La start-up irlandese Innovation Zed e A. Menarini Diagnostics, la divisione del gruppo farmaceutico multinazionale italiano con sede a Firenze, hanno siglato un accordo per la commercializzazione dell’innovativo dispositivo per diabetici InsulCheck Connect sviluppato dal team di Dublino.

L’azienda irlandese è supportata da Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 3° Venture capitalist d’Europa, presente con 40 uffici in tutto il mondo, Italia compresa. Il team di market advisor di Milano favorisce i contatti e le partnership tra le imprese irlandesi e le aziende italiane a caccia di soluzioni altamente innovative. L’Irlanda, infatti, è il Paese con il più alto tasso di innovazione e crescita tra i membri dell’Unione Europea.

Debutto al Cosmofarma StartUp Village

Come ricorda Roberta Di Gesù, market advisor di Enterprise Ireland a Milano: “Il prototipo della penna intelligente per la somministrazione dell’insulina con l’app connessa era stato presentato in Italia per la prima volta nel 2018 al Cosmofarma StartUp Village organizzato da Wellcare. In quella occasione avevamo selezionato cinque tra le nostre start-up con progetti particolarmente indicati a Cosmofarma, la principale exhibition europea dedicata alla salute e alla farmacia. Innovation Zed ha una storia particolare perché nasceva dall’esperienza come diabetico del suo fondatore”.

Innovation Zed è specializzata in soluzioni integrate che facilitano la gestione del diabete coinvolgendo il paziente e migliorando l’aderenza alla terapia. L’azienda ha sede presso il NovaUCD, l’hub per venture e start-up dell’University College di Dublino, una delle migliori d’Europa e fucina di progetti nell’ICT, biotech e medical device.

Da paziente diabetico a inventore

Al Cosmofarma StartUp Village era presente J ohn Hughes, CEO e co-fondatore di Innovation Zed. Come diabetico ha sviluppato la soluzione tecnologica per gestire quotidianamente la terapia evitando le complicazioni di cui invece fu vittima. Per errore, infatti, si somministrò due volte la dose di insulina giornaliera finendo in coma. “Siamo molto soddisfatti di questo accordo che ci porterà ad essere presenti nei mercati internazionali. Menarini ha una stretta relazione con i pazienti diabetici e gli operatori sanitari unita a una lunga esperienza nella distribuzione”.

L’innovativo InsulCheck Connect sarà integrato nella piattaforma connessa per la cura del diabete creata da Menarini. L’accordo prevede una partnership a lungo termine con la multinazionale italiana che si occuperà delle attività di marketing, commercializzazione, training e customer support, fornendo l’assistenza sia tecnica sia clinica per il corretto uso di InsulCheck Connect in Europa e nel mondo.

“Questo innovativo device permette ai pazienti e agli operatori sanitari di gestire nel quotidiano il diabete in modo facile ed efficace e di prevenire le complicazioni – sottolinea Fabio Piazzalunga, General Manager e Global Head di Menarini. – L’accordo fa parte della nostra strategia per sviluppare un portfolio di prodotti integrati che andranno a migliorare la gestione del diabete per gli operatori sanitari e la qualità di vita dei pazienti”.

A gennaio 2020 abbiamo lanciato una nuova ed ambiziosa iniziativa per attingere a una importante e latente risorsa economica: le donne”, spiega Sheelagh Daly, manager per l’Imprenditoria di Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per l’export e l’innovazione.

L’Irlanda intende far leva sul potenziale femminile per portare una significativa crescita al Paese. L’ Action Plan for Women in Business 2020 di Enterprise Ireland fa parte della strategia per favorire l’aumento del numero di angel investor femminili e di imprese guidate da donne.

L’obiettivo di Enterprise Ireland è ambizioso

Entro il 2025 Enterprise Ireland prevede di raddoppiare il numero di imprese guidate da donne e di aumentare del 100% la percentuale femminile di manager coinvolte nei diversi programmi di sviluppo.

L’iniziativa senza precedenti vedrà un balzo del 50% del numero di donne che parteciperanno nei programmi di start-up e nelle iniziative a favore dell’imprenditoria femminile organizzati dai Local Enterprise Offices sparsi in tutta l’isola. Enterprise Ireland punta ad avere almeno 1 su 3 High Potential Start-Ups fondate da donne.

Oggi, in Irlanda la percentuale di donne alla guida di imprese è decisamente più bassa degli uomini, in particolare nelle grandi società. Inoltre, anche quando le donne ricoprono posizioni da senior manager, spesso non hanno ruoli strategici. Questo divario è maggiore in settori come manifatturiero, metalmeccanico, costruzioni, tecnologie.

Donne e lavoro: i dati parlano chiaro

“Le donne rappresentano oltre la metà della popolazione irlandese, eppure la loro presenza nelle attività economiche è ben inferiore – spiega Sheelagh Daly – Nella forza lavoro c’è una differenza di genere del 12%; solo il 30% dei senior manager sono donne e meno del 20% ricoprono il ruolo di ceo, percentuale che scende al 9% nelle grandi aziende”.

Nell’imprenditoria femminile, l’Irlanda ha il più alto gap di genere d’Europa. Meno del 10% dei fondi di venture capital vanno ad aziende fondate da team femminili e solo il 3% degli angel investor è donna.

