Dal 25 al 29 Gennaio 2021 va in scena la prima edizione virtuale di Showcase Ireland, la principale fiera internazionale B2B del fashion & design made in Ireland. A causa di Covid-19, la 45° edizione avrà un format soltanto digitale. Da non perdere il 27 Gennaio la conferenza con la presentazione del white paper sull’ecommerce realizzato dalla società di analisi e ricerche di mercato Frost & Sullivan.

Showcase Ireland è organizzata dal Design & Crafts Council of Ireland con il supporto di Enterprise Ireland. L’exhibition è cresciuta dal 1977 diventando il punto di riferimento per buyer e talent-scout di tutto il mondo alla ricerca del meglio della produzione di moda, gioielleria, profumeria e complementi d’arredo made in Ireland.

I numeri di un successo

L’edizione 2020 ha visto la partecipazione di oltre 400 espositori e portato sotto le arcate settecentesche del RDS di Dublino 4.300 visitatori con oltre un migliaio di professionisti provenienti da 27 Paesi. Nei quattro giorni dell’evento sono stati siglati contratti per 26.3 milioni di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente del 4,6%.

In particolare, è stata registrata una forte crescita in mercati come Italia (+20%), Giappone (+23%), Canada (+22%) e Germania (+17%). Una efficace risposta alla Brexit, che ha ridotto del 31% le presenze provenienti dal Regno Unito.

Quest’anno, la piattaforma digitale permetterà ai buyer registrati di sfogliare profili, cataloghi, video e di fissare meeting one-to-one con gli espositori. Ci sono imprese dalla lunga tradizione, come Dubarry che per i suoi stivali anti-pioggia riceve ordinazioni da tutto il mondo. Ma anche giovani designer, produttori di cosmetici biologici, stilisti che fissano i colori della brughiera in caldi tessuti di cachemire.

Virtual trading

Gli espositori hanno seguito corsi di virtual trading per ottimizzare la loro vetrina virtuale, migliorare la comunicazione e gestire gli incontri online. Ci vuole infatti una nuova abilità nel far sentire online la morbidezza dei maglioni delle Aran o l’aroma dell’oceano racchiuso in una candela.

L’Irlanda è ricca di talenti creativi nell’artigianato artistico, nel design e nella moda. Per chi fa scouting di prodotti originali e di nicchia, Showcase Ireland è l’appuntamento da non perdere.

Per maggiori informazioni su Showcase Ireland e le aziende espositrici basta contattare Roberta Di Gesù, market advisor di Enterprise Ireland a Milano: roberta.diGesu@enterprise-ireland.com

A inizio 2020, Enterprise Ireland dava il via allo sviluppo del Future Mobility Campus Ireland, una vera smart city dove sperimentare la tecnologia della guida autonoma. A Shannon, nell’ovest dell’isola, si è così creato un consorzio di aziende di software, automotive e telecomunicazioni, unite dallo stesso obiettivo: testare in condizioni reali le tecnologie necessarie alla smart city del futuro.

Anche Jaguar Land Rover si prepara alla guida autonoma e, per studiarla, ha scelto il Future Mobility Campus Ireland (FMCI). Il banco di prova sono 12 chilometri di strade pubbliche dove circolano automobili, pedoni e ciclisti, tutte provviste di sensori e sistemi di localizzazione governati da un centro di gestione centralizzato. Sui percorsi ci sono incroci intelligenti, strade connesse, parcheggi autonomi e punti di ricarica per veicoli elettrici oltre al collegamento ad una rete autostradale connessa di 450 chilometri e un corridoio di traffico aereo per droni controllato dall’aeroporto di Shannon.

Niente di paragonabile si trova in Europa. Tradizionalmente, infatti, questi campi prove erano situati oltreoceano. La nuova struttura è finanziata dal fondo del Department of Business, Enterprise & Innovation’s Regional Enterprise Development attraverso Enterprise Ireland, l’organizzazione governativa che supporta iniziative d’impresa e di ricerca particolarmente innovative.

Nella smart city irlandese, Jaguar Land Rover sperimenterà i veicoli connessi, elettrici e a guida autonoma a fianco di altre aziende high-tech di calibro internazionale, come Cisco, Seagate, Renovo, Red Hat e Mergon.

Lo sviluppo di veicoli a guida autonoma richiede un lavoro di squadra che coinvolge oltre al costruttore di automobili, gli specialisti di IT, connessioni, telecomunicazioni, sensori. Nell’ecosistema di Shannon dedicato alla mobilità del futuro c’è posto non solo per le multinazionali, ma anche per PMI e start-up innovative del settore, come Taoglas e Pipiper.

Jaguar Land Rover, che ha il suo centro software proprio a Shannon, è la prima partner del campus. Future Mobility Campus Ireland è a disposizione di tutti i produttori mondiali automotive interessati a testare le proprie innovazioni nel mondo reale.

Enterprise Ireland organizza la Cyber Security Series con imprenditori ed esperti europei per analizzare le ultime sfide alla sicurezza e le innovative soluzioni messe a punto dalle start-up irlandesi. L’evento virtuale si tiene per l’Europa il 13 Novembre 2020 e permetterà alle imprese italiane di incontrare le aziende irlandesi per conoscere le opportunità di collaborazione. Per partecipare gratuitamente: https://go.irish-advantage.com/cybersecurityweek-eurozone-registration.html.

Il 61% delle imprese ha subito un cyber attacco

La migrazione al lavoro da remoto causata dal Covid-19 ha diffuso la minacce informatiche in modo esponenziale, proprio come il virus. “Le imprese in tutto il mondo hanno denunciato un numero crescente di cyber attacchi, sempre più sofisticati e con conseguenze sempre più gravose”, spiega Matthijs Egger, senior market advisor di Enterprise Ireland per il Benelux.

Secondo un recente sondaggio su oltre 5.000 aziende pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti il 61% ha subito un attacco nel 2019, contro il 45% nel 2018.

