Secondo il rapporto OSCE-FAO 2019-2028, nei prossimi 10 anni, la crescita del 15% della domanda globale di prodotti agricoli sarà supportata da un aumento della produttività a parità di risorse e con costi minori. Proprio come avviene in Irlanda.

È stato appena presentato a Roma, l’ultimo rapporto redatto dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico e all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.

L’OcseFao 2019-2028 esamina le prospettive per i prossimi 10 anni dei mercati delle materie prime agricole e ittiche a livello nazionale e globale. Il dato che più sorprende è che l’aumento previsto del 15% della domanda globale di prodotti agricoli sarà soddisfatto grazie all’innovazione introdotta in agricoltura. I maggiori rendimenti produttivi saranno dovuti alle nuove tecnologie, poiché l’uso di terreni agricoli rimarrà costante.

L’Europa e in particolare l’Irlanda aumenteranno le esportazioni. Uno scenario confermato dai risultati raggiunti negli ultimi anni della Repubblica d’Irlanda. Le tecnologie innovative introdotte nell’isola, infatti, hanno fatto crescere l’export agricolo del 45% negli ultimi 5 anni.

L’Irlanda con 5 milioni di abitanti, produce cibo per 35 milioni di persone. Una nazione grande come la Lombardia è il principale esportatore di carne d’Europa ed uno dei primi al mondo.

Intelligenza artificiale, robot e droni non sono fantascienza, ma realtà nelle campagne irlandesi dove lavorano circa 250 mila persone. Sistemi telematici di monitoraggio e alimentazione, macchinari per la raccolta e imballo del foraggio, carri miscelatori: sono brevettati qui ed esportati nel mondo.

Il risultato è un livello altissimo di sostenibilità, di benessere per gli animali e di prodotti di alta qualità, completamente tracciabili “dalla fattoria alla forchetta”. Un successo che è il frutto di costanti investimenti in R&D sia in istituti scientifici sia direttamente presso le aziende manifatturiere. L’obiettivo è diventare “l’isola dell’agritech”. Un progetto supportato anche da un investimento di € 20 milioni da parte di Ireland Strategic Investment Fund (ISIF) e dal Finistere Ventures in start-up e aziende innovative.

Ma l’obiettivo non è solo aumentare le esportazioni, ma anche rispondere alla necessità di ridurre pesticidi, antibiotici e le emissioni di gas ad effetto serra. Enterprise Ireland, l’ente governativo per l’export e l’innovazione, favorisce la diffusione delle nuove tecnologie agro-ingegneristiche anche in Italia per un’agricoltura 4.0.

Secondo il rapporto dell’associazione MedTech Europe, nel 2017 il surplus irlandese di esportazioni è stato di € 8,8 miliardi, il più alto d’Europa subito dopo quello tedesco pari a € 9,1 miliardi.
L’Irlanda del medtech supera di gran lunga la Svizzera.
E lItalia? Resta in fondo alla classifica.

La Germania con 83 milioni di abitanti, nel 2017, totalizza € 9,1 miliardi sulla bilancia commerciale del medtech. L’Irlanda, con meno di 5 milioni di abitanti, la tallona con € 8,8 miliardi. Segue a distanza, la Svizzera, al 3° posto con una bilancia positiva di € 5,7 miliardi. L’Italia è fanalino di coda con un saldo negativo di € 1,7 miliardi.

La classifica è stata stilata dall’associazione MedTech Europe che rappresenta le industrie europee del settore dei medical device. Il report annuale offre agli stakeholder internazionali la fotografia economica del settore dei medical device e dei test in vitro. Negli ospedali e a casa, ogni giorno la salute delle persone viene migliorata e tutelata grazie a 500 mila dispositivi medici diversi.

L’Irlanda esporta in oltre 100 Paesi nel mondo ed è leader in molti prodotti. Basta pensare che l’80% degli stent cardiovascolari impiantati nel mondo è prodotto in Irlanda. Mentre un malato di diabete su 4 utilizza dispositivi made in Ireland. Enterprise Ireland ha delegazioni in oltre 30 Paesi del mondo per promuovere sia l’export sia l’innovazione nazionali. Enterprise Ireland, infatti, investe direttamente nelle imprese più innovative, tanto da essere oggi il 3° maggior Venture Capitalist d’Europa. La sede di Milano è a disposizione dei business development italiani.

Il report sottolinea che il settore è fortemente innovativo, il primo per numero di brevetti concessi all’anno dall’European Patent Office: oltre 13 mila di cui il 40% depositati da Paesi europei e il 37% dagli Stati Uniti. Proprio l’innovazione è il motore del successo irlandese. Considerata uno dei primi 5 hub del medtech del mondo, l’Irlanda è il Paese più innovativo dell’Unione Europea. Il 60% delle aziende medtech hanno R&D al loro interno con una spesa annua di oltre € 205 milioni.

In tutta Europa, il settore impiega direttamente 675.000 addetti, quasi un terzo solo in Germania. Ma è l’Irlanda il Paese con la più alta occupazione nel medtech in rapporto alla popolazione. Con 38.000 impiegati, secondo il report di MedTech Europe, nel 2017 l’Irlanda ha registrato € 10,8 miliardi di export, mentre l’Italia con 76.000 addetti ha esportato per € 3,7 miliardi.

Nel vecchio continente si contano 27 mila aziende, di cui il 95% ha meno di 250 addetti. L’Irlanda vanta un ecosistema che include multinazionali, piccole e medie aziende. Ben 18 dei 25 leader mondiali sono insediate in Irlanda, comprese Boston Scientific, Abbott e Johnson & Johnson. Una nuova generazione di aziende irlandesi, giovane e dinamica, sperimenta innovative tecnologie medicali in grado di soddisfare le esigenze dei leader di mercato e dei partner a livello globale.

Gli investimenti in entrata per la costruzione di data center in Irlanda sono triplicati negli ultimi quattro anni, portando la spesa annuale media a 1,3 miliardi di euro.

Gli investimenti in ingresso derivanti dalla costruzione di data center in Irlanda supereranno i 10 miliardi di euro entro il 2022, secondo le stime dell’ultimo rapporto di Host In Ireland in associazione con Bitpower.

Questo livello elevato di attività ha consentito alle aziende irlandesi di essere riconosciute a livello internazionale per l’eccellenza in merito alla costruzione di data center negli ultimi anni.

Leader mondiali della tecnologia in Irlanda

La competenze presenti in Irlanda nella fornitura di infrastrutture per i data center hanno attratto aziende tecnologiche leader a livello mondiale, tra cui Google, Facebook, Microsoft e Amazon Web Services (AWS).

L’Irlanda grazie alla connettività e l’eccellenza nel settore delle costruzioni e dell’edilizia è diventata un luogo capace di attrarre i grandi data center.

Sono presenti 53 data center attivi in Irlanda, con 29, al momento, in fase di sviluppo. Dublino, il principale mercato europeo di data center , è la sede di quattro dei cinque principali data center “hyperscale” attivi sul mercato europeo. L’anno scorso, 16 nuovi data hall sono stati attivati.

L’annuncio più significativo di questo trimestre è stato l’investimento di Amazon di circa 200 milioni di euro per la costruzione di una centrale eolica nei pressi della contea irlandese di Donegal.