I ricercatori internazionali hanno messo in evidenza gli stretti legami tra una presenza mista a livello dirigenziale e i migliori risultati in termini di produttività e profitti.

“Oggi in Irlanda, c’è un rapporto di 3 a 1 tra uomini e donne che avviano una impresa. Le differenze di genere sono il risultato di fattori multipli, alcuni complessi, culturali e sociali. Ma è chiaro che se noi riusciamo ad aumentare il numero delle imprenditrici, tutta l’economia ne beneficerà”, sottolinea Sheelagh Daly.

L’Action Plan for Women in Business 2020

Enterprise Ireland ha l’obiettivo di incrementare la partecipazione femminile nella crescita economica in diversi ambiti: dalle imprese in espansione internazionale guidate da donne alla nuova imprenditoria femminile e alle start-up altamente potenziali con founder donne.

“Soprattutto dobbiamo aumentare il numero di donne in posizione di senior manager, un compito completamente nuovo per la nostra agenzia. In ogni tipo di impresa, i ruoli senior hanno maggiori opportunità di sviluppare l’impresa e di capitalizzare abilità, esperienza, network di relazioni e di accesso ai fondi. Noi siamo perfettamente coscienti che le imprese con diversità di genere in posizioni manageriali ottengono risultati migliori”.

L’Action Plan for Women in Business di Enterprise Ireland contiene un ampio e chiaro elenco di attività: dalla presenza femminile nelle campagne di marketing alla definizione di programmi di supporto che massimizzino la partecipazione di donne.

All’esterno, la collaborazione con key stakeholders influenzerà le politiche nazionali e ridurrà le differenze di genere a livello di amministratori e senior manager.

Un fondo per il part-time per manager

Un nuovo fondo faciliterà il part-time per senior manager. “Questo fondo non è dedicato solo alle donne, ma per esperienza sappiamo che sono proprio le lavoratrici ad essere più interessate. L’obiettivo è incoraggiare le aziende ad adottare sistemi di lavoro più flessibili per attrarre e mantenere nel lungo periodo lavoratrici qualificate”, dice Daly.

L’agenzia definirà tutti i programmi sulla base dell’inclusione e delle pari opportunità e avrà lo stesso approccio nelle politiche governative nei diversi ambiti: dall’educazione al lavoro.

Obiettivo primario è appianare le differenze nell’accesso ai fondi. “Ancora una volta si tratta di una combinazione di fattori. Ma è innegabile che nel venture capital ci sono soprattutto uomini. Ciò significa che sono gli uomini a prendere la maggior parte delle decisioni. L’effetto omofilo comporta che le persone tendono a relazionarsi più facilmente con i loro simili. E ciò impatta sulla capacità delle donne di accedere ai fondi”, sottolinea Daly.

Pari opportunità anche nei finanziamenti

Dal punto di vista della domanda, le ricerche hanno mostrato che le donne in cerca di finanziamenti tendono a chiedere somme più modeste. Un atteggiamento “che di conseguenza limita le opportunità di sviluppo e crescita”.

Queste barriere sono ben note nel mondo del venture capital, che sta lavorando per ridurre i preconcetti e le differenze di genere fin nella fase di pitchng. “Noi vogliamo accelerare questo processo verso le pari opportunità”, dice Daly.

L’esempio migliore è quanto sperimentato in Enterprise Ireland con il Competitive Start Fund, il programma per start-up. “Semplicemente cambiando il nome e aggiungendo una special call Female Competitive Start Fund, abbiamo visto crescere di cinque volte il numero delle domande”.

Questo è il perfetto esempio di potenzialità latenti che Action Plan for Women in Business 2020 vuole sbloccare.

“Per generazioni, l’intero sistema economico e finanziario è stato controllato e gestito da uomini. La partecipazione femminile è arrivata solo negli ultimi tempi. Vogliamo invece dire alle donne: Questo è anche per voi, dando un messaggio e un’opportunità di inclusione – conclude Daly. – Puntiamo a creare una pipeline di imprenditrici e un significativo cambiamento culturale. Il processo è ovviamente già iniziato. Noi vogliamo accelerarlo per il bene di tutti”.

Il 2019 sarà un anno da ricordare per Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione. Gli investimenti in innovazione per anticipare gli effetti della Brexit hanno portato i loro risultati. L’Irlanda si conferma il Paese europeo più innovativo e in crescita. Gli occupati delle aziende seguite dall’agenzia hanno raggiunto quota 221,895, il risultato più alto mai registrato. Quasi 17 mila sono i nuovi posti creati solo nell’anno passato. I settori più in espansione sono il Cleantech con un aumento dei posti di lavoro nell’anno del 9%, seguito da Lifesciences e Fintech con il 6% ciascuno, l’elettronica con il 5% e l’ICT con il 4%.

La locomotiva che traina l’Irlanda non si è fermata nemmeno davanti alla minaccia più temuta: la Brexit. Il Regno Unito è storicamente il principale Paese verso cui esportano molte imprese irlandesi, soprattutto nel settore alimentare e agricolo. Enterprise Ireland, dopo l’esito del referendum inglese, ha investito in due anni 125 milioni di euro per supportare la diversificazione di circa 2 mila aziende tra le più coinvolte dalle conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dalla Unione Europea.

