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L’innovazione irlandese contro il coronavirus

Le aziende irlandesi sono in prima linea contro il Covid-19. L’Irlanda, uno dei principali poli med-tech al mondo, è all’avanguardia nello sviluppo di nuovi prodotti per contribuire ad arginare la diffusione del coronavirus. Ecco alcune delle armi più efficaci messe in campo.

Il nuovo test per la diagnosi rapida e in loco del Covid-19

Con sede a Dublino, HiberGene Diagnostics sviluppa e produce test di diagnostica molecolare per malattie infettive umane. L’azienda è specializzata nella produzione di soluzioni diagnostiche rapide e altamente accurate, economiche e di facile utilizzo. HiberGene Diagnostics è attualmente impegnata nello sviluppo di un nuovo test rapido per il nuovo coronavirus, che dovrebbe essere disponibile subito dopo la sperimentazione clinica in Cina, Italia e Irlanda.

I test di HiberGene si basano su campioni umani non invasivi, come i tamponi, e su un’elaborazione minima del campione. Per il nuovo test, i campioni saranno prelevati e analizzati sul posto, e non dovranno essere inviati in laboratorio. I risultati saranno disponibili in 20 minuti circa, molto più rapidamente rispetto anche ai più veloci test molecolari attualmente disponibili.

Contro il Covid-19 la proteina che agisce su tre fronti: diagnosi, vaccini e ricerca

La società irlandese di biotecnologia Aalto Bio Reagents ha lanciato una proteina in grado di combattere il virus Covid-19 su tre fronti: diagnosi, vaccini e ricerca. La nuova proteina nucleocapside ricombinante SARS-CoV-2 (codice CK 6404) è disponibile per i produttori di test diagnostici, gli sviluppatori di vaccini e i ricercatori di tutto il mondo impegnati ad arginare l’attuale pandemia.

Al momento, le persone sono sottoposte a screening per il virus tramite PCR – ha dichiarato Philip Noone, CEO di Aalto Bio Reagents. – Ma esiste anche una necessità impellente di test sierologici per diagnosticare i casi lievi o addirittura asintomatici, che altrimenti potrebbero non essere rilevati. Sono essenziali anche le indagini siero-epidemiologiche, come quelle volte a comprendere meglio le caratteristiche di trasmissione e la gravità del virus COVID-19″.

“Il settore medico e l’industria diagnostica hanno la necessità di accedere a materie prime scientificamente validate, in modo particolare in situazioni di epidemia come questa, quando è necessaria una diagnosi rapida – ha aggiunto Noone. – Con la nostra nuova proteina nucleocapside SARS-CoV-2 desideriamo offrire una soluzione a questa pressante richiesta”.

Un nuovo nebulizzatore riduce il rischio di contagio da Covid-19

L’azienda irlandese Aerogen ha aperto la strada a nuove soluzioni per le persone affette da malattie respiratorie. Ad oggi, oltre nove milioni di pazienti in tutto il mondo hanno beneficiato della tecnologia innovativa di aerosolterapia di Aerogen per la somministrazione di medicinali.

L’azienda ha sviluppato un design a circuito chiuso che, a differenza dei nebulizzatori convenzionali, non richiede l’interruzione del circuito di ventilazione per la somministrazione del medicinale. Per questo motivo, il personale sanitario ritiene che potrebbe costituire una valida opzione per la fornitura di cure innovative ai pazienti affetti da Covid-19.

Per gli operatori dei reparti di terapia intensiva, questi innovativi modelli presentano un rischio inferiore di infezione rispetto ai nebulizzatori tradizionali. Per i pazienti che necessitano di ventilazione, la tecnologia a membrana microforata vibrante (tecnologia Mesh) e il design a circuito chiuso rendono questa soluzione una valida opzione per la fornitura di cure all’avanguardia. Le recenti linee guida del governo britannico dichiarano che per il trattamento dei pazienti con malattie respiratorie è necessario utilizzare sistemi di aspirazione a circuito chiuso, e che i circuiti di ventilazione non devono essere interrotti, salvo nei casi necessari.

A differenza dei nebulizzatori convenzionali, per ridurre al minimo la nebulizzazione dei fluidi contaminati, il dispositivo Aerogen Solo dispone di un design a circuito continuo ed è progettato in modo che il serbatoio del medicinale sia isolato dal circuito respiratorio.