Una ricerca di KPMG ha rilevato che il 29% dei CEO considera la cyber security come una priorità per la propria azienda. E con ottime ragioni. Infatti, IBM stima che in media nel 2020 le violazioni del web costino a una organizzazione 3.86 milioni di dollari. Ben poche imprese possono permettersi tali danni e le PMI sono le più colpite.

Secondo l’associazione americana National Cyber-security Alliance, il 60% delle piccole imprese che subiscono una violazione escono dal mercato entro sei mesi. La situazione è peggiorata oggi che la pandemia espone i lavoratori a un inedito livello di rischio. Lo staff, infatti, lavora da casa spesso su computer personali e sempre su una linea domestica.

Irlanda è leader nella lotta ai pirati informatici

L’Irlanda è da anni leader nella cyber security e può offrire ai responsabili della sicurezza informatica aziendale le soluzioni più adatte. Come spiega Pat O’Grady, Global Lead per la cyber security in Enterprise Ireland: “L’Irlanda è uno dei principali hub per la cyber security. Sull’isola hanno sede oltre 50 tra le imprese leader mondiali del settore. Come conseguenza, il Paese è diventato un terreno fertile dove far crescere nuovi talenti. Ad alimentare la crescita irlandese è il sistema fondato dalla cosiddetta tripla elica: imprese, università e istituzioni governative che collaborano insieme con lo stesso obiettivo”.

Ad oggi, in Irlanda il settore della cyber security impiega oltre 6500 persone con un export nel 2019 che ha registrato un aumento del 25%. E il trend continua migliorare.

Talento, Innovazione e Affidabilità

L’Irlanda, Paese tradizionalmente neutrale e impegnato nella cooperazione internazionale, si è costruita una reputazione che ne ha fatto la destinazione ideale per ospitare i data center europei.

I clienti internazionali più esigenti affidano la loro sicurezza alle imprese irlandesi”, sottolinea O’Grady. In questo momento di incertezza, il mondo ha bisogno di soluzioni affidabili da provider di fiducia. Si tratta di una corsa contro il tempo per garantirsi computer immuni, reti domestiche WiFi sicure e protezioni per i propri impiegati da phishing e altri attacchi cyber.

I criminali informatici non si fermano per dare modo alle imprese di attrezzarsi. Non c’è stato nessun armistizio e le organizzazioni sono più vulnerabili che mai”, ammonisce O’Grady. Ecco alcuni dei paladini irlandesi della sicurezza informatica con soluzioni pronte da implementare.

Come evitare il pandemonio da pandemia

Uno dei principali esportatori irlandesi di cyber security è Edgescan la pluripremiata software – house per la gestione delle vulnerabilità con soluzioni efficaci nel ridurre rischi e costi sia per le multinazionali sia per le PMI. La domanda internazionale è in crescita anche per Siren Solutions che ha sviluppato una piattaforma investigativa intelligente per big data.

Le misure per assicurare la continuità lavorativa spesso non sono sufficienti a proteggere dai malintenzionati– dice Egger. – Le recenti ricerche hanno evidenziato una stretta correlazione tra lavoro in remoto e vulnerabilità ai pirati del web”.

Secondo un sondaggio svolto dall’inizio della pandemia, il 20% degli intervistati ha denunciato almeno un tentativo di violazione su una postazione in remoto. Specializzata nella protezione delle reti mobili e in soluzioni di smart working sicure è CWSI che ha clienti in 38 Paesi.

Un’altra impresa sempre supportata da Enterprise Ireland è TitanHQ che fornisce protezioni per email, web e archivi a ben 7500 imprese così difese da malware, ransomware, virus, phishing, botnet e altre minacce.

Come rispettare tutte le regole

L’applicazione e il rispetto delle nuove e sempre più numerose regole per la sicurezza informatica rischia di diventare un obiettivo difficile da raggiungere, ma molto costoso se viene mancato. Per facilitare l’adesione alle normative c’è Guardyoo che fornisce un audit automatico sulla sicurezza. In meno di una settimana, l’impresa supportata da Enterprise Ireland verifica se il network di un cliente è stato compromesso a sua insaputa o se non è conforme alla normativa. Il rischio più grande è comunque rappresentato dal fattore umano. Cybsafe  è una piattaforma online che favorisce l’applicazione del regolatorio in cyber security anche attraverso il coinvolgimento degli addetti migliorandone la consapevolezza e l’adesione. L’azienda irlandese ha recentemente lanciato il più completo database comportamentale in materia di cyber security, uno strumento in più per i professionisti della sicurezza informatica.

L’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha pubblicato il Rapporto 2020 “Education at a glance” , la radiografia annuale dei sistemi scolastici dei 37 stati membri e di altri nove grandi Paesi, tra cui Cina, Brasile e Russia.

Secondo i dati, nel 2019 l’Irlanda è al 1° posto per numero di laureati tra la popolazione di età compresa tra 25 e 34 anni: il 70% ha concluso un percorso universitario contro una media OCSE del 45%. Stesso risultato per la Corea del Sud, mentre l’Italia è fanalino di coda: soltanto 28 laureati su 100, il peggior risultato d’Europa.

La laurea ripaga

I dati del Rapporto mostrano anche dove il mercato del lavoro premia maggiormente i laureati. Nei Paesi OCSE mediamente un lavoratore a tempo pieno con titolo di laurea di età compresa tra 25 e 64 anni percepisce uno stipendio che è il 54% più alto di quello di un diplomato di scuola superiore. L’Irlanda con il 57% si assesta nella media, mentre un laureato italiano guadagna soltanto il 37% in più di un diplomato.

L’alto livello di formazione irlandese è alla base del successo delle imprese e delle start-up innovative in diverse area, in particolare nel med-tech, lifescience e nelle tecnologie digital applicate ai diversi settori, dal finanziario all’aeronautica. L’Irlanda ha dato vita a un ecosistema tra i più innovativi del mondo, il più dinamico d’Europa. Per lo sviluppo irlandese è stato determinante il legame molto stretto creato tra istituzioni accademiche, centri di ricerca mirati all’industrializzazione dei progetti e le imprese.