La valutazione dei costi fatta dai consulenti nell’edilizia Mitchell McDermott segnala che oltre la metà della spesa per la costruzione di data center nel corso dell’anno riguardava le apparecchiature utilizzate per fornire energia e raffreddamento, con il 20% dedicato alla creazione di edifici dedicati e servizi di architettura.

Host in Ireland ritiene che l’aumento dei livelli di investimento in Irlanda continuerà a causa della domanda di servizi ICT a livello globale e, in particolare, del volume di dati generati e consumati.

Punti di forza del settore della costruzione di data center in Irlanda

Adesso le aziende irlandesi sono all’avanguardia nel campo nella costruzione di data center nazionali e internazionali. La scala delle costruzioni high-tech varia da progetti da molti milioni di euro a quelli valutati diversi miliardi.

Anche le imprese edili in Irlanda sono state molto coinvolte nella costruzione di nuovi stabilimenti e nell’aumento di preesistenti strutture nel settore farmaceutico.

Leggi ulteriori informazioni sulle capacità delle imprese di costruzioni irlandesi.

“Che tipo di futuro vogliamo immaginare per noi stessi e per il pianeta? Come possiamo migliorare la qualità della vita per tutta l’umanità? Sono queste le domande rivolte al futuro a cui le aziende innovative irlandesi stanno rispondendo in questo momento”, afferma Julie Sinnamon, amministratore delegato di Enterprise Ireland, l’agenzia per il commercio e l’innovazione.

“Sono domande importanti. Ci mettono in difficoltà, ma ci spingono anche a trovare grandi risposte. Sono queste risposte che ci consentiranno di creare un futuro più luminoso per tutti”.

Con l’accelerazione del cambiamento, cresce la necessità di porre domande. “Le persone sono sempre più alla ricerca di modi per capitalizzare il cambiamento e allo stesso tempo garantire che sia il tipo di cambiamento giusto, che aiuti le persone e l’ambiente, che promuova la diversità o migliori le condizioni di chi è in difficoltà”, afferma Sinnamon.

Queste domande esistenziali richiedono visione da parte degli innovatori, che sono in grado di guardare al futuro e vedere il quadro più ampio, ma anche agire qui e ora.

“Le imprese irlandesi sono al centro dell’innovazione tecnologica e sono guidate da imperativi commerciali, ma anche dal desiderio di un futuro più giusto ed equo”, afferma Sinnamon.

“Questa non è solo un’aspirazione. È qualcosa che le imprese irlandesi stanno realizzando concretamente. Ecco perché l’Irlanda è il secondo esportatore di tecnologie mediche in Europa ed è leader nel settore fintech, dei pagamenti, regtech e dei fondi. L’Irlanda è anche un centro globale per innovazione agritech e vanta il record mondiale per la realizzazione di progetti grandi e complessi nel settore dell’edilizia e delle costruzioni high-tech in tutto il mondo”, dice Sinnamon.

“Indipendentemente dal settore, le imprese irlandesi sviluppano soluzioni in tutto il mondo per affrontare le sfide più difficili, contribuendo con il cosiddetto “Irish Advantage” nelle collaborazioni con partner commerciali di tutto il mondo”.

Le aziende irlandesi stanno attualmente realizzando vendite internazionali a livelli record. “Stanno conseguendo questi risultati sospinti dall’innovazione”, afferma Carol Gibbons, Direttore del dipartimento Digital Technology & Director ICT Commercialisation di Enterprise Ireland.

“L’innovazione è un punto di svolta nella capacità di un’azienda di competere e, nel quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2017, l’Irlanda si è classificata al primo posto per capacità innovative. Questo è ciò che ci distingue e ci consente di competere nei mercati globali”.

Non è solo Enterprise Ireland ad affermarlo. “Abbiamo una presenza globale con uffici in tutto il mondo e persone sul campo. Dedichiamo molto tempo a parlare con i clienti internazionali delle nostre aziende clienti. Il feedback che riceviamo costantemente è che le aziende irlandesi si impegnano sempre al massimo”, afferma Gibbons.

“Ci viene detto ripetutamente che le aziende irlandesi lavorano come partner fidati. Esaminano le esigenze dei propri clienti, parlano loro dei mercati in cui si trovano e dei prodotti che sono richiesti e risponodo a queste esigenze con nuovi prodotti e servizi innovativi adeguati. Ed è proprio per questo che le aziende irlandesi competono a livello globale e sono leader nei loro rispettivi segmenti di mercato, con la tecnologia che gioca un ruolo chiave”.

Come miglioreremo quindi la qualità della vita per tutta l’umanità?

Con innovatori come Aerogen, la principale azienda al mondo di dispositivi medici specializzata in sistemi di somministrazione di farmaci per aerosol e Nuritas, che combina l’intelligenza artificiale e la genomica per scoprire e sbloccare peptidi bioattivi naturali, cambiando la vita di miliardi di persone in tutto il mondo.

Come sosterremo la nostra popolazione globale in costante crescita?

Attraverso aziende come Moocall, specialista in software di gestione delle mandrie basato su sensori, e TerraNutriTECH, che automatizza la nutrizione animale per migliorare la salute delle mandrie.

Come possiamo crescere e al contempo preservare l’ambiente per la prossima generazione?

Grazie a imprese come C&F Green Energy, spinta dalla mission di rendere accessibile l’energia eolica, e NVP Energy, le cui soluzioni di smart business trasformano le acque di scarico delle linee di produzione in una fonte di energia.

Possiamo ottenere il massimo dalle macchine senza perdere la nostra essenza umana?

Certamente, con aziende come Aylien, sviluppatore di soluzioni di analisi dei contenuti guidati dall’Intelligenza Artificiale, che semplificano la comprensione di ampie quantità di testo umano utilizzando il deep learning e l’elaborazione avanzata del linguaggio naturale; Artomatix, creatore del primo motore d’arte 3D al mondo; e Pointy, un nuovo sistema rivoluzionario che visualizza automaticamente i prodotti dei rivenditori online, utilizzando algoritmi e machine learning per stimare i livelli delle scorte e aiutando i rivenditori tradizionali a competere con quelli dell’e-commerce.

In che modo il nostro mondo fisico si fonderà con il mondo digitale?

Con l’aiuto di innovatori come Soapbox Labs, che sviluppa soluzioni di riconoscimento vocale specifiche per le voci dei bambini per garantire la massima precisione possibile; RecommenderX, che utilizza il machine learning per guidare i team aziendali a prendere decisioni migliori e basate sui dati; e VR Education, il cui software di realtà virtuale e aumentata sta cambiando il modo in cui si trasmette educazione e formazione.

È possibile connettere le persone in modo che possano effettuare transazioni più facilmente, in sicurezza e in modo equo?

Sì, grazie a pionieri come AID:Tech, che usa la tecnologia blockchain per rivoluzionare il modo in cui i governi, le imprese e le ONG forniscono aiuti e beneficenza in tutto il mondo; e Sysnet Global Solutions,, sviluppatore di soluzioni per la sicurezza e la compliance che ci proteggono onlinesviluppatore di soluzioni per la sicurezza e la compliance che ci proteggono online.

La presenza di molte altre aziende innovative in Irlanda, proprio come queste, è dovuta all’ambiente unico in cui operano. “L’Irlanda ha un forte programma imprenditoriale, è molto agile nel cercare opportunità internazionali e ha una forza lavoro altamente istruita e flessibile con una mentalità che guarda al futuro”, afferma Gibbons.