La strategia di Enterprise Ireland per favorire l’export su nuovi mercati ha dato i suoi frutti: due terzi delle aziende più esposte alla Brexit hanno ridotto la loro dipendenza dal mercato inglese aumentando le esportazioni nel resto della UE e del mondo. I consulenti dei 40 uffici di Enterprise Ireland sparsi in una trentina di Paesi favoriscono le partnership con le aziende irlandesi. A Milano, i market advisor sono a disposizione delle imprese italiane che possono sfruttare l’irish advantage per ampliare il proprio mercato e ricevere una iniezione di innovazione.

Come sottolinea Julie Sinnamon, CEO di Enterprise Ireland: “Il 2019 è stato un anno determinante nel raggiungimento dell’obiettivo fissato nel 2017 di arrivare a creare 60 mila nuovi posti di lavoro entro il 2020 . Oggi, con 12 mesi di anticipo, abbiamo già raggiunto 57.881 nuovi occupati. Tuttavia, il ritmo di crescita potrebbe rallentare a causa sia della Brexit sia della necessità di nuove qualifiche professionali particolarmente sentita dalle PMI. Per garantire la crescita delle nostre imprese, sarà determinante continuare sulla strada dell’innovazione. Le ricerche dimostrano che le aziende che investono in R&D aumentano il loro fatturato del 67% rispetto alle imprese che non lo fanno. Favorire lo sviluppo attraverso l’innovazione sarà la nostra priorità anche nel 2020”.

In 25 anni di attività, fino al 2018 il Seed and Venture Capital di Enterprise Ireland ha investito 1,34 miliardi di euro in nuove società. Solo nel 2019 sono state supportate 126 nuove start-up con alta potenzialità, di cui 38 create da donne. Proprio il 2020 Action Plan for Women in Business di Enterprise Ireland ha l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile in ruoli manageriali e imprenditoriali.

Tutto l’ecosistema irlandese che supporta l’innovazione delle imprese è in crescita, sia pubblico, sia privato. Nel 2019, per esempio, Nestlè ha inaugurato il nuovo centro di R&D a Limerick con un investimento di 27 milioni di euro. Mentre Enterprise Ireland ha messo a disposizione 12 milioni del CeADAR per accelerare l’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale, data analytics e machine learning. Sempre l’ente governativo ha deliberato di supportare con 23,5 milioni l’Irish Manufacturing Research e con 7,2 in cinque anni il Food for Health Ireland, l’avveniristico centro tecnologico per migliore la salute generale attraverso innovativi functional food.

A Dublino, dal 19 al 22 Gennaio 2020 sotto le settecentesche arcate del Royal Dublin Society (RDS), Showcase Ireland 2020 offre il meglio della produzione di moda, gioielleria, profumeria e complementi d’arredo rigorosamente made in Ireland.

Prestigiosi marchi leader a Londra come a New York e Parigi, espongono accanto a piccoli artigiani selezionati per la qualità e l’originalità della loro produzione. Ci sono imprese dalla lunga tradizione, come Rathborne, la più antica fabbrica di candele del mondo, o Dubarry che per i suoi stivali fatti a mano riceve ordinazioni da tutto il mondo. Ma anche decine di giovani designer, produttori di cosmetici rigorosamente biologici, stilisti che fissano i colori della brughiera in caldi tessuti di cachemire. La sezione speciale Design Ireland è infatti dedicata a produzioni a tiratura limitata, gioielli d’artista, tessuti su telai a mano.

Tutti oggetti e prodotti con una storia da raccontare, particolari e sostenibili fin dalle materie prime, fabbricati nelle diverse contee dell’isola di smeraldo. Il tema della sostenibilità guida la selezione di produttori di questa 44esima edizione.

Nel 2019, gli oltre 400 stand sono stati visitati da quasi 3 mila compratori provenienti da 26 Paesi del mondo. In quattro giorni sono stati firmati ordini per oltre 25 milioni di euro, con un aumento sostanziale rispetto all’anno precedente.

Nonostante la Brexit, i compratori dal Regno Unito sono aumentati dell’8%, mentre dal Nord America la crescita è stata del 14%. Per chi fa scouting di prodotti di alta qualità destinati a una nicchia privilegiata, Showcase Ireland è l’appuntamento da non perdere. L’evento è organizzato dal Design & Crafts Council of Ireland con il supporto di Enterprise Ireland, l’ente governativo per lo sviluppo dell’export e dell’innovazione, con sedi in oltre 30 Paesi del mondo, Italia compresa. I market advisor degli uffici di Milano sono  a disposizione per favorire i contatti e le partnership tra importatori e talent scout italiani con le più originali ed esclusive imprese irlandesi.

L’innovazione nel retail alimentare sta ridisegnando il futuro del commercio imponendo una nuova via: più eco-compatibile e con una mission sociale. Ma come conciliare sostenibilità ed etica con la redditività di ogni punto vendita? Store of the Future è l’occasione per analizzare le soluzioni con esperti del settore dell’high-tech nel retail.

L’evento è organizzato da Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per lo sviluppo dell’innovazione e dell’export. L’Irlanda con meno di 5 milioni di abitanti, produce cibo per 35 milioni di persone e il 10% del latte per bambini consumato nel mondo. Secondo l’Unione Europea, l’Irlanda è il più innovativo tra i 28 membri.