Il sistema che purifica l’aria dai virus

La tecnologia al plasma innovativa sviluppata dall’irlandese Novaerus è già ampiamente utilizzata per la purificazione dell’aria in ambienti ospedalieri. La tecnologia Novaerus contribuisce a controllare la diffusione degli agenti patogeni, chiudendo il circuito di controllo dell’infezione composto da mani, superfici e, ora, aria. Questa tecnologia brevettata elimina i virus che si propagano per via aerea in un ambiente chiuso.Tramite l’aspirazione e la purificazione dell’aria attraverso una speciale tecnologia al plasma brevettata si riduce il rischio di infezioni incrociate.

Diverse soluzioni Novaerus per la pulizia dell’aria approvate per uso medico sono state donate agli ospedali di Wuhan, in Cina. Tra queste il Defend 1050, l’ultimo modello dell’azienda irlandese, rappresenta una soluzione mobile per il risanamento rapido di grandi spazi in situazioni ad alto rischio di infezione.

Il coronavirus si diffonde attraverso le goccioline del respiro prodotte quando una persona infetta tossisce o starnutisce. La propagazione è simile a quella degli agenti patogeni dell’influenza e di altre malattie respiratorie. “La via di trasmissione di una malattia più difficile da evitare è quella aerea, perché quando respiriamo disponiamo di difese limitate.”, ha spiegato il Dottor Kevin Devlin, CEO dell’irlandese WellAir, casa madre di Novaerus.

Una nuova app di realtà aumentata per l’igiene delle mani

Gli esperti di tutto il mondo hanno ribadito che una delle principali misure preventive a nostra disposizione nella lotta contro il Covid-19 è lavarsi le mani. La diffusione del virus dipende da quanto spesso, e quanto bene, lo facciamo.

Se praticata correttamente, l’igiene delle mani può essere efficace nella prevenzione della diffusione di germi dannosi per oltre il 90%. Eppure molte persone non si rendono conto che non si lavano le mani correttamente.

SureWash è un’applicazione in realtà aumentata che spiega come lavarsi le mani in maniera corretta. L’app è stata creata per fornire istruzioni adeguate sulla tecnica di igiene delle mani sia a operatori sanitari sia a pazienti, sia a cittadini di ogni età in tutto il mondo.

L’app garantisce la conformità in materia di igiene delle mani al protocollo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le istruzioni sono offerte in un modo coinvolgente che incoraggia la partecipazione. Il feedback in tempo reale permette agli utenti di migliorare la propria tecnica di igiene.

Il software fornisce inoltre al personale addetto al controllo delle infezioni i dati necessari per monitorare i progressi in materia di igiene delle mani e garantire risultati positivi. SureWash è stata messa a disposizione del pubblico per consentire a tutti di contribuire attivamente alla lotta contro la pandemia da Covid-19.

Con il nuovo portale Covid-19 i medici trattano i pazienti da remoto

Wellola, l’azienda che progetta piattaforme ICT per pazienti, ha subito messo a disposizione il suo know-how per arginare la pandemia. Wellola ha risposto all’appello dell’autorità sanitaria nazionale irlandese (HSE) per lo sviluppo e il lancio di un nuovo portale di comunicazione sicura per i medici e gli operatori sanitari.

Il portale, battezzato HSE Covid 19, è uno strumento digitale di facile utilizzo, ideato per garantire l’assistenza e ottimizzare la sicurezza di medici e pazienti. I pazienti vi accedono tramite l’applicazione scaricabile dal sito HSE Covid 19. La piattaforma online consente ai medici di base e agli operatori sanitari di curare le persone a distanza, in modo da restare protette dal contagio da Covid-19. Il portale permette inoltre di offrire ai pazienti, in maniera semplice, una serie di servizi, tra cui prenotazioni online, video consultazione, messaggistica sicura e assistenza alla compilazione di moduli per il triage. L’app Covid 19 si basa su una tecnologia già esistente, sviluppata e testata in precedenza da Wellola, che ha lanciato il portale in soli quattro giorni dalla richiesta dell’autorità sanitaria irlandese HSE.

La stampa in 3D contro la carenza di ventilatori polmonari

Il gruppo internazionale Open Ventilator Project si è organizzato su Facebook con l’obiettivo di progettare e costruire un ventilatore tramite stampa in 3D come soluzione alla carenza globale di ventilatori meccanici per la terapia intensiva.

In Irlanda il progetto è guidato da Colin Keogh di Sapien Innovation, l’azienda specializzata in sevizi di innovazione applicata, creatività e design thinking. In soli sette giorni, il gruppo ha costruito un prototipo che si augura possa essere convalidato dalle autorità sanitarie irlandesi per la lotta contro il Covid-19.

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