“Gli imprenditori sono supportati da iniziative come i Technology Center, che collegano la conoscenza commerciale con la ricerca accademica, assicurando che le aziende irlandesi siano pronte per gli sviluppi futuri, in particolare in relazione all’intelligenza artificiale e al machine learning”.

La sua comunità imprenditoriale è supportata da un ecosistema di Ricerca e Sviluppo di livello internazionale e opera insieme ad alcuni dei più grandi nomi internazionali nel campo della tecnologia, delle scienze della vita e dei servizi finanziari, tutte aree per le quali l’Irlanda è un hub globale. Il risultato è che le aziende irlandesi crescono rispettando gli standard dei leader globali.

L’Irlanda è un paese in cui gli imprenditori godono di grande stima sul territorio nazionale e hanno l’ambizione di avere successo all’estero.

Ci riescono non “nonostante” provengano da una piccola isola nell’Atlantico, ma “grazie” a questo. “Abbiamo sempre guardato oltre”, afferma Gibbons. “Abbiamo il networking nel sangue e sfruttiamo il vantaggio fornito dalle nostre reti. Ciò significa che, quando guardiamo ad un nuovo mercato, riusciamo a entrarci rapidamente. Questo è un punto di forza”.

L’Irlanda ha un impatto sulla scena mondiale in tutte le sfere della vita, dalle arti alla letteratura fino alla filantropia, quindi non sorprende che lo faccia anche nel mondo degli affari. “Siamo una piccola nazione ma abbiamo grandi idee – idee globali”, dice Gibbons.

“Non lasciatevi ingannare dalle nostre dimensioni”, avverte Sinnamon: “Siamo una piccola nazione che ha un grande impatto”.

La digitalizzazione della tecnologia medica è fondamentale per la connettività e l’integrazione dei dati sanitari nel continuum di cura. Tuttavia la tecnologia medica informatica è solo una parte della soluzione. Il coinvolgimento dei pazienti per motivarli ad accedere, utilizzare e aderire ai servizi e agli strumenti digitali per gestire la loro salute e il loro benessere è fondamentale per l’utilizzo al 100% dell’ecosistema sanitario digitale.

Il ruolo sempre più importante del coinvolgimento del paziente

Gli investimenti in tecnologie mediche avanzate offrono ai professionisti del settore sanitario e ai pazienti l’accesso a servizi e strumenti digitali che supportano il percorso del paziente nel continuum di cura e contribuiscono allo stesso tempo al raggiungimento degli obiettivi del trattamento. I professionisti del settore sanitario prendono decisioni cliniche basate sulle informazioni acquisite dai dati sanitari, il che porta all’ ottenimento di risultati migliori per i pazienti. Inoltre i pazienti assumono un ruolo attivo nell’erogazione delle prestazioni sanitarie investendo nella propria assistenza sanitaria e definendo i propri obiettivi di autogestione delle cure.

In questo contesto, in cui l’erogazione delle prestazioni sanitarie sta attraversando un’importante trasformazione digitale, vi è l’urgente necessità di rendere la tecnologia medica più incentrata sul paziente. Per raggiungere questo obiettivo è necessario avere una strategia di coinvolgimento efficace.

Canali di coinvolgimento dei pazienti nell’ambito delle organizzazioni sanitarie

Il coinvolgimento del paziente in un ecosistema di assistenza basato sul valore ruota intorno alla necessità di avere una buona comunicazione con i pazienti in ogni fase del loro percorso sanitario. Per raggiungere questo obiettivo, chi fornisce servizi sanitari sta investendo in servizi chiave e in strumenti come il monitoraggio remoto dello stato di salute, la gestione delle malattie croniche, i programmi di compliance e di informazione del paziente e supporto al benessere. Inoltre, chi fornisce servizi sanitari e’ coinvolto nell’ utilizzo piu’ efficiente dei canali tradizionali oltre a quelli digitali per consentire ai pazienti, cronici e in transizione, di individuare interventi preventivi e reattivi. L’attenzione è incentrata sul fornire a tutti i pazienti indicazioni personalizzate e dinamiche, indipendentemente dai setting di cura. Inoltre si stanno introducendo iniziative per ottimizzare la gestione della salute della popolazione attraverso linee guida specifiche per i singoli e relazioni con il sistema sanitario basate sul valore. Chi fornisce servizi sanitari lavora anche per di favorire la creazione di trend comportamentali che incoraggino l’autogestione proattiva delle cure sanitarie dei pazienti.

Lo scopo ultimo del coinvolgimento del paziente è il raggiungimento di un’elevata soddisfazione del paziente stesso. Gli operatori sanitari sono sempre più alla ricerca di fattori non clinici che guidino l’esperienza del paziente. Con l’avvento degli ospedali smart, l’attenzione è incentrata sul miglioramento del benessere del paziente durante la degenza ospedaliera e sull’ottenimento di risultati ottimali in tre aree principali: efficienza operativa, eccellenza clinica e centralità del paziente. Ci sono ospedali che investono nell’automazione dei processi aziendali dei flussi di lavoro e che migliorano l’organizzazione generale dell’ospedale per favorire la soddisfazione dei pazienti favorendo la creazione di stanze smart e altri servizi.

Sommario

Un ecosistema di fornitori di servizi sanitari che utilizza la tecnologia intelligente per facilitare la comunicazione continua tra sistemi clinici e non clinici e che utilizza la tecnologia medica informatica per generare informazioni utili, non puo’ che favorire il coinvolgimento dei pazienti, creando quindi infinite possibilità di assistenza basata sui risultati.

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Grazie a un’economia in rapida crescita che ospita i migliori talenti tecnologici del mondo e un sistema di supporto in grado di accelerare il processo di elaborazione delle più promettenti idee “made in Ireland”, il futuro è luminoso per le soluzioni che nascono da questo polo di innovazione.

Oggi non si parla più di “santi e studiosi” per le strade di Dublino. Nello sfavillante quartiere tecnologico della città, localmente conosciuto come Silicon Docks, le conversazioni multilingue tra i giovani sono incentrate su piani, startup, luoghi di incontro, chi andrà dove dopo il lavoro e chi ha avuto l’ultima grande idea. Si respira motivazione nell’aria. Le cose si stanno evolvendo.

Per quanto oggi l’Irlanda sia incredibilmente cambiata rispetto al passato, vale la pena di approfondire le origini del detto “terra di santi e di studenti”. Questo Paese ha alle spalle una centenaria tradizione di eccellenza accademica e di istruzione di alto livello riconosciuta in tutto il mondo. Questo aspetto non è cambiato. Oggigiorno, l’Irlanda non solo vanta la popolazione più giovane d’Europa, ma anche una delle più istruite.

Affermazione dell’Irlanda come polo di innovazione a livello globale

  • L’Irlanda è l’economia in più rapida crescita nell’Eurozona (negli ultimi quattro anni di fila)
  • Ha la più alta percentuale di aziende in rapido sviluppo dell’Eurostat
  • Il Trinity College di Dublino getta le fondamenta per la nascita di più imprese venture backed di qualsiasi altra università europea (PitchBook)
  • Si è classificata come 2a economia più competitiva dell’UE (IMD World Competitiveness, 2017)
  • Si è classificata come 6a economia più competitiva al mondo (IMD)
  • Si è classificata come 3a miglior economia al mondo in termini di efficienza aziendale (IMD)
  • È il miglior Paese dell’Europa occidentale in cui investire (IDA)
  • Si è classificata 1a a livello mondiale per flessibilità e capacità di adattamento delle persone (IDA)
  • Vanta la più giovane popolazione d’Europa: un terzo sotto i 25 anni e circa il 50% sotto i 34 anni
  • Si è classificata tra i primi 10 Paesi al mondo per:
    • Istruzione universitaria in grado di soddisfare le esigenze di un’economia competitiva (IDA)
    • Trasferimento di conoscenze tra università e imprese (IDA)
  • Si è classificata al 10o posto su 127 Paesi secondo il Global Innovation Index
  • Si è classificata 1a per quanto riguarda la diffusione delle conoscenze e 2a per l’impatto delle conoscenze (Global Innovation Index).