Nel retail alimentare l’impatto delle tecnologie permette di rispondere anche alla crescente domanda da parte dei consumatori di comportamenti più rispettosi dell’ambiente e della società.

Store of the Future il 14 gennaio a Dublino presenta soluzioni high tech sviluppate da imprese irlandesi innovative. A Milano, in qualunque momento il team di market advisor di Enterprise Ireland è a disposizione per dare maggiori informazioni e contatti con le aziende irlandesi che garantiscono sia la redditività dell’impresa sia la maggiore efficienza dei mezzi, il risparmio energetico e la riduzione degli sprechi alimentari. Novum, Remote Signals e FoodCloud sono tre esempi di come si possano migliorare i ricavi e contribuire a un pianeta meno inquinato e più etico.

Novum dal 1959 è specializzata in apparecchi refrigeranti per i negozi. L’azienda irlandese è stata pioniera con diversi modelli innovativi. Per prima ha applicato una copertura curva di vetro che permette di vedere meglio la merce esposta e di conseguenza migliorare le vendite. Sempre Novum ha inserito per la prima volta due compressori ottenendo per gli apparecchi un significativo risparmio di consumi di energia. Più di recente, Novum ha brevettato la tecnologia LEAP che evita il formarsi di ghiaccio nello scomparto. Il sistema migliora il controllo della temperatura e annulla la manutenzione.

Il controllo di ogni fase della supply chain è una realtà a portata di piccola azienda grazie ai sistemi progettati da Remote Signals. Supportata dal programma per le start-up ad alto potenziale di Enterprise Ireland, Remote Signals ha sviluppato sistemi di sensori connessi in cloud che garantiscono controllo e sicurezza in ogni campo: dal monitoraggio della catena del freddo al controllo dei processi produttivi alla customer care.

Ancora l’innovazione ha fatto decollare FoodCloud, la pluripremiata start-up a vocazione sociale che ha trasformato oltre 27.000 tonnellate di cibo invenduto e destinato al macero in 65 milioni di pasti. Grazie a FoodCloud, ogni minuto ben 37 pasti vengono preparati, 24/24 e 7/7 in 9.500 enti benefici in Irlanda e Regno Unito. La piattaforma mette in contatto produttori e negozi che hanno un surplus di alimenti con gli istituti di carità locali. La start-up è stata creata nel 2013 da due studentesse del college. Ogni negozio può fornire direttamente un ente caritatevole locale caricando di giorno in giorno l’invenduto. Per quantitativi più ingenti, da caseifici e da giganti come Nestlè, Lidl e Tesco, sono stati creati tre magazzini di raccolta a Dublino, Cork e Galway. Oltre a evitare al pianeta quasi 90 milioni di tonnellate di CO2, FoodCloud rende imprese e negozi più sostenibili e integrati con la comunità.

A portare alla ribalta la regione nel sud-est irlandese è il 2019 Global Startup Ecosystem Report, redatto da Startup Genome analizzando dati da oltre un milione di società nel mondo. Dallo studio di decine di ecosistemi di start-up, è stata stilata la classifica dei migliori 30 al mondo.

Certo la Silicon Valley californiana è sempre la regina dell’economia generata dalle start-up, stimata a livello globale in quasi 3mila miliardi di dollari. Vent’anni fa, al picco del fenomeno delle imprese dot.com, si contavano solo quattro regioni in grado di generare oltre 4 miliardi di dollari dalle start-up. Oggi ce ne sono almeno 50. E non sono necessariamente le metropoli.

La regione del Mid-East intorno a Dublino, è oggi considerata un ecosistema ideale per l’Agritech e il New Food. Ma non solo, vanta anche la più alta percentuale di start-up fondate da donne al mondo: una su quattro. Le sconosciute contee di Meath, Wicklow e Kildare sono un esempio di inclusione paragonato a Parigi o Berlino che hanno meno del 10% di start-up create da donne.

Il Mid-East è la regione che sta crescendo più rapidamente in Irlanda dopo Dublino. Non a caso è la culla delle tecnologie tra le più richieste dagli investitori: l’agri-food. Un settore chiave che con 13.6 miliardi di euro. rappresenta il 12,3% dell’export per l’Irlanda. Il Paese con 5 milioni di abitanti produce cibo per 35 milioni di persone. Un settore in espansione anche grazie a una forza lavoro tra le più preparate del mondo: un terzo della popolazione, infatti, è laureata.

Con il supporto di Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, sono sorti centri di ricerca e incubatori per start-up che si stanno facendo strada nel mondo. Da Hexafly, che ricerca proteine alternative per sfamare il mondo, al The Boyne Valley Food Hub , il centro creato per accelerare la crescita delle tecnologie dedicate all’agri-food.

Enterprise Ireland getta un ponte tra Italia e Irlanda per lo sviluppo del business con la nazione più innovativa e in crescita d’Europa. Per conoscere le opportunità di partnership più convenienti per la propria impresa italiana, basta rivolgersi ai market advisor degli uffici di Milano di Enterprise Ireland.

