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John Roche, nuovo direttore Enterprise Ireland Italy, presenta i progetti 2021

Enterprise Ireland Italy ha un nuovo direttore: John Roche. Arrivato a inizio 2021 a Milano, guida il team di market advisor per favorire le partnership e il business development tra le imprese irlandesi e italiane. Una relazione sempre più intensa, tanto che nel 2020 gli scambi commerciali tra i due Paesi sono aumentati del 18%. Nel 2021 la partnership sarà ancora più stretta in nome dell’innovazione e dell’ecosostenibilità. Dopo una pluriennale esperienze in aziende di engineering e ITC, sia PMI sia multinazionali, John Roche è in Enterprise Ireland da 15 anni come direttore degli uffici overseas di Madrid e Stoccolma. In occasione del lancio della campagna Ready for a Green Future, John Roche presenta i progetti per il 2021 di Enterprise Ireland Italy.

La verde Irlanda per un Futuro più green anche per l’Italia?

“L’obiettivo di Enterprise Ireland per il 2021 è l’ecosostenibilità. L’Irlanda è al 5 ° posto nel Green Future Index 2021, l’indice che confronta 76 Paesi su progressi e impegni verso la riduzione delle emissioni di carbonio.

Il programma del governo irlandese ha messo il clima al centro dell’agenda politica e ha definito un percorso per adempiere agli obblighi vincolanti dell’Irlanda ai sensi dell’accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici.

Il programma prevede l’impegno per una riduzione media del 7% delle emissioni complessive di gas a effetto serra dal 2021 al 2030 e per il passaggio a un’economia climaticamente neutra entro il 2050.

La ricerca, l’innovazione e le nuove tecnologie giocano un ruolo decisivo per avere un futuro più verde ed economicamente vantaggioso per tutti.

Per celebrare San Patrizio e l’impatto positivo che le imprese irlandesi stanno producendo in tutto il mondo, Enterprise Ireland ha lanciato la nuova campagna internazionale incentrata sull’innovazione verde: `Ready for a Green Future‘. Sarà l’occasione per far conoscere anche in Italia gli innovatori irlandesi leader a livello mondiale della green economy. Supportate dal nostro ecosistema di ricerca e innovazione, molte imprese già oggi rendono più ecosostenibili settori come l’agricoltura, l’edilizia e i trasporti, riducono l’inquinamento e migliorano la produzione di energia rinnovabile. Qualche esempio? Dalle salviette per neonati più pure al mondo di Waterwipes, al cemento di Ecocem che ha un’impronta di carbonio 16 volte inferiore rispetto al calcestruzzo tradizionale pur essendo più duraturo; dalle soluzioni Internet of Things (IoT) di Davra per migliorare la sostenibilità, al reattore a biofilm aerato a membrana di Oxymem, che rivoluziona il modo in cui l’ossigeno viene fornito alle acque reflue, riducendo drasticamente gli elevati consumi energetici associati a tali trattamenti”.

 

Irlanda e Italia sono accomunate da una solida fede europeista. Quali altri aspetti li rendono partner ideali?

Il valore totale delle esportazioni irlandesi in Italia nel 2020 è stato di 4,6 miliardi di euro. L’Italia rappresenta il 5 ° mercato più grande dell’Eurozona per l’Irlanda.

Con l’uscita del Regno Unito dall’UE, l’Irlanda come membro della zona euro è più che mai un fornitore certificato di beni, tecnologie e servizi innovativi per il mercato italiano.

L’Irlanda raggiungerà i 5,75 milioni di abitanti entro il 2040 ed ha la popolazione più giovane d’Europa, istruita e altamente qualificata. Secondo l’OCSE l’Irlanda è al 1° posto per laureati tra i giovani: 7 su 10. Le aziende con sede nel nostro Paese apprezzano questa forza lavoro di talento.

L’Irlanda, infatti, è stata scelta come porta d’accesso all’Europa da:

  • 9 delle prime 10 società tecnologiche statunitensi
  • Tutte le prime 10 aziende farmaceutiche
  • Le prime 5 società di software globali
  • 14 delle prime 15 società di tecnologia medica
  • 8 delle prime 10 società di automazione industriale
  • 8 delle prime 10 società di servizi finanziari

Un altro fiore all’occhiello è l’ecosistema di Ricerca irlandese. Nell’R&D la collaborazione è molto stretta tra industria, università, agenzie governative (inclusa Enterprise Ireland) e autorità di regolamentazione. L’Irlanda è anche tra le nazioni più brillanti e attive nel conquistare i finanziamenti dell’UE per la ricerca.