Anche durante la pandemia, la capacità di reazione e la rapida finalizzazione ha permesso di mettere a punto soluzioni per combattere il coronavirus e rendere più sicura e agevole la vita per milioni di persone in tutto il mondo.

Secondo una recente ricerca dell’OCSE, l’Irlanda è il 5° Paese al mondo per l’export di beni collegati alla pandemia da Covid-19. I volumi di tali esportazioni si concentrano per il 49% in soli cinque Stati: Germania, Stati Uniti, Svizzera e Cina.

In 10 anni l’Irlanda ha il 20% di laureati in più

In generale, dal 2009 al 2019 si è registrato un aumento del numero di laureati in tutti i Paesi OCSE con una media del 9%. Ma la corsa non ha velocità omogenee: mentre in Italia è cresciuto di 8 punti percentuali, l’Irlanda ha accelerato aumentando la quota di laureati del 20%.

Purtroppo Italia e Irlanda non sono generose verso l’istruzione. I due Paesi, infatti, hanno in comune i più bassi livelli di finanziamento all’istruzione. Nel 2017, l’Irlanda ha destinato per ogni studente 10.489 dollari. Praticamente la stessa cifra dell’Italia (10.473 dollari) contro una media OCSE di 11.231 dollari a studente. L’Irlanda ha investito il 3,4% del suo PIL, l’Italia poco di più (3,9%), mentre la media OCSE è del 4,9%. Chi investe di più in proporzione alla ricchezza interna? Norvegia con il 6,6% del PIL. Ma l’Irlanda destina annualmente per ogni universitario 16.794 dollari, una cifra in linea con i 23 Paesi UE e di poco superiore alla media OCSE. L’Italia invece si ferma a 12.226 dollari.

La pandemia, portando improvvisamente online lavoro e acquisti, ha acuito la necessità di una maggiore sicurezza informatica. Prima del Covid, il settore della cyber security poteva contare su una crescita stimata del 10%. Dal marzo scorso la curva si è impennata con una forte accelerazione a livello globale.

La cyber security è uno dei settori che si è rafforzato durante il Covid – dice Aoife O’Leary, vice presidente Digital Technologies di Enterprise Ireland con sede a San Francisco. – Gli impiegati si sono ritrovati a lavorare da casa sui loro computer utilizzando una rete domestica, mettendo così a rischio i dati aziendali”.

L’isola sicura

L’Irlanda è sede di un vero cluster specializzato. Le applicazioni sviluppate a Dublino sono adottate in tutto il mondo. Sono irlandesi 5 dei maggiori leader mondiali della sicurezza e ben 40 multinazionali con operazioni in ambito cyber security sono presenti sull’isola. Il terreno fertile ha favorito la nascita di oltre 60 imprese e start-up fondate da irlandesi specializzate in cybersecurity.

Dal momento che i giganti del web hanno il loro quartier generale europeo sull’isola, qui si trova circa il 30% dei dati del vecchio continente. Il successo irlandese è quindi partito dalla necessità di offrire a questi colossi un ambiente sicuro da ogni attacco.

Con l’avvento del sistema cloud, i data centre non sono solo più dei magazzini, ma vere centrali operative. Il minimo intoppo può avere conseguenze devastanti a livello globale.

Settore strategico

Il Governo irlandese ha subito preso coscienza delle opportunità e nel 2011 ha istituito il National Cyber Security Centre. Fin dal 2015 è stata messa in atto una strategia di sviluppo del settore che oggi impiega 6500 persone su meno di 5 milioni di abitanti.

Il settore ha potuto contare su scuole e supporto istituzionale, in particolare di Enterprise Ireland, crescendo fino a formare un vivace ecosistema dedicato alla sicurezza informatica per imprese in ogni continente.

L’Irlanda vanta il maggior numero di laureati al mondo nella fascia di età 25—34 anni: 70 su 100 (l’Italia si ferma a 28 su 100). Molto frequentate sono le facoltà scientifiche. Le università offrono un master specifico in cyber security e il corso, comunque, fa parte di molti programmi di laurea triennale. Inoltre la Science Foundation Ireland, la fondazione per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica, supporta molte iniziative legate alla cyber security.

Nel 2019 è stata fondata Cyber Ireland, l’agenzia nazionale che promuove la collaborazione tra industria, atenei e istituzioni governative. “L’Irlanda è leader nel settore grazie a questo unico e coeso mix che mette insieme imprese, accademici e governo”, sottolinea O’Leary.

Enterprise Ireland 1° VC d’Europa

Enterprise Ireland gioca un ruolo decisivo nello sviluppo e crescita internazionale anche delle start-up della cyber security. L’agenzia governativa è il 1° VC più attivo d’Europa e 2° al mondo. Attraverso i suoi 40 uffici internazionali, l’ente supporta 1300 start-up di cui 60 specializzate in sicurezza informatica, con oltre 260 milioni di dollari di fatturato annuo.

Prima del Covid, si stimava che la spesa in dispositivi di protezione avrebbe raggiunto i 248 miliardi di dollari nel 2023. Una spesa necessaria visto che solo nel 2017 nel mondo si sono contabilizzati 600 miliardi di dollari di danni causati dai criminali informatici.

I giovani laureati che fondano start-up ricevono da Enterprise Ireland fondi e consulenza specializzata in patria e all’estero possono contare sull’assistenza dei market expert per l’espansione internazionale. Con queste solide basi, le start-up irlandesi attirano rapidamente l’attenzione degli investitori internazionali.