L’Aerospace & Defence Meetings di Torino il 26 e 27 Novembre è l’unica business convention internazionale dedicata al settore aerospaziale organizzata in Italia. Due giorni di convegni e incontri con aziende e consorzi di ogni parte del mondo.Leonardo, Boeing, Thales Alenia Spaces, Avio Aereo, Collins Aerospace, Airbus, Altec sono alcuni dei partecipanti.

Quest’anno parteciperà per la prima volta Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 3° VC d’Europa. L’agenzia ha sedi in oltre 30 Paesi del mondo, Italia compresa per favorire partnership e business development con le aziende irlandesi.

Come sottolinea Ann-Marie Walsh, Aerospace senior market advisor di Enterprise Ireland che da Milano si occupa dell’Eurozone: “Questo evento è l’occasione per far conoscere la lunga tradizione irlandese nell’aeronautica. Sono 250 le imprese altamente specializzate e innovative che dall’Irlanda contribuiscono a far volare i giganti di Boeing ed Airbus. Inoltre ben 67 aziende irlandesi sono fornitrici dell’European Space Agency. La presenza di centri di ricerca di eccellenza e di personale altamente qualificato hanno favorito lo sviluppo in Irlanda di un hub dedicato. L’Italia è un partner strategico in questo settore che a livello globale è in forte espansione”.

Con un fatturato di 14 miliardi di euro e 50 mila occupati, l’industria aeronautica e aerospaziale italiana è la 4° in Europa e la 7° del mondo. L’Irlanda, 1° paese per innovazione d’Europa, con meno di 5 milioni di abitanti, impiega nel settore aeronautico 5600 persone generando un fatturato di 4,1 miliardi di euro. Il trend è in crescita, trascinato dall’andamento globale positivo.

Infatti, secondo il Deloitte’s 2019 Global Aerospace and Defense Outlook, nei prossimi 20 anni saranno prodotti 38 mila nuovi aerei. Il costruttore Airbus prevede che il traffico passeggeri crescerà a un ritmo del 4,3% all’anno. Tra 20 anni nei cieli ci saranno il doppio degli aerei di oggi. E molti avranno un leasing irlandese.

Infatti, l’Irlanda è stata la pioniera negli anni 70. Oggi è leader mondiale nel leasing di flotte aeree con una cinquantina di società raggruppate nell’associazione Aircraft Leasing Ireland (ALI). Si stima che ogni 2 secondi nel mondo ci sia un aereo con leasing irlandese in pista pronto al decollo. Ben il 60% della flotta aerea mondiale a noleggio è gestita da Dublino e dintorni per un totale in asset di circa 100 miliardi di dollari. Proprio presso l’aeroporto della capitale ha sede il Dublin Aerospace, uno dei principali centri di manutenzione in Europa dei giganti della famiglia Airbus e Boeing.

Enterprise Ireland rappresenterà a Torino il comparto irlandese in piena espansione sia in termini di capacità sia di rendimento. Aziende come Takumi Precision Engineering sono ormai riconosciute e apprezzate a livello internazionale. l’Irlanda ha un cluster dedicato,  l’Emerald Aero Group, composto dalle aziende irlandesi fornitrici di servizi e forniture nell’ingegneria di precisione specifiche per l’industria aeronautica e aerospaziale. Per conoscere meglio le opportunità di partnership e innovazione con le imprese irlandesi basta rivolgersi agli uffici di Milano di Enterprise Ireland.

Come sarà l’healthcare tra qualche anno? E quali i trend dell’industria dei medical device? In un quadro di rapidi e radicali cambiamenti l’Irlanda gioca un ruolo da protagonista. Lo dimostrano le cifre riportate dal Ministro del Commercio, Lavoro e Affari Pat Breen che ha aperto il convegno a Med in Ireland 2019, la più importante vetrina del MedTech irlandese è organizzata da Enterprise Ireland l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 3° VC d’Europa.

L’Irlanda è il 2° esportatore di medical device in Europa. Le oltre 300 aziende irlandesi e 18 delle 25 principali multinazionali del settore insieme creano un eccezionale ecosistema che si basa su collaborazione e innovazione. Sono infatti made in Ireland l’80 degli stent impiantati nel mondo, il 25% dei sistemi di controllo usati dai diabetici e un terzo delle lenti a contatto”.

Davanti agli innovation & business development manager di 40 Paesi, Chris Coburn, Chief Innovation Officer di Partners Healthcare, la più importante accademia di ricerca privata americana conferma: “L’healthcare sta vivendo grandi trasformazioni in America. E l’Irlanda è protagonista nell’innovazione del MedTech con nuove tecnologie e un nuovo modo di produrre che le danno un carattere distintivo”.

Rapidità è la parola d’ordine per il successo dell’industria del settore. Per ottenerla la soluzione è collaborazione. “In Irlanda l’intero ecosistema lavora in sintonia: piccole e grandi aziende, centri di ricerca, università, ospedali con medici e infermieri coinvolti. I progetti possono così progredire più rapidamente verso la validazione e il mercato”. Sottolinea Liam Kelly, Presidente e CEO di Teleflex, la multinazionale produttrice di tecnologie medicali.

La domanda globale di medical device è destinata a crescere nei prossimi 30 anni. Nuovi mercati si affacciano in modo promettente. In tutto il mondo l’invecchiamento della popolazione porta nuove sfide per migliorare le cure e l’assistenza riducendo i costi.