L’immediata disponibilità di giovani talentuosi, ben educati e con capacità di adattamento è una delle ragioni per cui l’Irlanda oggi ospita le sedi di colossi quali Facebook, Google e Twitter, per citarne solo alcuni. L’enfasi posta sulla flessibilità e sullo sviluppo delle capacità ha inoltre generato un’invidiabile cultura dell’innovazione e dell’invenzione.

Cultura dell’innovazione

Ma neppure questa è una novità. Considerate le sue dimensioni geografiche ridotte, è sorprendente vedere quante invenzioni importanti possono essere ricondotte all’Irlanda. Ad esempio, il sottomarino è stato inventato dall’ingegnere irlandese John Philip Holland, un contemporaneo (e conoscente) di Thomas Edison. Il sottomarino di Holland è stato il primo ad essere ufficialmente commissionato dalla marina militare degli Stati Uniti; Holland ha anche sviluppato il primo sottomarino della marina militare britannica, l’Holland 1.

Successivamente c’è stata la fotografia a colori, inventata dal geologo irlandese John Joly, laureato presso il Trinity College di Dublino. Ancora, la siringa o ago ipodermico, inventata dal medico originario di Dublino Francis Rynd. Il siluro radiocomandato, inventato da Louis Brennan, originario della contea di Mayo (che partecipò anche all’invenzione dell’elicottero). La sismologia, non soltanto la scienza moderna ma la parola in sé, inventata dal geofisico irlandese Robert Mallet.

Ancora uno? Beh, se fate parte del 20% degli adulti in tutto il mondo che ha un tatuaggio (solo negli USA, si stima che circa 45 milioni di persone ne abbiano uno), è molto probabile che sia stato realizzato con una macchinetta per tatuaggi elettrica, che è stata inventata da Samuel O’Reilly. Come il nome stesso suggerisce, O’Reilly era figlio di immigrati irlandesi.

Questi esempi storici mostrano che la cultura dell’innovazione irlandese non è un fenomeno recente. Il passato ha gettato le basi per il presente, consentendo all’Irlanda di essere oggi considerata la culla dell’imprenditoria grazie a un’economia in ascesa, che ricordiamo essere stata riconosciuta come l’economia in più rapida crescita dell’UE negli ultimi quattro anni consecutivi, e a una popolazione altamente qualificata.

Aziende tecnologiche e farmaceutiche di livello globale

Questi elementi, in cambio, hanno attratto i maggiori esponenti del mondo della tecnologia: Google, Amazon, IBM, LinkedIn, PayPal, Twitter, Dropbox, Etsy, Groupon, Airbnb, Uber, Siemens, HP, Dell, Microsoft, Intel, Symantec e la lista continua; un autentico “who’s who” dei marchi più famosi del mondo.

Mentre il settore tecnologico si accaparra la maggior parte delle prime pagine delle riviste, il settore della tecnologia medica e quello farmaceutico irlandesi hanno fatto passi da gigante. L’Irlanda è ora la sede preferita dai produttori globali di farmaci; infatti, ospita ben 7 delle 10 più importanti aziende biofarmaceutiche del mondo, incluse Boston Scientific, Pfizer e Johnson & Johnson.

Su base pro capite, l’Irlanda è attualmente il maggiore imprenditore europeo nel settore della tecnologia medica e il secondo maggiore esportatore di prodotti medico-tecnologici. Alcune statistiche di settore in merito sono particolarmente significative:

  • Il 25% delle persone affette da diabete in tutto il mondo si affida a dispositivi prodotti in Irlanda
  • Il 33% delle lenti a contatto di tutto il mondo è prodotto in Irlanda
  • Il 50% dei ventilatori utilizzati negli ospedali specializzati nella cura di patologie acute in tutto il mondo è prodotto in Irlanda
  • 6 farmaci su 10 venduti in tutto il mondo sono prodotti in Irlanda
  • Il 100% del Botox e del Viagra di tutto il mondo è prodotto in Irlanda
  • Keytruda, il nuovo “miracoloso” farmaco per il cancro, sarà prodotto in Irlanda
  • L’80% degli stent cardiovascolari di tutto il mondo è prodotto in Irlanda
  • Il 10% del latte in polvere per bambini di tutto il mondo è prodotto in Irlanda
  • Il 45% delle caramelle Tic Tac di tutto il mondo è prodotto in Irlanda

La presenza di multinazionali ha stimolato la scena locale, portando le imprese del territorio a collaborare come co-sviluppatori con (e subfornitori per) le maggiori imprese di tecnologia medica del mondo sempre più assiduamente. A sua volta, questo processo ha incrementato le competenze locali e reso la tecnologia irlandese ancora più allettante agli occhi dei partner oltreoceano.

Ambiente fertile per le imprese

Le multinazionali saranno sempre attratte da ambienti fertili per le imprese e con una popolazione giovane e altamente qualificata. Questa presenza assicura risorse e opportunità per idee, imprenditori e startup “autoctoni”, mentre un numero in costante aumento di collaborazioni tra attività commerciali e istituti d’istruzione alimenta la formazione di nuovi talenti.

L’ecosistema irlandese dell’innovazione è ulteriormente rafforzato dal ruolo di Enterprise Ireland, l’agenzia di esportazione nazionale che incoraggia lo sviluppo di imprese locali, incluse le startup. Attualmente uno dei più prolifici seed investor al mondo, Enterprise Ireland realizza ogni anno investimenti azionari in circa 200 imprese in fase di avviamento.

Se il passato ci è sembrato promettente, il presente è un’incredibile conferma della continua affermazione a livello globale dell’Irlanda come polo di innovazione. Con un’economia in rapida ascesa, una forza lavoro giovane e altamente qualificata e un sistema di supporto progettato per sostenere il meglio del talento e dell’immaginazione, il futuro sembra davvero brillante.

Jean-Charles Moczarski, consulente per le scienze naturali presso l’ufficio parigino di Enterprise Ireland, descrive come i big data stanno delineando il futuro della tecnologia medica.

Esistono tre importanti tendenze nel settore della tecnologia medica: dati, dati e ancora dati. Vi sono i dati raccolti dagli individui, che una volta raccolti generano dati sulle popolazioni. Poi ci sono i molti modi in cui questi dati possono essere analizzati, consultati e usati per aiutare le persone.

Entro il 2030, è realistico prevedere che elementi come gli smartphone, la tecnologia indossabile e l’Internet of Things (IoT) saranno completamente integrati nelle nostre vite. Mai prima d’ora nella storia della ricerca medica sarà raccolta una quantità così elevata di informazioni dagli individui, generando un volume senza precedenti di big data.

