Ireland has an Action Plan for Women in Business Ireland Ultime notizie

L’Irlanda punta sulle donne: il piano per raddoppiare manager e imprenditrici.

A gennaio 2020 abbiamo lanciato una nuova ed ambiziosa iniziativa per attingere a una importante e latente risorsa economica: le donne”, spiega Sheelagh Daly, manager per l’Imprenditoria di Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per l’export e l’innovazione.

L’Irlanda intende far leva sul potenziale femminile per portare una significativa crescita al Paese. L’ Action Plan for Women in Business 2020 di Enterprise Ireland fa parte della strategia per favorire l’aumento del numero di angel investor femminili e di imprese guidate da donne.

L’obiettivo di Enterprise Ireland è ambizioso

Entro il 2025 Enterprise Ireland prevede di raddoppiare il numero di imprese guidate da donne e di aumentare del 100% la percentuale femminile di manager coinvolte nei diversi programmi di sviluppo.

L’iniziativa senza precedenti vedrà un balzo del 50% del numero di donne che parteciperanno nei programmi di start-up e nelle iniziative a favore dell’imprenditoria femminile organizzati dai Local Enterprise Offices sparsi in tutta l’isola. Enterprise Ireland punta ad avere almeno 1 su 3 High Potential Start-Ups fondate da donne.

Oggi, in Irlanda la percentuale di donne alla guida di imprese è decisamente più bassa degli uomini, in particolare nelle grandi società. Inoltre, anche quando le donne ricoprono posizioni da senior manager, spesso non hanno ruoli strategici. Questo divario è maggiore in settori come manifatturiero, metalmeccanico, costruzioni, tecnologie.

Donne e lavoro: i dati parlano chiaro

“Le donne rappresentano oltre la metà della popolazione irlandese, eppure la loro presenza nelle attività economiche è ben inferiore – spiega Sheelagh Daly – Nella forza lavoro c’è una differenza di genere del 12%; solo il 30% dei senior manager sono donne e meno del 20% ricoprono il ruolo di ceo, percentuale che scende al 9% nelle grandi aziende”.

Nell’imprenditoria femminile, l’Irlanda ha il più alto gap di genere d’Europa. Meno del 10% dei fondi di venture capital vanno ad aziende fondate da team femminili e solo il 3% degli angel investor è donna.

I ricercatori internazionali hanno messo in evidenza gli stretti legami tra una presenza mista a livello dirigenziale e i migliori risultati in termini di produttività e profitti.

“Oggi in Irlanda, c’è un rapporto di 3 a 1 tra uomini e donne che avviano una impresa. Le differenze di genere sono il risultato di fattori multipli, alcuni complessi, culturali e sociali. Ma è chiaro che se noi riusciamo ad aumentare il numero delle imprenditrici, tutta l’economia ne beneficerà”, sottolinea Sheelagh Daly.

L’Action Plan for Women in Business 2020

Enterprise Ireland ha l’obiettivo di incrementare la partecipazione femminile nella crescita economica in diversi ambiti: dalle imprese in espansione internazionale guidate da donne alla nuova imprenditoria femminile e alle start-up altamente potenziali con founder donne.

“Soprattutto dobbiamo aumentare il numero di donne in posizione di senior manager, un compito completamente nuovo per la nostra agenzia. In ogni tipo di impresa, i ruoli senior hanno maggiori opportunità di sviluppare l’impresa e di capitalizzare abilità, esperienza, network di relazioni e di accesso ai fondi. Noi siamo perfettamente coscienti che le imprese con diversità di genere in posizioni manageriali ottengono risultati migliori”.

L’Action Plan for Women in Business di Enterprise Ireland contiene un ampio e chiaro elenco di attività: dalla presenza femminile nelle campagne di marketing alla definizione di programmi di supporto che massimizzino la partecipazione di donne.

All’esterno, la collaborazione con key stakeholders influenzerà le politiche nazionali e ridurrà le differenze di genere a livello di amministratori e senior manager.

Un fondo per il part-time per manager

Un nuovo fondo faciliterà il part-time per senior manager. “Questo fondo non è dedicato solo alle donne, ma per esperienza sappiamo che sono proprio le lavoratrici ad essere più interessate. L’obiettivo è incoraggiare le aziende ad adottare sistemi di lavoro più flessibili per attrarre e mantenere nel lungo periodo lavoratrici qualificate”, dice Daly.

L’agenzia definirà tutti i programmi sulla base dell’inclusione e delle pari opportunità e avrà lo stesso approccio nelle politiche governative nei diversi ambiti: dall’educazione al lavoro.

Obiettivo primario è appianare le differenze nell’accesso ai fondi. “Ancora una volta si tratta di una combinazione di fattori. Ma è innegabile che nel venture capital ci sono soprattutto uomini. Ciò significa che sono gli uomini a prendere la maggior parte delle decisioni. L’effetto omofilo comporta che le persone tendono a relazionarsi più facilmente con i loro simili. E ciò impatta sulla capacità delle donne di accedere ai fondi”, sottolinea Daly.

Pari opportunità anche nei finanziamenti

Dal punto di vista della domanda, le ricerche hanno mostrato che le donne in cerca di finanziamenti tendono a chiedere somme più modeste. Un atteggiamento “che di conseguenza limita le opportunità di sviluppo e crescita”.

Queste barriere sono ben note nel mondo del venture capital, che sta lavorando per ridurre i preconcetti e le differenze di genere fin nella fase di pitchng. “Noi vogliamo accelerare questo processo verso le pari opportunità”, dice Daly.

L’esempio migliore è quanto sperimentato in Enterprise Ireland con il Competitive Start Fund, il programma per start-up. “Semplicemente cambiando il nome e aggiungendo una special call Female Competitive Start Fund, abbiamo visto crescere di cinque volte il numero delle domande”.

Questo è il perfetto esempio di potenzialità latenti che Action Plan for Women in Business 2020 vuole sbloccare.

“Per generazioni, l’intero sistema economico e finanziario è stato controllato e gestito da uomini. La partecipazione femminile è arrivata solo negli ultimi tempi. Vogliamo invece dire alle donne: Questo è anche per voi, dando un messaggio e un’opportunità di inclusione – conclude Daly. – Puntiamo a creare una pipeline di imprenditrici e un significativo cambiamento culturale. Il processo è ovviamente già iniziato. Noi vogliamo accelerarlo per il bene di tutti”.

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