Come testimonia la dottoressa Ibtesam Al Bastaki, Direttrice dell’Investment & Private Partnership Dubai Health Authority, responsabile dello sviluppo di progetti per la salute, sia privati che pubblici: “Anche a Dubai l’introduzione della telemedicina e delle nuove tecnologie sarà determinante. Ci sono ampi spazi di mercato da colmare in diverse aree: dalla riabilitazione alla medicina di precisione all’assistenza domiciliare”.

Il risultato sarà un modello che vedrà al centro il paziente. “A favorire questa evoluzione sarà la collaborazione tra diversi player e la digitalizzazione – dice Tanja Valentin, Direttrice External Affairs di MedTech Europe, l’associazione che raggruppa imprese e istituzioni europee del settore dei dispositivi medici. – La digitalizzazione è già un processo avviato ma il suo successo nel MedTech risiederà nella gestione e analisi dei big data”.

Ci saranno non solo nuove cure ma un nuovo paradigma. Paudie O’Connor, Vice Presidente Manufacturing di Boston Scientific, la multinazionale statunitense leader nello sviluppo e produzione di apparecchi biomedici sottolinea che: “Raccogliere dati e interpretarli a beneficio dell’impresa e della salute è sempre più essenziale. I produttori di medical device dovranno anche cercare di coinvolgere i pazienti”. I millennials, infatti, hanno un approccio completamente diverso alle cure: più dinamico e informato.

Per soddisfare il mercato e avere successo la collaborazione sarà fondamentale. Collaborazione tra Paesi, come Enterprise Ireland invita le imprese italiane a fare con l’ecosistema irlandese. Per ogni informazione il team di market advisor è a disposizione negli uffici di Milano.

Secondo il 2019 Global Cites Report, la capitale irlandese è tra le più promettenti piazze d’affari pronta a competere con New York, Londra e Parigi. Mentre non viene registrato nessun progresso per le italiane: Milano al 36° e Roma al 47° posto.

Dublino sta diventando l’hub globale per il business, secondo il rapporto annuale della prestigiosa società di management consulting AT Kearney. Il 2019 Global Cites Report ha esaminato 130 città in tutto il mondo. Sul podio si confermano Londra, New York e Parigi. A tallonarle c’è un nutrito gruppo di metropoli europee ed asiatiche.

Il report redige annualmente la classifica delle città che più attraggono, oggi e in prospettiva, business, capitali e professionalità qualificate. Un quadro in evoluzione e fortemente competitivo in cui Dublino registra il risultato più impressionante balzando nell’ultimo anno dal 33° al 9° posto nell’Outlook Rank. Si tratta di una crescita continua che può condividere con Parigi, Singapore e Tokyo.

L’analisi considera 27 fattori chiave che vanno dalle attività economiche e finanziare al ruolo politico, dalla qualità occupazionale all’innovazione. Milano e Roma sono ferme al 36° e 47° posto, anzi di anno in anno perdono posizioni in questa classifica che mappa i flussi reali e potenziali di investimenti internazionali.

Secondo gli analisti, il balzo registrato da Dublino è merito dei successi economici e della spinta data all’innovazione. Diventare un hi-tech e financial hub all’avanguardia permette di attrarre professionalità e imprenditori di alto livello. Dublino si ritrova così in testa a tutte le metriche considerate dal rapporto: benessere, situazione economica e politica, innovazione e integrazione.

Enterprise Ireland l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 3° VC d’Europa, ha supportato lo sviluppo hi-tech e l’internazionalizzazione di imprese nei settori dei servizi, dell’ICT, del fintech, dell’healthcare. Si è così avviata una contaminazione virtuosa che mescola la forza lavoro locale altamente qualificata con talenti provenienti da tutto il mondo che si integrano perfettamente. Come sottolinea il Global Cities Report, è proprio il capitale umano l’ingrediente fondamentale per il progresso di ogni comunità.

Cresce l’interesse internazionale per Med in Ireland, la vetrina dell’innovazione nel MedTech e Life Sciences organizzata da Enterprise Ireland a Dublino il 10 ottobre 2019. Un centinaio di imprese irlandesi hanno incontrato oltre 300 responsabili R&D e business development provenienti da 40 Paesi del mondo.

La delegazione italiana è, insieme all’americana e tedesca, la più numerosa. Sono ben una ventina i manager italiani a caccia di innovazione e opportunità di new business a Dublino. Attraverso partnership, le aziende italiane possono ricevere una determinante iniezione di innovazione e sfruttare così quel vantaggio unico che l’Irlanda offre. Proprio quell’Irish Advantage protagonista della campagna internazionale promossa da Enterprise Ireland, l’ente governativo per lo sviluppo il trade e l’innovazione. L’obiettivo è far conoscere anche in Italia le potenzialità di collaborazione con l’Irlanda, ch sin Europa è 2° Paese nell’export di medical device e il 1° per innovazione.

Come ha sottolineato il Ministro per il Trade, l’Occupazione e lo sviluppo and Business Pat Breen: “Med in Ireland è una eccezionale opportunità per le organizzazioni internazionali di entrare in contatto con il nostro ecosistema di aziende leader nel design, R&D, engineering e costruzione di medical device. In Irlanda si è creato un network vincente tra PMI, start-up, multinazionali e centri accademici. Il Governo, con il Project Ireland 2040 and Future Jobs, continuerà ad investire anche attraverso Enterprise Ireland per dare impulso alla ricerca e allo sviluppo economico ed occupazionale del settore”.