Predire le condizioni di salute future

Alcuni di questi dati saranno basati sugli stili di vita, ad esempio la quantità di esercizio fisico svolto e i bar e i ristoranti frequentati. Alcuni di questi dati verranno acquisiti dai dispositivi, che monitorano parametri quali la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.

Combinati, i dati forniranno un’istantanea straordinaria dello stato di salute di un soggetto e, con un’interpretazione accurata, aiuteranno a prevedere le condizioni di salute future. Poiché i dati hanno poco valore se non possono essere interpretati, avremo anche strumenti che ci consentano di analizzare i dati in modi nuovi.

Con questi dati, un medico sarà in grado di monitorare la salute di un paziente e ciò renderà superflui i controlli sanitari annuali. Nel caso in cui dovesse verificarsi un problema, i medici possono essere informati automaticamente. Se un medico consiglia a un paziente di cambiare le abitudini alimentari o di svolgere più esercizio e il paziente non segue tali consigli, è possibile annotare anche un tale evento. Queste funzionalità consentiranno di fare progressi nella prevenzione e contribuiranno a migliorare l’adozione di regimi salutistici.

La medicina predittiva è assistita dall’analisi dei dati raccolti da intere popolazioni, in quanto i ricercatori avranno sempre più accesso ai dati generati da milioni di persone per la maggior parte della loro vita e ciò rappresenterà un enorme aumento della dimensione del campione.

Il ruolo dell’Irlanda nello sviluppo della tecnologia medica

L’Irlanda si trova in una posizione unica per beneficiare di questi progressi, per due motivi principali. È il secondo più grande esportatore di dispositivi medici, con un aggregato di oltre 300 aziende mediche. La maggior parte delle aziende tecnologiche più grandi al mondo è presente anche in Irlanda.

Di seguito sono riportate alcune innovative aziende di tecnologia medica irlandesi che si sono guadagnate una reputazione internazionale.

La società irlandese Aerogen ha sviluppato prodotti premiati per l’erogazione di farmaci in aerosol per la terapia intensiva utilizzati in oltre 75 paesi in tutto il mondo.

L’app per smartphone ONCOassist offre ai professionisti di oncologia, l’accesso a strumenti adiuvanti, formule e calcolatori prognostici, oltre ad altre funzionalità. A differenza di molte altre app, è classificata come dispositivo medico e può quindi essere utilizzata come ausilio nelle decisioni cliniche.

Nell’ambito del design, del design creativo e della consulenza per l’innovazione, Dolmen lavora con una vasta gamma di industrie, dalla tecnologia indossabile al design medico. Ha progettato prodotti per Cook MedicalPhilips e Soteira, ottenendo diversi premi.

Collaborazioni tra scienze della vita e tecnologia

La fusione tra grande industria farmaceutica e colossi della tecnologia sta accelerando la prossima rivoluzione nel settore della tecnologia medica, mentre la scintilla che accende questa rivoluzione è come i big tech possano operare con dati e dispositivi medici.

Aziende come Google e Amazon si stanno già facendo strada nel settore sanitario. Nel 2016, Google e il colosso farmaceutico francese Sanofi, entrambi con filiali in Irlanda, hanno annunciato un investimento di 500 milioni di dollari in una joint venture per sviluppare trattamenti per le persone affette da diabete.

La partnership tra l’esperienza di Google nell’elettronica miniaturizzata, l’analisi e lo sviluppo di consumer software e l’esperienza clinica di Sanofi è un esempio di come società complementari di settori precedentemente separati stiano unendo le forze.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale (AI), Alexa, il sistema di riconoscimento vocale di Amazon, è in fase di test negli ospedali statunitensi come ausilio per i chirurghi nelle sale operatorie.

I rischi della tecnologia medica

Sebbene le fusioni tra le industrie abbiano un potenziale enorme, devono essere affrontati anche dei rischi. I prodotti che fanno molto affidamento sul software possono essere vulnerabili agli attacchi informatici, agli hacker e ai tempi di inattività generali dell’IT.

Se vogliamo abbracciare e beneficiare dell’era dei big data, dovremo assicurarci che i nostri dati siano sicuri e di poter accedere ai trattamenti sanitari in qualsiasi momento questi risultino necessari.

Nova Leah, una start-up irlandese che opera nel campo della sicurezza informatica, sebbene sia nata solo due anni fa si è già affermata come attore importante in questo ambito.

I loro prodotti innovativi assicurano che i singoli dispositivi si connettano in modo sicuro e protetto alle reti ospedaliere. In ogni grande ospedale, in qualsiasi momento ci sono molti dispositivi che raccolgono dati e li caricano su un server.

È sufficiente che uno di questi dispositivi sia vulnerabile e attaccato da un ransomware per ottenere l’accesso non solo al dispositivo, ma potenzialmente all’intero sistema ospedaliero o sanitario.

Il mercato sanitario digitale dovrebbe raggiungere 379 miliardi di dollari nei prossimi sei anni. È una somma enorme, di cui l’Irlanda beneficerà.

Sebbene nei prossimi decenni ci saranno senza dubbio scoperte in molti campi della medicina, il progresso maggiore avverrà nel campo dell’influenza generale assunta dai dati, grandi e piccoli.

L’Irlanda vanta una posizione superiore rispetto alla media europea e l’UE ha riconosciuto il valore delle sue piccole e medie imprese e delle tendenze occupazionali positive.

L’Irlanda è salita al nono posto nel Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2018, una classifica dei paesi europei più innovativi pubblicata dalla Commissione europea.

Il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione valuta tutti i 28 Stati membri dell’UE e un numero selezionato di non membri sulla base del rendimento in termini di ricerca e innovazione.

Introdotto nel 2010, il quadro di valutazione di quest’anno riporta che il rendimento innovativo dell’Irlanda è aumentato dell’8,5% dal 2010, superando la media europea complessiva pari al 5,8%.

La Commissione europea classifica i paesi in quattro categorie: leader dell’innovazione, forti innovatori, innovatori moderati e innovatori modesti.

Con il nono posto, l’Irlanda si colloca nel gruppo degli innovatori forti.

Il quadro di valutazione ha riconosciuto l’Irlanda per le sue PMI innovative, gli effetti sull’occupazione, in particolare l’aumento dell’occupazione in aree ad alta intensità di conoscenze e le aziende in rapida crescita, e gli effetti sulle vendite, ovvero l’impatto economico delle attività e delle esportazioni innovative e high-tech.

La Svezia si conferma per il 2018 il paese leader dell’innovazione.

All’inizio di quest’anno, l’Irlanda ha guadagnato tre posizioni classificandosi al 13o posto nel Bloomberg Innovation Index 2018, una lista dei paesi più innovativi al mondo.

Le classifiche confermano la crescente reputazione dell’Irlanda nel campo dell’innovazione, una fonte chiave di vantaggio competitivo per le aziende che hanno sede nel paese.

Nel mese di novembre 2017, l’Irlanda è stata nominata al primo posto per competenze e innovazione nella scheda informativa 2017 della Commissione europea.

Enterprise Ireland, l’agenzia nazionale per l’esportazione, dispone di 14 Technology Centre, 15 Technology Gateway e 12 Science Foundation Research Centre, che si concentrano su aree all’avanguardia tra cui big data, prodotti farmaceutici, dispositivi medici, contenuti digitali, nanotecnologie, cibo sostenibile, tecnologie smart ed energia marina rinnovabile. In ciascuno di questi centri, scienziati e ingegneri lavorano in collaborazione con il mondo accademico e l’industria a progetti di ricerca chiave con potenziale commerciale.