Un esempio è Tines, la piattaforma che automaticamente individua e neutralizza i cyber attacchi. Fondata nel 2018 da Eoin Hinchy, ex esperto sicurezza in Ebay e poi in DocuSign, la start-up ha raccolto 11 milioni di dollari da VC tra cui figurano Accel e Index Ventures. Sempre nel 2018, Shane Curran a soli 19 anni ha fondato Evervault specializzata in tecnologie di crittografia raccogliendo dopo solo un anno 3.2 milioni di dollari in un seed funding guidato da Sequoia Capital, Kleiner Perkins e SV Angel.

Invito al Cyber Security Innovation Day

L’attenzione è quindi molto alta. Per analizzare le ultime sfide globali alla sicurezza e le innovative soluzioni messe a punto dalle start-up irlandesi, Enterprise Ireland organizza la Cyber Security Series con un panel di imprenditori ed esperti. L’evento virtuale per l’Europa si tiene il 13 Novembre 2020 e permetterà alle imprese italiane di incontrare le aziende irlandesi per conoscere le opportunità di collaborazione.

Per registrasi: https://go.irish-advantage.com/cybersecurityweek-eurozone-registration.html

Il Covid-19 ha messo a dura prova l’economia globale. Ma l’Irlanda si trova a dover fronteggiare in contemporanea un’altra sfida: la Brexit che dal 1° Gennaio 2021 sarà definitivamente operativa. La Gran Bretagna è tradizionalmente sempre stato il principale mercato per l’Irlanda.

Nonostante le difficoltà del 2020, grazie al supporto di Enterprise Ireland, le aziende irlandesi hanno pianificato le strategie per fronteggiare pandemia, Brexit e diversificazione dei mercati.

Il quadro non è omogeneo, come rivela la ricerca svolta durante l’International Market Week, l’evento – quest’anno virtuale – che dal 5 al 9 Ottobre ha permesso a oltre 700 imprese irlandesi di avere 2mila incontri con gli 140 esperti dei 40 uffici dell’agenzia governativa sparsi nel mondo.

Ottimismo per export e occupazione

Infatti, se 1 impresa su 3 ha visto calare le esportazioni nel 2020, alcuni settori, come Lifescience e Digital, hanno avuto un balzo del 30%.

In generale, da Gennaio a Settembre 2020 c’è stato un calo dei contratti internazionali del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Eppure non manca l’ottimismo. Il 57% delle aziende si aspetta una crescita di fatturato e l’83% intende assumere nuovi addetti.

Come sottolinea Julie Sinnamon, CEO di Enterprise Ireland: “L’Irlanda aveva chiuso il 2019 in una posizione di forza con esportazioni per oltre 25 miliardi di euro. Ma il 2020 ha messo tutti a dura prova. Non bisogna quindi esitare a ricorrere al supporto offerto da Enterprise Ireland per sviluppare e adattare prodotti e servizi alla nuova domanda internazionale perché stiamo entrando in un mondo nuovo”.

2 mila addetti in più per gestire la Brexit

Secondo un precedente sondaggio svolto da Enterprise Ireland su 600 aziende, il 42% si dichiara già pronta ad affrontare i cambiamenti imposti dall’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. I lunghi negoziati hanno dato l’opportunità alle imprese irlandesi di ricevere supporto, sia finanziario sia di consulenza, da parte di Enterprise Ireland per traghettarsi alla nuova gestione.

Una nuova gestione non facile da implementare. Infatti il 75% delle imprese considera tra i maggiori problemi da superare la logistica e le imposizioni doganali conseguenti la Brexit.

“Le nostre relazioni commerciali con la Gran Bretagna cambieranno dal prossimo 1° Gennaio – spiega Giles O’Neill, direttore della Brexit Unit di Enterprise Ireland. – Si stima che il numero di dichiarazioni doganali passerà da 1.7 milioni all’anno a 20 milioni nel 2021. Un carico di lavoro che richiederà complessivamente 2 mila addetti in più”.

Molte imprese dovranno quindi investire in IT e in personale nuovo addetto alle pratiche doganali. Per queste nuove assunzioni mirate, Enterprise Ireland ha istituito finanziamenti a fondo perduto e consulenza.

Secondo il recente rapporto dell’OECD, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, l’Irlanda è il 5° Paese al mondo per l’export di beni collegati alla pandemia da Covid-19. I volumi di tali esportazioni si concentrano per il 49% in soli cinque Stati. A completare la cinquina ci sono, nell’ordine, Germania, Stati Uniti, Svizzera e Cina.

Mentre la Cina è specializzata negli equipaggiamenti di protezione (mascherine, guanti, camici), i Paesi europei e gli Stati Uniti esportano soprattutto medical device. Nessuna nazione risulta comunque autonoma. La Germania per ogni euro esportato di merci collegate a Covid, ne importa 0,75 euro. Proporzione che si ribalta per la seconda in classifica: gli Stati Uniti hanno un export di 0,72 per ogni dollaro importato.

L’Irlanda da sola copre ben il 7% dell’export mondiale legato alla pandemia. Un risultato eccezionale considerata la popolazione, di meno di 5 milioni di abitanti. La Germania guida la classifica con il 15%, seguita dagli Usa con l’11%. L’Italia al 9° posto, contribuisce con il 4% dell’export globale. Il dato che rende l’Irlanda molto simile alla Svizzera è l’alta percentuale rappresentata da merci legate al Covid-19 sul totale dell’export nazionale: ben il 27%. La Svizzera si assesta sul 21%, l’unica con un valore a due cifre, mentre l’Italia con il 5% è in linea con i principali Paesi europei.

Il ruolo di Enterprise Ireland

I dati dell’OECD confermano quanto già emerso dalla ricerca realizzata da StartupBlink, la società svizzero-israeliana di analisi dell’ecosistema globale di start-up. L’Irlanda,si era piazzata al 6° posto della classifica mondiale tra le nazioni che hanno risposto più attivamente in termini di innovazione alla pandemia. Grazie alle imprese supportate da Enterprise Ireland, l’Irlanda è tra i Paesi che stanno offrendo il maggior numero di soluzioni innovative per ridurre l’impatto del Covid-19. La pandemia ha dimostrato come sia determinante per le imprese adattarsi velocemente ai mutamenti della domanda globale. Molte aziende irlandesi hanno rapidamente sviluppato soluzioni che vanno dal Medtech alla sicurezza dei viaggiatori, dalla sanificazione al tracciamento.