C’è davvero un Irish Advantage per le imprese italiane del MedTech e Life Sciences?

Secondo Daniele Venturini, Senior Innovation Manager di Orthofix, l’azienda nata a Verona negli anni 80 che oggi opera a livello mondiale nel campo dei medical device per l’ortopedia ricostruttiva e rigenerativa e per le patologie della colonna vertebrale: “Med in Ireland è un’interessante opportunità di business già testata. Il ruolo del mio dipartimento è quello di scoprire, valutare e portare all’interno dell’azienda prodotti, tecnologie, processi e idee. Questo evento sembra essere nato a proposito. L’organizzazione molto compatta nel tempo e gli incontri bilaterali con aziende selezionate precedentemente garantiscono una elevata probabilità di successo. Ci sono già alcune imprese irlandesi con le quali abbiamo intrapreso attività conoscitive e relazioni commerciali. Un grosso supporto è dato dal team di Enterprise Ireland di Milano che sa suggerire incontri con aziende irlandesi che offrono tecnologie adatte alle nostre esigenze”.

Un altro veterano del Med in Ireland è Andrea Mariotto, facente parte del team di R&D LivaNova, presso Saluggia (VC). LivaNova è l’azienda multinazionale con sedi italiane oltre che a Saluggia a Mirandola e Milano, specializzata in medical device per il trattamento delle malattie cardiache: “Grazie alla collaborazione di Enterprise Ireland siamo venuti in contatto con aziende del MedTech irlandese con cui abbiamo già avviato partnership di successo in diversi settori”.

Secondo Francesco Greco, ceo di BEL Bioengineering Laboratories che progetta, produce e distribuisce dispositivi medici per cardiochirurgia, emodialisi, urodinamica, ginecologia e circolazione extracorporea: “La spinta data dall’Irlanda a R&D ed Engineering del MedTech e del Life Sciences rende le imprese irlandesi del settore molto agili nel portare sul mercato soluzioni sempre innovative che ben si adattano alle esigenze delle PMI nostrane”.

Oltre a Orthofix, LivaNova e BEL, sono volati a Dublino i manager di: Eucardia, Herniamesh, Cid Alvimedica, Fresenius Kabi, Qura, Gada, Medtronic Italia per le divisioni Invatec, Bellco e Covidien.

A Med in Ireland si sono stati oltre 1.200 business meeting. Enterprise Ireland ha come obiettivo favorire la creazione di partnership internazionali nel settore del medical device e life sciences, oggi considerato tra i migliori del mondo”, sottolinea Stephen Creaner, direttore di Enterprise Ireland.

Nel 2018, il Life Sciences irlandese ha avuto una crescita del 7% dell’export rispetto ai 12 mesi precedenti. Gli occupati nel settore sono saliti a 40 mila persone, facendo dell’Irlanda il Paese della UE con il maggior tasso percentuale di addetti nel settore.

Si celebra dal 5 al 20 ottobre nei Paesi della UE la Europe CodeWeek. La campagna di sensibilizzazione e alfabetizzazione digitale è aperta a tutti. L’obiettivo è contribuire a diffondere in modo coinvolgente e divertente il pensiero computazionale attraverso le regole della programmazione, coding in inglese. Le attività si svolgono non solo nelle scuole, ma anche in ludoteche, ambienti di lavoro, biblioteche, parchi, piazze. Insomma una festa dell’ICT. Tra le nazioni più attive fin dalla prima edizione del 2013, c’è l’Irlanda. Non a caso l’Irlanda è il 2° maggior esportatore di software al mondo con 16 miliardi di euro all’anno.

L’isola è il principale hub europeo per le imprese del digitale. Infatti dei 20 leader mondiali del settore, ben 16 vi hanno installato le loro sedi strategiche. Tra aziende autoctone e altre provenienti dall’estero si contano quasi un migliaio di software houses. Colossi internazionali accanto a piccole imprese locali. Il cammino iniziò quando IBM per prima aprì i suoi uffici a Dublino nel 1956, seguita da Ericsson l’anno seguente. Negli anni 70 fu il turno di Hewlett Packard, e nell’80 Oracle, Microsoft, Intel e Dell. La corsa all’isola più IT ha avuto un boom con i colossi del web: Yahoo, Facebook, Google, Amazon, Ebay.

La ricetta vincente: Persone e R&D.

Ben 24 mila persone lavorano nel settore. Gli addetti sono caratterizzati da un alto livello di preparazione. Tutte le scuole di ogni ordine grado offrono programmi dedicati al coding e alla computer science da molti anni, e non solo in occasione della Europe CodeWeek. L’Irlanda può vantare la 3° più alta percentuale di laureati in matematica e informatica d’Europa tra i giovani di età compresa tra 20 e 29 anni. Il 98% dei giovani di 18 anni frequenta le scuole: la più alta percentuale in Europa. Il sistema educativo irlandese è considerato il 6° migliore al mondo. Il Paese è giovane: circa la metà degli irlandesi ha meno di 34 anni. Ne deriva un ecosistema dinamico e collaborativo che rende facile realizzare partnership e nuovi progetti da esportare nel mondo.