Il governo irlandese sostiene queste attività, supportate da due decenni di investimenti in scienza e tecnologia grazie all’attuazione della strategia Innovation 2020.

Eoin Fitzgerald, consulente esperto dello sviluppo per il settore della tecnofinanza presso Enterprise Ireland, descrive i motivi per i quali gli investitori di tecnofinanza dovrebbero prestare particolare attenzione agli investimenti delle agenzie governative.

Enterprise Ireland è molto probabilmente il più grande investitore di tecnofinanza di cui si sia mai sentito parlare. Difatti, Y Combinator potrebbe essere considerata una macchina da start-up, mentre Enterprise Ireland è un’impresa di tecnofinanza.

L’agenzia governativa irlandese responsabile di sostenere le imprese irlandesi e di agevolarne l’internazionalizzazione è anche uno dei maggiori e più prolifici investitori di tecnofinanza nel mondo.

Enterprise Ireland sostiene attivamente un portafoglio di oltre 1.500 società con partecipazioni in qualsiasi momento, comprendendo quasi tutti i settori, incluse le piccole e grandi imprese, nonché le realtà definite “start-up dall’elevato potenziale”.

Lo scorso anno, Enterprise Ireland ha investito oltre 30 milioni di euro in più di 200 società, di cui 90 sono start-up dall’elevato potenziale

Eoin Fitzgerald, consulente esperto dello sviluppo per il settore della tecnofinanza presso Enterprise Ireland.

Alcune società sostenute da Enterprise Ireland sono concentrate esclusivamente sulla fornitura di servizi finanziari. Altre si dedicano alla vendita di soluzioni ICT nei servizi finanziari. Tuttavia, oltre 200 sono imprese di tecnofinanza e circa la metà di queste sono start-up.

Al fine di relativizzare le attività di investimento di Enterprise Ireland, occorre precisare che l’investitore più attivo nell’ambito della tecnofinanza è la californiana Y Combinator. È stata notoriamente definita dal New York Times una “start-up machine”, ovvero una macchina da start-up. Lo scorso anno ha investito in 29 società.

Il secondo investitore più attivo al mondo è stato Enterprise Ireland, che ha investito in 23 società.

Ciò colloca l’agenzia davanti a protagonisti dall’elevato profilo, quali Digital Currency Group e Accel Partners, che hanno sostenuto rispettivamente 19 società, nonché operatori leggendari con sede nella Silicon Valley, quali 500 Startups (17) e giganti di venture capital, come Sequoia (15).

In quanto agenzia di stato, il nostro stimolo primario è la crescita occupazionale senza eccezioni, diversamente da altri investitori che potrebbero concentrarsi esclusivamente sugli indicatori finanziari. Certamente i due fattori non si escludono a vicenda.

Piuttosto, sono due facce della stessa moneta, una constatazione sottolineata dal tasso obiettivo di Enterprise Ireland. In un periodo decennale, l’indice di redditività del capitale investito in tecnofinanza dall’agenzia si colloca ben al di sopra della media del settore.

Il lignaggio dei pagamenti inizia con Fexco

Possedere un lignaggio che risale alla primissima impresa di pagamenti internazionali nel settore della tecnofinanza in Irlanda Fexco, costituita nel 1981, può essere utile.

Attualmente, il gruppo di esperti di tecnofinanza di Enterprise Ireland si occupa di tutte le società del settore, a partire da start-up costituite da due persone sino a imprese in fase di crescita da 500 dipendenti, offrendo un bagaglio di conoscenze senza eguali.

Si tratta del medesimo approccio olistico che Enterprise Ireland adotta nei riguardi del cibo per il quale l’Irlanda vanta una solida reputazione internazionale per l’eccellenza.

La reputazione dell’Irlanda nell’ambito dell’eccellenza nella tecnofinanza è in crescita, con Enterprise Ireland che svolge un ruolo centrale e attivo. L’attività comprende dal contributo alla politica nazionale mediante strumenti quali IFS2020, l’approccio irlandese esteso a tutto il sistema amministrativo per trainare la crescita nel settore dei servizi finanziari, sino ad assumere attivamente una partecipazione azionaria nelle imprese di tecnofinanza promettenti.

Un miliardo di euro di profitti generati dal portafoglio di tecnofinanza nel 2016

Nel 2016, il portafoglio di Enterprise Ireland di oltre 200 società di tecnofinanza ha generato oltre un miliardo di euro di profitti: una storia di enorme successo per l’Irlanda, ma non così nota come meriterebbe. Gli investitori in tecnofinanza di tutto il mondo dovrebbero riconoscere che una società sostenuta da Enterprise Ireland può vantare una significativa certezza di regolarità.

Una tale società possiede necessariamente un orientamento internazionale e avrà affrontato i mercati di tutto il mondo sin dagli albori.

Inoltre, l’esperienza nel concludere accordi di Enterprise Ireland consente alle società di distinguersi dalla concorrenza.

Una tipica società di venture capital concluderà due o forse tre accordi di tecnofinanza all’anno. Di contro, tra il 2014 e il 2017, protagonisti a pieno titolo come 500 Startups e Y Combinator hanno rispettivamente concluso 105 e 102 accordi. Enterprise Ireland ne ha conclusi 85.

Perché scegliere l’Irlanda per la tecnofinanza?

Cosa rende una piccola nazione come l’Irlanda, con una popolazione di appena 4,5 milioni, un terreno talmente fertile per la tecnofinanza? La spiegazione può essere attribuita a una serie di fruttuose circostanze.

In primo luogo, il settore della tecnofinanza irlandese beneficia di un’eccezionale cultura collaborativa. Inconsueto per l’ecosistema imprenditoriale, questo approccio collaborativo include il significativo supporto di agenzie governative e statali, che hanno considerato la tecnofinanza come una priorità nazionale.

I nomi più importanti dei servizi tecnologici e finanziari internazionali

In aggiunta, l’Irlanda beneficia di un’eccezionale selezione di protagonisti internazionali. È la sede delle attività di 9 delle 10 principali società tecnologiche al mondo, tra cui Facebook, Google e Amazon. Questa è la componente “tecno”.

L’Irlanda è anche la sede di alcuni dei nomi più importanti dei servizi finanziari internazionali, da Bank of America Merill LynchBarclays e Sumitomo Mitsui. L’Irlanda è il quarto maggiore esportatore dei servizi finanziari al mondo. Questa è la componente “finanza”.

Benché l’Irlanda ospiti le suddette società di servizi tecnologici e finanziari, tra di esse non vi è competizione per ottenere clienti in Irlanda e ciò consente straordinari livelli di collaborazione.

In aggiunta, ciò consente alle imprese di tecnofinanza un’impareggiabile capacità di assicurare esperienza. Molti dei fondatori della tecnofinanza e della regtech conoscono per esperienza diretta i punti critici del settore, avendo ricoperto cariche dirigenziali.

Inoltre, Enterprise Ireland li sostiene attivamente. Non auspichiamo a diventare membri del consiglio di amministrazione delle società di investimento e non siamo spinti dal medesimo rendimento degli altri investitori. Ciononostante, analogamente a questi ultimi, miriamo a supportare imprese di successo, scalabili e internazionali.

