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Farmaceutica: Irlanda #1 in Europa per saldo export

Il rapporto dell’EFPIA, la Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche, rileva che la piccola Irlanda può contare nel 2021 sul più alto saldo attivo delle esportazioni farmaceutiche in Europa. Ben 53 miliardi, seguita da Svizzera con 47 miliardi, e a distanza da Germania con 28 miliardi. L’Italia è 2° per produzione, ma ha un saldo attivo di 5 miliardi di euro.

L’Europa del farmaco rappresenta oggi il 23,4% del mercato mondiale dei farmaci a prescrizione medica, dà lavoro a 835 mila persone, di cui 125 mila nella ricerca, con una produzione annua per un valore di 287 miliardi di euro.

La pandemia ha testato la resilienza dell’intera Europa che ha dimostrato di poter affrontare emergenze come quella del Covid-19 facendo leva sull’unità e la collaborazione. Proprio l’Irlanda è stata in prima linea nell’innovazione per combattere la pandemia con imprese supportate da Enterprise Ireland come Aerogen, Kastus, HyberGene, Aalto Bio Reagents Letsgetchecked.

Il comparto farmaceutico europeo, comprendendo anche Regno Unito e Svizzera, è uno degli asset produttivi e di sviluppo più importanti del continente e in questo quadro l’Irlanda gioca un ruolo fondamentale.

Il florido ecosistema farmaceutico irlandese comprende startup, PMI e le principali multinazionali che hanno stabilimenti produttivi sull’isola.

Con il supporto di Enterprise Ireland, 1° Venture Capital europeo, accanto ai colossi è nata una nuova generazione di aziende irlandesi, giovani, dinamiche e innovative in grado di soddisfare le esigenze dei leader di mercato e dei partner a livello globale.

La collaborazione tra istituzioni, università e imprese sta spingendo e accelerando l’innovazione farmaceutica irlandese.

Germania e Francia impiegano oltre 200 mila addetti, un quarto del totale europeo. Ma è l’Irlanda il Paese con la più alta occupazione nel farmaceutico in rapporto alla popolazione: 42 mila impiegati su quasi 5 milioni di abitanti, contro i 66 mila italiani su una popolazione di circa 60 milioni.

Negli ultimi 21 anni, durante i quali c’è stata la crisi finanziaria globale e la pandemia da Covid – ha sottolineato Nathalie Moll, direttore generale dell’EFPIA, – le società della nostra Federazione hanno più che raddoppiato la produzione, aumentato le esportazioni di sei volte e registrando una bilancia commerciale che colloca il settore al di sopra di altre industrie hi-tech europee. Questi numeri danno il quadro di unindustria vitale per leconomia europea, senza dimenticare i benefici economici e sanitari forniti dalle terapie salvavita”.

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