A pieno ritmo per salvare vite umane

L’Irlanda è considerata uno dei primi cinque hub del Medtech al mondo ed è prima in Europa nel trade balance di medical device. Dallo scoppio della pandemia molte aziende hanno aumentato la produzione per soddisfare la domanda mondiale di nebulizzatori, ventilatori, trattamenti e equipaggiamenti di protezione. Per esempio, Medtronic, il principale produttore mondiale di medical device, ha portato a tre turni il suo stabilimento di ventilatori a Galway assumendo altri 250 addetti.

Aerogen, impresa della scuderia Enterprise Ireland, ha anch’essa aumentato la produzione di apparecchi aerosol vitali nella somministrazione di farmaci nelle terapie intensive. Anche M&M Qualtech ha quintuplicato le consegne di monitor per gli apparecchi medical di controllo prodotti per diversi clienti, compresi Medtronic e Aerogen. Lo sforzo nel salvare vite ha coinvolto anche Combilift, leader nei carrelli elevatori. L’azienda pro-bono ha messo a disposizione tecnici e laboratori per costruire in poche settimane un adattatore che raddoppia i pazienti serviti dallo stesso ventilatore.

Innovazione per proteggersi dal Covid-19

HiberGene Diagnostics ha messo sul mercato il più veloce test di diagnostica molecolare esistente per individuare il coronavirus dal tampone. Bastano infatti solo 30 minuti e l’esame può essere eseguito ovunque si trovi il paziente.

L’azienda biotech Aalto Bio Reagents ha lanciato una nuova proteina in grado di combattere il Covid-19 su tre fronti: diagnosi, vaccini e ricerca.

Per catturare nell’aria il coronavirus, l’irlandese Novaerus ha brevettato un’apparecchio portatile di purificazione degli ambienti. L’apparecchio aspira l’aria dalla stanza e la fa passare attraverso le spirali al plasma che distruggono i virus presenti nella stanza riducendo i rischi di contagio.

In maggio Kastus ha ricevuto la certificazione da laboratori indipendenti americani che il suo rivestimento anti-microbico è efficace anche contro il Coronavirus. Ogni tipo di touch-screen, dallo smartphone al bancomat, e qualunque superficie in vetro e ceramica trattate con la tecnologia brevettata sono protetti 24/7 da virus e batteri.

Software per la sicurezza e il benessere

NearForm ha sviluppando con il Servizio sanitario nazionale irlandese un’app di tracciamento della malattia. Il suo utilizzo facilita la rapida notifica delle persone che sono state in contatto con soggetti risultati positivi al test del coronavirus. Questa tecnologia è oggi impiegata in Scozia, Irlanda del Nord e in molte aree degli Stati Uniti, come Philadelphia e il Delaware.

Daon, specializzata in sistemi di riconoscimento biometrici, sta implementando nell’aeroporto americano di Denver un sistema per rendere facile e sicure le operazioni aeroportuali per viaggiatori e personale.

Swiftqueue ha sviluppato il software per ottimizzare la lista di attesa dei centri che effettuano i test sul Coronavirus.

La specialista dell’Internet of Things Taoglas sta fornendo alle organizzazioni pubbliche e private uno strumento in Blue-tooth per gestire e mantenere le distanze sociali di sicurezza, sia all’interno che all’esterno degli edifici.

Aerospace Software Developments ha fornito al vettore FlyDubai un software che monitora la pulizia dei sedili degli aerei.

Edgescan esporta sistemi di cybersecurity che rendono lo smart-working sicuro da attacchi informatici.

NewsWhip, la piattaforma di tracciamento dei social media e di analisi dati online, è un vero cacciatore di fake news. Il suo Covid19 Live Story Tracker ha garantito una informazione in tempo reale accurata.

Uno dei leader mondiali delle applicazioni digital per la salute mentale, SilverCloud Health , ha reso open e gratuita la sua piattaforma per aiutare milioni di persone nel mondo a gestire stress e malessere psicologico legati all’emergenza da Covid-19.

Ci sono molte opportunità di partnership nell’innovazione made in Ireland. Per conoscerle meglio basta contattare l’ufficio Enterprise Ireland di Milano.

Dal robot per monitorare i polli ai mangimi a base di insetti, dal BovineHub al Terzo Braccio per l’agricoltore. I premi dell’Innovation Arena 2020 dell’Agri-tech europea sono sotto il segno di Sostenibilità e Sicurezza per la Digital Farm. La competizione virtuale per il 10° anniversario ha visto sfidarsi 60 progetti reali e pronti per andare in campo.

Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per lo sviluppo del commercio e dell’innovazione, 1° Venture Capital d’Europa, non si è lasciata fermare dal Covid-19 nella sua attività di ricerca e supporto alle nuove tecnologie.

Così anche quest’anno la selezione dei migliori progetti per il futuro dell’agri-tech ha raccolto oltre 60 innovative candidature.

La premiazione si è tenuta il 16 Settembre nell’edizione virtuale della 10° Innovation Arena dell’Agritech europea. Fino al 2019 l’Innovation Arena è stata al centro del National Ploughing Championships, la più grande fiera agricola all’aperto del mondo che si tiene in Irlanda ogni Settembre da quasi un secolo. A causa della pandemia la fiera è stata annullata, ma Enterprise Ireland ha comunque lanciato la call for ideas e ha selezionato i migliori progetti già pronti per andare in campo e in stalla.

Il padiglione dell’Innovation Arena, anche se virtuale, è una vetrina delle nuove tecnologie agro-ingegneristiche ideali anche in Italia per l’agricoltura e l’allevamento 4.0. In particolare la digital farm diventa una realtà grazie alle proposte delle start-up premiate dal Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Damien English. I vincitori 2020 sono sia start-up sia piccole e medie imprese irlandesi.