È il nostro impegno quotidiano. Nessun’altra agenzia in nessun’altra parte del mondo sta promuovendo il successo della tecnofinanza allo stesso modo di Enterprise Ireland.  Y Combinator potrà anche essere considerata una macchina da start-up, ma Enterprise Ireland è una fabbrica di tecnofinanza.

Numerosi settori d’affari in Irlanda potrebbero guardare con trepidazione alla Brexit. Tuttavia, per il settore della tecnofinanza tale evento potrebbe rappresentare una concreta opportunità.

Secondo Chris Skinner, esperto in tecnofinanza residente nel Regno Unito e arrivato a Dublino per tenere il discorso di presentazione per la conferenza Future of Fintech (Il futuro della tecnofinanza) di Enterprise Ireland (tenutasi a gennaio), la perdita dei diritti conferiti dal passaporto per le società di servizi finanziari con sede nel Regno Unito rappresenta una benedizione per l’Irlanda.

“Si tratta di un’ingente perdita per il Regno Unito che provocherà la contrazione di un mercato costituito da 28 Paesi che si trasformerà in un mercato formato da un unico Paese”.  Tuttavia, è un “dono” per Dublino, come lo ha definito l’esperto, un dono già consegnato.

Post-Brexit: l’Irlanda è il luogo migliore per le banche statunitensi

“Le banche statunitensi stanno attivamente ricollocando i servizi fondamentali europei in Irlanda. Non si tratta solo di voci, ma di una constatazione”, afferma Skinner.

“Ciò non significa che stiano trasferendo le intere attività a Dublino. Difatti, Londra continua a essere vista come il centro finanziario mondiale. Tuttavia, posto che Londra non ha più accesso all’Europa, il successivo luogo migliore per le banche statunitensi per accedere all’Europa è l’Irlanda, non solo Dublino, ma anche la costa occidentale”.

Al contempo, stanno emergendo  nuove opportunità per il settore della tecnofinanza in virtù della maturità degli atteggiamenti delle banche nei riguardi del settore.

“Parlo del rapporto tra i due come quello tra un genitore e un figlio. In questo caso, le banche sono il genitore e la tecnofinanza è il figlio. Cinque anni fa, chiunque parlasse di tecnofinanza l’avrebbe definita distruttiva, il cui scopo era liberarsi delle banche. Tuttavia, cinque anni dopo, le banche sono ancora qui con le stesse dimensioni e la stessa importanza”.

L’esito è un’interazione più matura tra le società di tecnofinanza per quanto attiene a partenariati, co-creazioni e collaborazioni con le banche.

Le banche viste come curatrici delle soluzioni di tecnofinanza

Questa situazione aprirà la strada a quello che Skinner prevede essere il futuro delle banche, ovvero agire da “curatrici” di una gamma di soluzioni di tecnofinanza intelligenti. La disponibilità di una serie di servizi innovativi consentirà alle banche di differenziarsi nel mercato. Al contempo, possedere l’imprimatur, ovvero l’autorizzazione, da una banca accreditata favorirà il successo delle imprese di tecnofinanza.

È uno scenario già in atto. Difatti, la tecnofinanza “sta attualmente manifestando i suoi effetti più importanti mediante la creazione di mercati in precedenza non serviti o scarsamente serviti dal sistema finanziario storico, in relazione a crediti e prestiti alle piccole imprese, servizi per gli studenti oppure pagamenti o prestiti P2P”, ha affermato l’esperto.

Inoltre, la tecnofinanza sta promuovendo migliorie al sistema finanziario esistente. “Il vantaggio delle banche è dovuto al possesso di autorizzazioni governative. Pertanto, ciò le rende enti affidabili in cui depositare il proprio denaro. In quanto consumatori, siamo consapevoli che, in caso di problemi, riavremo indietro i nostri € 100.000. Tuttavia, non abbiamo questo genere di garanzia con società non regolamentate e i clienti ne sono consapevoli.

Le persone sono talmente preoccupate e spaventate in relazione al denaro da detestare il cambio di fornitori di conti” ha aggiunto.

“Le regole del Regno Unito in materia di passaggio da un conto all’altro sono in vigore da cinque anni e il loro scopo è spronare le persone a cambiare banca. Eppure, un numero minore di persone cambia banca rispetto a quanto faceva prima dell’introduzione dei regolamenti. La motivazione è la seguente: le persone si chiedono cosa potrebbe spingerle a cambiare banca se tutto ciò che desiderano è ottenere qualcosa che sia sicuro ed efficiente, come un servizio?”

Di conseguenza, in che modo la tecnofinanza può spingere i clienti a distanziarsi da questa idea? “È un’operazione estremamente difficoltosa, in particolare in ragione del fatto che la gran parte delle imprese di tecnofinanza è priva di storia, marchio e fiducia. Al contrario, le banche hanno secoli di storia, milioni di clienti e miliardi di euro”.

Le innovazioni di tecnofinanza offrono un’esperienza cliente migliorata

È la constatazione di ciò ad aver spronato le imprese di tecnofinanza a sviluppare un approccio alla crescita più maturo. “Sono gradualmente passate a un punto in cui hanno compreso che non avrebbero sostituito le banche, ma avrebbero reso i servizi bancari migliori. In effetti, nelle suddette aree le imprese di tecnofinanza stanno svolgendo davvero un ottimo lavoro, migliorando l’esperienza cliente, agevolando il rapporto con la banca.”

Stanno rimuovendo “inefficienza e ottusità” dai processi bancari (ad esempio, quelli di onboarding dei clienti), i quali, precisa l’esperto, sono stati ideati durante la rivoluzione industriale e richiedono ai soggetti di presentare bollette delle utenze e passaporto per aprire un conto.

Ciononostante, alcune innovazioni della tecnofinanza stanno ancora attraversando una fase embrionale. “La blockchain ha attraversato il Ciclo dell’Hype e ora è saldamente nella fase della disillusione, principalmente in ragione del fatto di essere stata oggetto di forte attenzione nel 2015 e nel 2016. Tuttavia, in seguito si è scontrata con la dura realtà, ovvero è ancora qualcosa di sperimentale” ha sostenuto Skinner.

“È una piattaforma ancora difficile da sviluppare in quanto, se si rivelasse vantaggiosa, coinvolgerebbe numerose parti terze diverse che collaborano insieme. Lo scopo della blockchain è costruire un database di fiducia tra soggetti che non si fidano l’uno dell’altro.”

Non abbiamo bisogno del suddetto database se ne creeremo uno interno, in quanto abbiamo fiducia della nostra organizzazione. Tuttavia, ne abbiamo bisogno in situazioni in cui, ad esempio, abbiamo controparti finanziarie che effettuano operazioni tra Russia, Cina, USA e Dublino e che non godono di reciproca fiducia, ha puntualizzato l’esperto.

“Attualmente è la rete SWIFT, domani sarà Ripple oppure la rete SWIFT su una blockchain. Tuttavia, la costruzione di ciò richiederà anni, in quanto vi sono numerose parti terze coinvolte e la tecnologia stessa non è ancora pronta per la ribalta.”

Tuttavia, benché siano ancora sperimentali, le tecnologie di registro distribuito di questo tipo oppure di altro tipo trasformeranno un’enorme quantità di infrastrutture di base tra istituzioni, nello specifico tra governi, imprese e banche, ha dichiarato l’esperto. “Oggi stiamo gettando le fondamenta. Tuttavia, ci vorranno da tre a cinque anni prima di poter uscire dalla fase concettuale”.