L’altro fattore vincente è l’impegno del Governo nella R&D in aree strategiche che includono Data Analytics, Software, Machine Learning e ICT. Tra i centri di ricerca considerati come eccellenze internazionali e partner di multinazionali del settore ci sono l’Irish Software Engineering Research Centre (LERO) e il Telecommunications, Software and Systems Group (TSSG).

Completano l’IrishAdvantage il fatto di esser membro dell’eurozone e di essere l’unico Paese della UE di lingua inglese.

Il presupposto sembra banale: il paziente deve essere al centro del percorso terapeutico e assistenziale. La realtà invece è ben diversa. Il paziente è un satellite esterno, trattato con procedure standard. Il sistema sanitario, spesso per necessità, applica un unico modello valido per tutti.

L’innovazione nel settore irlandese delle tecnologie mediche o medtech sta rivoluzionando questo approccio per rispondere alla crescente domanda di una popolazione che invecchia. Si creano così nuove sfide, come le malattie croniche e la necessità di assistenza costante.

La risposta tecnologica a questa impellente domanda è un sistema sanitario connesso digitalmente. Collegando i dati dei pazienti, i caregiver primari possono passare dall’intervento episodico alla prevenzione e alla gestione personalizzata e più efficace.

 

Fotografia dellassistenza sanitaria connessa in Irlanda

Dispositivi semplici da usare come smartphone, smartwatch e tablet, collegati ad app di monitoraggio, terapie e dati dei pazienti in cloud sono già presenti. La sfida consiste nell’integrare questi dispositivi nella routine quotidiana di un sistema sanitario nazionale connesso.

L’ecosistema sanitario irlandese è all’avanguardia e sta già offrendo innovazioni nel settore medico, sanitario e del Life Sciences.

Il MedTech in Irlanda ha registrato una crescita esponenziale nell’ultimo decennio. Il settore è passato da 50 a 350 aziende produttrici di medical device negli ultimi 20 anni. Attualmente, 15 delle 20 principali aziende di dispositivi medici a livello mondiale, hanno una sede in Irlanda. Il comparto irlandese impiega 38.000 lavoratori. In proporzione alla popolazione è il Paese con il più elevato numero di persone occupate in questo settore d’Europa.

L’Irlanda è leader a livello mondiale nella ricerca grazie a un’intensa collaborazione tra aziende, istituti di ricerca e medici. Questo la rende una piattaforma perfetta per consentire al settore di rinnovarsi e continuare a crescere come uno dei cinque hub emergenti a livello globale del Medtech.

Basandosi su due decenni di investimenti nell’ambito del Life Sciences e delle tecnologie, il governo irlandese sta attuando una strategia denominata Innovation 2020. Uno degli obiettivi principali consiste nel garantire che le aziende con sede in Irlanda superino i concorrenti nei mercati internazionali. Un obiettivo chiave della strategia consiste nel far crescere il numero degli addetti alla ricerca nel settore del 60%, ovvero a 40.000 entro la fine del decennio.

 

L’ecosistema innovativo al servizio dei pazienti

Le start-up di assistenza sanitaria connessa beneficiano in modo unico dell’attenzione dei fornitori di servizi sanitari locali, particolarmente determinati ad adottare le nuove tecnologie.

I dirigenti sanitari non perdono tempo e stanno già attuando i cambiamenti. L’Health Service Executive (HSE) nazionale irlandese sta collaborando a stretto contatto con il settore per implementare i dispositivi per i servizi sanitari connessi in situazioni in cui maturano chiari benefici operativi o finanziari.

Di conseguenza, l’ecosistema sanitario irlandese connesso si sta rivelando sempre più produttivo, con agenzie statali, istituti di ricerca accademici e organismi sanitari che lavorano in stretta collaborazione con l’industria come mai prima d’ora.

L’European Connected Health Alliance con sede in Irlanda promuove e sostiene attivamente l’agenda di assistenza sanitaria connessa mediante la sua presenza in oltre 40 paesi. Gli eventi di ECH Alliance rappresentano la sede perfetta per investitori, partner e start-up per coinvolgere i maggiori esperti del governo, dell’istruzione, delle multinazionali e dei settori locali.

Enterprise Ireland, l’agenzia per il commercio e l’innovazione, fornisce supporti rilevanti per il settore, come ad esempio Health Innovation Hubs Ireland (HIHI). HIHI facilita e accelera la commercializzazione di soluzioni di assistenza sanitaria innovative. Le aziende hanno così l’opportunità di procedere con studi pilota e convalide cliniche mentre il servizio sanitario può aggiornarsi su prodotti, servizi e dispositivi innovativi. Secondo HIHI questa collaborazione con le aziende è un fattore chiave per lo sviluppo dell’assistenza sanitaria connessa. Il risultato è il miglioramento effettivo della cura, dei percorsi e della salute dei pazienti.

Questo ecosistema non potrebbe esistere senza le competenze necessarie per la crescita. L’Irish Medtech Association offre una Connected Health Skillnet che garantisce opportunità di apprendimento, sviluppo e collegamenti. Ecco perché la somministrazione di servizi sanitari connessi in Irlanda è in espansione.