Il robot Gallus nel pollaio

Si chiama Gallus il robot della start-up Iamus che negli allevamenti di polli rileva con una serie di sensori e tecnologie IoT dati fondamentali per migliorare il benessere degli animali e la redditività. Rilevazioni come temperatura, umidità, cibo e acqua consumate, sono elaborati in tempo reale e trasmessi come grafici e avvertimenti all’allevatore o al veterinario. Le informazioni ricevute anche sullo smartphone permettono di intervenire precocemente, garantendo la salute del pollame. Iamus, battezzata come il figlio veggente del dio Apollo, è specializzata in robotica e intelligenza artificiale ed è stata fondata nel giugno 2018 presso il NovaUCD, l’acceleratore dell’University College di Dublino. Ancora altri giovani per il premio dedicato al miglior software. Ha vinto la start-up Equine MediRecord con il primo registro medico elettronico per i cavalli da corsa in linea con le regole anti-doping e di welfare stabilite dagli organismi di controllo internazionali.

La dieta giusta e sostenibile

Un veloce passaggio sul BovineHub, una bilancia piena di sensori che rileva peso e altri dati significativi per il benessere animale, e ogni capo della mandria sarà monitorato costantemente per stabilire la dieta più adatta e intervenire in caso di variazioni significative. A fondare la start-up StrongBó è stato due anni fa Micheal McInerney, giovane ingegnere figlio di un allevatore di Galway. Ancora innovazione nella dieta animale: Hexafly ha vinto il premio nella categoria Sustainable Agriculture. La start-up infatti ricava dall’allevamento di insetti un mangime altamente proteico e a impatto zero, impiegato soprattutto in itticoltura e allevamenti avicoli. Il progetto è l’applicazione perfetta dell’economia circolare e della scienza del riciclo che dovrà guidare le scelte responsabili per sfamare il mondo.

Il terzo braccio dell’agricoltore

I trattori sono ormai troppo grandi e l’operatore dalla cabina non riesce ad arrivare alle barre elevatrici per regolarne l’ampiezza. Philip Dickson, un agricoltore con lo spirito dallo startupper, ha inventato la soluzione: il Third Arm, il terzo braccio che comandato dalla cabina garantisce il perfetto allineamento e si applica a qualunque modello di trattore. Il Third Arm è stato premiato come start-up nella categoria Farm Safety, mentre come azienda ormai affermata è stata scelta Dromone. Il suo HAL system è il primo gancio di traino con molteplici sensori collegati a un monitor in cabina che avvisa il guidatore della correttezza dell’operazione.

And the Overall Winner 2020 is…

Il vincitore assoluto dell’Innovation Arena 2020 come impresa è stata la Malone Farm Machinery con il Malone Express. Un capolavoro di ingegneria meccanica ed ergonomia: il nuovo rimorchio con elevatore carica ben 16 grandi balle di fieno su uno chassis più corto degli attuali in commercio sfruttando al massimo lo spazio e garantendo così maggiore sicurezza del trasporto.

Per maggiori informazioni basta contattare a Milano Roberta di Gesù, Market Advisor del settore Agri-Tech.

Compagnie aeree, alberghi e tutto il comparto legato ai viaggi sono stati travolti dalla pandemia. Secondo gli analisti, Covid-19 ha colpito l’industria dei viaggi più duramente dell’attentato alle Torri Gemelle di New York e della crisi economica del 2008 messi insieme.

E’ stato peggio di quanto si potesse immaginare – commenta Máire P. Walsh, SVP Digital Technologies di Enterprise Ireland e tra le maggiori esperte di travel tech. – L’aspetto più devastante è che tutto è successo all’improvviso. Gli operatori hanno visto in pochi giorni cancellate le prenotazioni da Aprile all’estate, con un impatto immediato sul cashflow. Comunque, complice l’estate, ci sono segnali di ripresa. I primi a ripartire sono i viaggi domestici, accompagnati dal noleggio auto e affitto case. Invece ci vorrà più tempo per vedere una ripresa nei grandi eventi e nei viaggi internazionali, anche a causa della quarantena di 14 giorni imposta in molti Paese.C’è molta voglia di tornare a viaggiare, ma in modo sicuro e con informazioni chiare e coordinate”.

L’Unione Europea ha lanciato una app e un sito con informazioni sempre aggiornate su livello di contagi e regole adottate in ogni Paese della Comunità. La situazione è in continua evoluzione e ciò crea incertezza.

“Il modo di viaggiare sta cambiando – aggiunge Máire P. Walsh – Per esempio, se prima del Covid-19 le prenotazioni arrivavano da tre a sei mesi prima, oggi è tutto last minute, con al massimo due settimane di anticipo”.

Ciò che il 9/11 è stato per le norme di sicurezza negli aeroporti, Covid-19 è per le regole sanitarie. Gli operatori del settore cercano soluzioni innovative per ritornare a viaggiare. Ci son molte imprese irlandesi specializzate nel travel-tech pronte a soddisfare questa domanda e a dare sicurezza ai viaggiatori. Ecco secondo Máire P. Walsh qualche esempio di soluzioni efficaci messe a punto da imprese supportate da Enterprise Ireland e già operative in vari Paesi.

Daon

Specializzata in sistemi di riconoscimento biometrici, Daon sta implementando nel Denver International Airport , il 5° aeroporto degli Stati Uniti, la tecnologia per eliminare i contatti fisici e gli assembramenti durante la permanenza nell’hub: dal check-in ai controlli di polizia, dall’imbarco del bagaglio agli acquisti nei negozi e nelle caffetterie.

HaloSOS

Ecco un altro esempio di innovazione made in Ireland per la localizzazione immediata in ogni tipo di emergenza. Fino ad oggi ha avuto applicazioni soprattutto nei grandi eventi, ma è stata estesa per fornire rapide informazioni al personale nel caso siano stati in contatto con un collega contagiato dal Covid-19”, spiega Maire P. Walsh.

iHotellingence

La sua piattaforma software permette ai turisti di gestire attraverso il proprio telefono tutti gli aspetti del soggiorno in hotel: dal check-in al servizio in camera alla prenotazione di ogni attività.

