa ha sviluppato un’innovativa tecnologia anti-microbica che viene applicata durante il processo di lavorazione a superfici come vetro, ceramica o come protezione da applicare a qualunque touch screen di telefoni, tablet e chioschi informativi.

Attualmente conta clienti in Asia, Nord America ed Europa. Tra questi ci sono l’americano Zagg, produttore leader di schermi protettivi per ogni tipo di tablet e telefoni, e Al Maha Ceramics che dall’Oman esporta nei mercati asiatici e africani.

John Browne, CEO di Kastus, è soddisfatto, ma non sorpreso dei risultati dei test sul coronavirus. La società infatti era convinta che il rivestimento brevettato sarebbe stato efficace anche per combattere il virus.

Nuova tecnologia supportata da Enterprise Ireland

Browne, esperto nel settore, venne a conoscenza della rivoluzionaria tecnologia anti-microbica grazie a Enterprise Ireland alcuni anni fa. Subito ne intuì l’enorme potenzialità. All’epoca, circa dieci anni fa, la tecnologia touch screen non aveva ancora proliferato ovunque. “I chioschi pubblici non erano così diffusi. Di conseguenza non c’era consapevolezza dei rischi causati dai germi presenti sulla superficie dei touch screen. Quando spiegavo il valore aggiunto di superfici anti-microbiche, la gente mi prendeva per matto. Eppure era certo che i touch screen si sarebbero diffusi in tutto il mondo”, dice Browne.

L’automazione crescente ha portato con sé l’utilizzo della tecnologia touch screen: dall’ordinare un hamburger al fast food a espletare il check-in in aeroporto, dalla spesa al supermercato fino alla gestione dell’inventario di magazzino.

“L’industria ha introdotto schermi per ogni funzione senza prendere in considerazione che queste superfici continuamente a contatto con le persone non potevano essere completamente sanificate. Al massimo potevano esser ’pulite’ con un panno umido che non fa altro che diffondere ancora di più i virus”.

Formula brevettata

Invece il rivestimento brevettato da Kastus sfrutta l’umidità ambientale e la luce come carburante per generare una particolare molecola che contiene ossigeno che si attacca a batteri e virus uccidendoli.

“Per capire la nostra tecnologia, bisogna immaginare un sottilissimo strato in cui la superficie è spumeggiante e ciò significa che è sempre dinamica e in movimento”, spiega Browne. Il rivestimento viene applicato in fase di produzione, quando è sintetizzato nella superficie rivestendola di una pellicola sottile quanto duratura.

Kastus ha investito oltre 1 milione di euro per proteggere la sua invenzione con brevetto valido in tutto il mondo. “Abbiamo scelto una strategia molto ampia di protezione intellettuale fin dall’inizio, una spesa ingente difficile da giustificare in una fase di early stage. Mi chiedevo spesso se non fossi impazzito visto che che non avevo nemmeno uno stipendio”, ricorda Browne.

Test positivi anche contro il coronavirus

Ora in Kastus sono tutti felici di quella decisione. Non appena si è diffusa la notizia a fine Aprile del successo dei test contro il coronavirus, le richieste sono schizzate alle stelle. L’azienda ha sempre puntato a collaborare con multinazionali e brand globali. “Una vera sfida perché simili aziende tendono a preferire le tecnologie che hanno sviluppato in casa piuttosto che quelle proposte da una start-up” – egli spiega. Kastus sta già lavorando con produttori di ceramiche per uffici, ospedali e residenze private. Nonostante la gravità della pandemia, l’azienda è in grado di accrescere la produzione per soddisfare la domanda.

“La formula è molto complessa, ma il prodotto si può produrre su larga scala. Il nostro team R&D guidato dal dottor James Kennedy ha lavorato sodo per ottenere un processo produttivo che sia in grado di soddisfare anche ingenti volumi di richieste”.

Kastus non ha competitors

“Ci sono alcuni prodotti sul mercato che si dichiarano anti-microbici, come robot con lampade UV, o spray a base di candeggina, ma la nostra soluzione è unica perché è permanente, scientificamente efficace, facile da applicare agli schermi esistenti e non si disperde nell’ambiente”.

Browne sentì per la prima volta parlare dell’impatto causato dal coronavirus a gennaio mentre incontrava potenziali clienti da Cina e Taiwan al CES, la più importante fiera dell’elettronica internazionale di Las Vegas.

“Fu in quel momento che abbiamo deciso di intraprendere l’iter per la validazione. Il nostro rivestimento è progettato per uccidere super-batteri come Escherichia Coli e MRSA, ma c’erano tutte le premesse perché funzionasse anche con il coronavirus: e così è stato dimostrato”.

Due i modelli di business

La società ha due modelli di business: la vendita diretta del prodotto chimico o la cessione della licenza del brevetto di produzione. L’obiettivo in questo momento è di poter diffondere il più possibile questa tecnologia per proteggere le persone dal contagio del coronavirus.

Kastus, che fino ad oggi ha raccolto 6 milioni di euro d’investimenti, si sta concentrando su un Round serie B e punta a raddoppiare il personale nei prossimi mesi. “Le ultime settimane sono state frenetiche e prevedo che i prossimi mesi saranno ancora più impegnativi: ma è una sfida che siamo pronti a raccogliere – dice Browne. – Le conseguenze della pandemia sono drammatiche sia in termini di vite umane sia in termini economici. Finalmente però abbiamo una buona notizia”.

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