Donal Cummings, Vicepresidente del reparto sanità digitale e scienze biologiche della sede Enterprise Ireland di Chicago, illustra i cambiamenti previsti per i prossimi anni nel campo della sanità digitale.

La tecnologia gioca un ruolo sempre più importante nella fornitura dell’assistenza e nell’esperienza sanitaria a livello internazionale. Secondo le stime degli esperti, entro il 2024 il mercato globale della sanità digitale supererà i 300 miliardi di euro. La crescita sarà guidata principalmente dal mercato statunitense, che potrebbe contribuire con ben 122 miliardi di euro al valore totale.

“Sanità digitale” è un’espressione generica per tutto quello che, in base alla definizione della US Food and Drug Administration, consente la “convergenza di persone, informazioni, tecnologia e connettività al fine di migliorare l’assistenza sanitaria e i suoi esiti”. L’espressione “sanità digitale” copre prodotti di ogni tipo, dai dispositivi indossabili per i consumatori, come Fitbit, alle cartelle sanitarie elettroniche e dalla telemedicina alla genomica.

Stanno emergendo alcuni trend tecnologici generali che potrebbero avere un impatto determinante sulle modalità future di fornitura dell’assistenza sanitaria.

Due delle più interessanti trend sono costituite dalla sicurezza informatica e dalla realtà aumentata (AR, Augmented Reality). La sicurezza informatica sta diventando un problema nel settore Medtech. Le preoccupazioni legittime per la privacy dei dati sanitari, insieme alla crescente digitalizzazione dei dati nelle varie piattaforme, hanno creato una situazione che espone le organizzazioni sanitarie agli attacchi informatici.

Abbiamo assistito a un’impennata degli attacchi ransomware, in cui un hacker estorce denaro in cambio della restituzione delle informazioni sanitarie rubate. Questa minaccia informatica non interessa solo gli operatori sanitari. La diffusione della Internet of Things alimenta la paura degli attacchi ai dispositivi medicali. L’esigenza di contrastare queste minacce e i requisiti di conformità alle normative emergenti sono destinati ad aumentare l’importanza del ruolo svolto dalla sicurezza informatica nel settore sanitario.

Due innovative società irlandesi stanno dimostrando come le moderne tecnologie contribuiranno a placare questi timori negli anni futuri.

La start-up irlandese Nova Leah è stata fra le prime ad affrontare il problema, sviluppando il primo sistema esperto di valutazione dei rischi di sicurezza informatica per i dispositivi medicali. Fondata e diretta presso il Dundalk Institute of Technology da Anita Finnegan, un’esperta in materia di fama internazionale, Nova Leah fornisce una soluzione automatizzata per l’implementazione e la gestione dei requisiti di sicurezza informatica in tutto il portafoglio di dispositivi medicali. Le aziende clienti di Nova Leah hanno buone probabilità di riuscire a contenere i rischi di sicurezza informatica, in continuo aumento a livello globale.

Un tempo la realtà aumentata era solo fantascienza. Diversamente dalla realtà virtuale (VR, Virtual Reality), ormai affermata, che offre una ricostruzione digitale di una situazione realistica, la realtà aumentata consente di fondere componenti digitali con l’ambiente reale, come ha dimostrato il famoso Pokemon Go. La società dublinese 3D4Medical sostiene da tempo che la realtà aumentata fornisce il potenziale per ridefinire l’assistenza sanitaria e sta portando avanti una serie di progetti innovativi, lavorando a stretto contatto con un colosso tecnologico internazionale che intende applicare la realtà aumentata al proprio modello anatomico esaustivo. Il progetto offre interessantissime opportunità di trasformare l’interazione fra gli operatori sanitari e i pazienti.

3D4Medical sta sviluppando una tecnologia che consente di trasformare in base ai suoi modelli le scansioni MRI (Magnetic Resonance Imaging, immagini a risonanza magnetica) dei pazienti, permettendo ai medici di adattare il modello aumentato alle caratteristiche uniche del paziente. L’azienda sta studiando il modo di fornire una rappresentazione visiva degli effetti della malattia sull’organismo.

L’evoluzione del settore non sarà tuttavia priva di ostacoli. L’instabilità del clima politico costituisce indubbiamente un problema, in questo settore altamente regolamentato. Le aziende devono essere abili da riuscire a superare gli ostacoli creati dalla politica, dalle nuove leggi alla modifica degli accordi commerciali.

Sviluppatori software e imprenditori provenienti ad esempio da Boston e dalla Silicon Valley sembrano aver occupato qualsiasi nicchia. Ovviamente, le società più importanti appaiono determinate a dominare il mercato, e il processo è ancora in corso. Avvalendosi di acquisizioni e risorse di altissimo livello, le principali società affermate nei settori tecnologico, farmaceutico, assicurativo e dei dispositivi medicali stanno espandendo gradualmente la propria quota di mercato. Attualmente il 10% delle società Fortune 500 è costituito dai nuovi protagonisti nel campo dell’assistenza sanitaria e della sanità digitale.
La digitalizzazione dell’assistenza sanitaria offre un’opportunità vitale. Tutti sanno che l’attuale modello statunitense è caratterizzato da costi sanitari elevati, copertura incompleta ed esiti non ottimali. E l’assistenza sanitaria digitale offre l’opportunità di cambiarlo.

Secondo le stime dell’ufficio centrale di statistica irlandese (CSO, Central Statistics Office) nel 2017 l’economia irlandese ha generato un PIL del 7,8%, dimostrando la massima velocità di crescita economica nell’Unione Europea per il quarto anno consecutivo.

In base al PIL, l’economia è cresciuta del 6,6%.

Per eliminare l’effetto di distorsione dovuto alla presenza delle multinazionali straniere in Irlanda è stata introdotta una nuova metrica, denominata Modified Domestic Demand, che ha mostrato una crescita del 3,9%, confermando la solidità costante delle aziende irlandesi.

La produzione industriale ha registrato un aumento dell’8,9%, con un notevole contributo del settore ICT (Information and Communications Technology), che ha registrato una crescita del 16,8%.

La spesa per i consumi personali, considerata un indicatore importante della solidità dell’economia interna, è aumentata dell’1,9%. La spesa per i beni di consumo è aumentata del 4,6%.

La bilancia dei pagamenti irlandese ha registrato un surplus di 37,1 miliardi di euro, pari al 12,5% del PIL, contro i 9,1 miliardi di euro del 2016.

Il sondaggio sulla forza lavoro condotto dal CSO, pubblicato a marzo, dimostra che durante il quarto trimestre del 2017 il tasso di occupazione in Irlanda è aumentato del 3,1%, per un totale di 2.231.000 persone, di poco inferiore al picco del 2007. Questa cifra è considerata importante, perché secondo gli analisti il tasso di occupazione costituisce il parametro più evidente della crescita dell’economia irlandese.

Gli ultimi risultati del report State of European Tech 2017 dimostrano che in Irlanda il numero dei lavoratori addetti all’informatica e tecnologia sta aumentando più rapidamente che in qualsiasi altro paese d’Europa.

Nel 2017 una ricerca Eurostat ha dimostrato che l’Irlanda presenta la massima percentuale di imprese in forte espansione della UE, davanti a Regno Unito, Portogallo, Ungheria e Bulgaria.

All’inizio di quest’anno l’Irlanda è salita di tre posizioni nel Bloomberg Innovation Index 2018, un elenco dei paesi più innovativi.