Mobility Mojo

Già efficace strumento per valutare l’accessibilità delle strutture alberghiere – da Virgin Hotels al Prem Group – ha aggiunto un ranking che presenta i protocolli di igiene e le regole applicate dall’albergo. Come sottolinea Máire P. Walsh: “Questo è esattamente il genere di informazioni che le persone richiedono e che può aiutare la ripresa”.

Parly

La piattaforma di Intelligenza Artificiale è già stata adottata da Ryanair per rispondere alle migliaia di richieste giornaliere e offrire subito informazioni esaurienti prima di collegarsi al customer service. Il sistema risponde a messaggi in numerose lingue che arrivano da ogni tipo di canale inclusi web, email, social, risponditori automatici e smart speaker come Alexia e Google.

Taoglas

La sua CROWD Insights™ è la piattaforma analitica che offre in tempo reale informazioni su assembramenti e distanziamento sociale sia all’interno di hotel e aeroporti sia all’aperto.

UrbanFox

Lo specialista contro le frodi informatiche, sta collaborando con importanti operatori del travel per difendere da attacchi e furti i dati legati ai programmi di fedeltà.

Ventilux

Una procedura che sta diventando un’abitudine in ogni aeroporto è la misurazione della temperatura corporea prima di accedere all’imbarco. Ventilux ha sviluppato un sistema di verifica della temperatura con sensori potenziati dall’Intelligenza Artificiale.

Come sottolinea Máire P. Walsh: “Gli operatori del travel stanno cercando di offrire un’esperienza di viaggio più attraente e sicura. Le opportunità ci sono. La crisi ha generato soluzioni innovative che stanno portando significativi segnali di ripresa anche in questo settore”.

Per conoscere meglio le aziende irlandesi del travel-tech basta contattare Sara Bonomi, market advisor a Milano di Enterprise Ireland.

Già prima della pandemia, i pagamenti stavano cambiando forma. I contanti e gli assegni erano sempre meno usati, mentre le carte pur restando le favorite per gli acquisti nel retail, subivano già la concorrenza delle soluzioni mobile, come il wallet di Apple Pay. Le app per i pagamenti Person to Person (P2P) si diffondevano rapidamente grazie alla loro immediatezza e all’integrazione con i sistemi esistenti.

Oggi è evidente che l’adozione di piattaforme più strutturate continuerà rapidamente a crescere, portando a una maggiore sicurezza delle transazioni e della privacy. Questo scenario rappresenta una sfida per le banche e una grande opportunità per le imprese più innovative del fintech.

La Silicon Valley e l’area di San Francisco sono il quartier generale delle più importanti imprese che stanno rivoluzionando il sistema di pagamenti. Un esempio? Stripe da sola ha raccolto 600 milioni di dollari, portando il suo valore a 36 miliardi di dollari. Proprio durante il Covid-19, Stripe ha aumentato i suoi clienti con società del calibro di Instacart, Doordash, Postmates, Caviar e Zoom.

Gli irlandesi portano l’Intelligenza Artificiale in banca

In Europa, l’Irlanda è leader nel Fintech. Le imprese innovative del settore, forti di una lunga tradizione, sviluppano sempre nuove soluzioni digitali per garantire la sicurezza e gestire funzioni come prestiti, portfolio clienti, risk assessment, cash-flow a livello globale. In particolare, le applicazioni di Intelligenza Artificiale stanno ridisegnando il mondo finanziario. Ecco sette giovani imprese irlandesi che, grazie al supporto di Enterprise Ireland, competono con i giganti americani.

Phonovation

Leader di mercato nella sicurezza della messaggistica, Phonovation ha sviluppato un software contro gli attacchi alle SIM che così impedisce agli hacker di avere accesso ai conti bancari.

Aylien

La sua originale combinazione di Intelligenza Artificiale (IA) e analisi dei dati permette alle banche di gestire i rischi e ottimizzare il flusso di informazioni. Facendo leva sull’IA, Aylien aumenta la possibilità di raccogliere, analizzare e comprendere l’enorme massa di dati. Sempre più spesso i suoi strumenti sono usati dagli istituti finanziari internazionali per valutare il portafoglio rischi.

Taxamo

Taxamo, che ha appena siglato un accordo con Deloitte, aiuta le imprese in tutto il mondo a conformarsi ai diversi regimi fiscali determinando e calcolando l’ammontare delle tasse dovute.

Altada

Ancora l’Intelligenza Artificiale permette di risparmiare tempi e costi nell’analisi dei dati. Altada ha già tra i suoi clienti enti governativi, istituti finanziari e professionali. Le sue applicazioni riducono i costi legali e operativi della gestione del portafoglio prestiti.

Payslip

Un’unica piattaforma in cloud permette alle multinazionali di standardizzare le procedure per l’amministrazione delle paghe in ogni Paese si trovino ad operare. Durante la pandemia, usando Payslip un’importante azienda ICT di San Francisco in soltanto un mese ha implementato i sistemi di retribuzione secondo le regole di due nuovi Paesi stranieri.

Accelerated Payments

La sua piattaforma offre una soluzione ideale per le PMI garantendo la possibilità di ottenere una iniezione di cash immediata dalle fatture in sospeso in sole 24 ore. Durante Covid-19, molti nuovi clienti hanno così potuto accelerare gli incassi e ridurre i rischi legati al cash-flow in mesi così difficili.

TerminusDB

Il suo sistema open-source struttura i dati in modo da ridurre le impalcature di codici e renderli facilmente e rapidamente disponibili per supportare le decisioni operative. TerminusDB riduce drasticamente i tempi richiesti da qualunque applicazione che condivida, processi e revisioni dati, come hanno già sperimentato molte banche e istituti finanziari.