La strategia per l’innovazione dà la priorità alle seguenti sei aree: Energia pulita e rinnovabili, Tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, Salute e benessere, Produzione di alimenti sostenibili, Materiali innovativi e Industria 4.0.

Credo che ci siano enormi opportunità di incrementare le relazioni commerciali tra i due Paesi. Le aziende irlandesi sono note per la loro flessibilità, l’attenzione ai clienti e l’apertura a fare affari in modo innovativo. Insomma, l’Irlanda è il partner ideale per l’Italia”.

Innovazione irlandese: un alleato per contrastare la pandemia in modo green?

“Molte aziende irlandesi stanno offrendo soluzioni innovative ed ecosostenibili nella lotta al Covid-19, come il rivestimento per superfici permanente anti-Coronavirus di Kastus. Mentre Aquila Bioscience, spin-out della National University of Ireland Galway, ha brevettato la prima salvietta al mondo 100% naturale che elimina il SARS-CoV-2, senza l’impiego di alcol e sostanze chimiche. Passando al digital, Daon ha creato il primo passaporto sanitario digitale per volare sicuri. La sua app VeriFLY, è stata già adottata da American Airlines e British Airways.

Tra i settori chiave identificati da Enterprise Ireland per l’export in Italia ci sono: tecnologie digitali, edilizia high-tech, agri-tech, Life Sciences, ingegneria e produzione alimentare.

L’Irlanda e l’Italia vantano già forti scambi nel settore farmaceutico e dei dispositivi medici. Esempi di PMI irlandesi in crescita in Italia includono Aerogen, leader mondiale nella somministrazione di farmaci per via inalatoria attraverso respiratori per unità di terapia intensiva; e Novaerus, che ha brevettato la tecnologia per la disinfezione dell’aria anche dal Coronavirus.

L’ICT settore di punta per l’Irlanda: può essere un alleato nell’agenda digitale italiana?

“Le società irlandesi del digitale si stanno imponendo in numerosi settori. Dall’automotive, con la tecnologia dati di Cubic Telecom che mantiene i conducenti Audi connessi alle reti locali con una sola SIM; all’e-commerce rivoluzionato da Luzern che permette alle aziende di essere su Amazon allo stesso tempo sia Vendor sia Seller. Nel 2021 molte soluzioni digital irlandesi saranno disponibili anche sul mercato italiano.

Come pure le nuove tecnologie costruttive ecocompatibili. L’Irlanda è uno dei principali hub di data center per giganti come Microsoft, Amazon, Google, Dell EMC, Yahoo, IBM, HP, Facebook, Equinix e Digital Realty. Le società di ingegneria irlandesi sono diventate leader nel settore delle costruzioni ad alta tecnologia e stanno realizzando data center, impianti farmaceutici e di trasformazione alimentare in Europa, Nord America, Russia e Medio Oriente”.

L’agro-alimentare high-tech: può essere sostenibile e remunerativo allo stesso tempo?

“L’Irlanda, come l’Italia, è amante del buon cibo e produttore di eccellenze. Oggi il nostro innovativo settore agro-alimentare concilia efficienza e sostenibilità. I punti di forza dell’Irlanda nell’ingegneria e nel digital si combinano per offrire tecnologie agricole innovative che rendono applicabili e remunerativi metodi più naturali. Per esempio, contro l’allevamento intensivo, l’Irlanda risponde con le mandrie al pascolo all’aperto, però controllate dalle piattaforme IoT di Moocall e DairyMaster che forniscono agli allevatori informazioni accurate e in tempo reale sulle loro mandrie. L’alimentazione del bestiame diventa più naturale e controllata, grazie alla tecnologia di Keenan. E al posto di concimi chimici e pesticidi, ci sono le soluzioni biologiche, ma economiche, di aziende come Bioatlantis e Vivagreen”. 

Irish style anche nella moda?

“Nella moda, sappiamo che l’Italia è imbattibile. Tuttavia, l’irish style per l’abbigliamento invernale e anti-pioggia sta diventando sempre più apprezzato in Italia, con marchi come Dubarry. L’Irlanda è nota per i tessuti naturali e i caldi maglioni delle isole Aran che sempre più spesso si vedono sulle passerelle. Di sicuro io ne indosserò uno nelle mie escursioni alpine, la mia grande passione insieme al calcio. Non vedo l’ora di esplorare le Dolomiti e visitare San Siro, anche se non ho ancora deciso se tifare per Milan o Inter!”

Per contattare direttamente John Roche a Milano e conoscere le opportunità di partnership con le imprese irlandesi: john.Roche@enterprise-ireland.com

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