Appare quindi evidente che nell’era post-Covid, le innovazioni del fintech avranno sempre più valore. Per maggiori informazioni sulle opportunità di partnership con le imprese irlandesi basta contattare a Milano Sara Bonomi, market advisor che si occupa del settore fintech.

Nella fase di ripresa, la gestione del distanziamento sociale è una necessità vitale dovendo convivere ancora con la minaccia di contagio da coronavirus. In ogni contesto, è prioritario garantire la sicurezza in modo facile e minimizzando i danni alla produttività. Quindi: Dont stand so close to me (Non starmi così vicino) deve diventare un’abitudine ma senza troppe costrizioni, pena il suo mancato rispetto.

In Irlanda il problema è stato affrontato fin dall’inizio della pandemia producendo innovative soluzioni rapidamente adottate anche all’estero. Come sottolinea Ciara O’Toole, manager per l’Italia di Enterprise Ireland l’ente per l’innovazione e il trade, 1° VC d’Europa: “Le imprese irlandesi supportate da Enterprise Ireland hanno sviluppato in pochi mesi una serie di progetti high-tech contro il Covid-19. Secondo la ricerca di StartupBlink, l’Irlanda è al 6° posto della classifica mondiale tra le nazioni che hanno risposto più attivamente in termini di innovazione alla pandemia. Il nostro team di Milano è a disposizione per far conoscere meglio le numerose soluzioni già operative anche per la prevenzione”.

Per saperne di più basta contattare i consulenti dell’ufficio di Milano di Enterprise Ireland.

Ecco alcune soluzioni per gestire il distanziamento sociale già adottate grazie al supporto di Enterprise Ireland.

UtilityAR

Specializzata in realtà aumentata (AR), UtilityAR ha clienti nel settore manifatturiero, farmaceutico, ICT. In questa fase di ripresa permette ai lavoratori – separati sia dalla quarantena sia dagli obblighi di distanziamento sociale – di continuare a lavorare insieme.

Come spiega Patrick Liddy, CEO e fondatore di UtilityAR: “Negli ultimi mesi l’obiettivo primario è stato la continuità produttiva. Ora che si sta rientrando nei posti di lavoro occorre poterlo fare in sicurezza. Noi produciamo sistemi per quei tecnici che normalmente lavorerebbe fianco a fianco”.

Gli occhiali a realtà aumentata di UtilityAR, infatti, permettono di condividere ciò che si sta facendo con i colleghi che possono trovarsi in qualche altro punto dello stabilimento, permettendo così la collaborazione senza i rischi della vicinanza.

GoContractor

La società di servizi tecnologici per il settore delle costruzioni ha rapidamente risolto i problemi di distanziamento per il training e l’ammissione del personale, normalmente effettuati di persona e con documenti cartacei. Prima del Covid-19, GoContractor aveva sviluppato la piattaforma di gestione automatizzata dei cantieri completamente online con un netto miglioramento dell’efficienza. Dallo scoppio della pandemia, GoContractor ha fornito alle imprese di costruzioni un sistema che in fase di ingresso e registrazione garantisce il distanziamento sociale. Il lavoratore infatti, anziché fornire i documenti al responsabile della sicurezza, carica le sue credenziali sulla piattaforma online ovunque si trovi. L’ingresso del personale, anziché con la bollatura del cartellino o con touch-screen, viene gestito con il QR-Code che i lavoratori con il casco di protezione si ritrovano già stampato sopra. Si evitano contatti e vicinanza anche per il training che per dipendenti e conto-terzisti viene svolto online prima di accedere al cantiere. GoContractor ha già esportato la sua tecnologia in Usa, Canada e in molti Paesi europei diventando fornitore di importanti imprese come Lendlease, AECOM e Skanska.

Solgari

L’impresa di software irlandese esporta per il settore fintech soluzioni di comunicazione con opzioni di chat, video, voce, SMS e co-browsing tutte integrate con Microsoft Dynamics 365 e in regola con le disposizioni di GDPR e MiFID II. Durante la pandemia, Solgari ha supportato i clienti in tutto il mondo garantendo che le comunicazione dell’azienda fossero registrate e tutti i dati archiviati indipendentemente dal mezzo e dal luogo. In questo modo, le aziende il cui personale lavora da remoto sono sempre aggiornate su tutte le interazioni avvenute con i clienti.

Taoglas

La specialista dell’Internet of Things ha lanciato CROWD Insights, una soluzione IoT per la gestione del distanziamento sociale. La piattaforma in cloud utilizza il WiFi esistente per raccogliere dagli smartphone dati anonimi usati per misurare, monitorare, predire e notificare casi in cui venga meno la distanza sociale, sia in luoghi aperti sia indoor. Si implementa in modo semplice e può essere avviata da remoto in un solo giorno. CROWD Insights si sta già rivelando utilissima in negozi, ristoranti, aziende, ospedali e altri luoghi aperti al pubblico.

NearForm

Il tracciamento e la localizzazione costituiscono armi efficaci nella lotta contro l’epidemia da Covid-19. L’azienda di software Nearform ha sviluppato un’applicazione per il tracciamento dei sintomi e la localizzazione digitale dei contatti in tempo reale. L’app consente di informare rapidamente le persone che sono state vicine a soggetti risultati positivi al virus.

Kastus

Il distanziamento sociale non può comunque ridurre i rischi di diffusione del virus attraverso l’uso dei diversi touch-screen, dal bancomat alla bilancia del supermercato. La start-up Kastus ha brevettato un rivestimento anti-microbico che annienta al 99,99% pericolosi germi e virus, compreso il coronavirus. La tecnologia sfrutta l’umidità ambientale e la luce come carburante per generare una particolare molecola contenente ossigeno che si attacca al virus annientandolo. Il rivestimento viene applicato in fase di produzione, quando è sintetizzato nella superficie di vetro o ceramica rivestendola di una pellicola sottile che dura per sempre. Con Kastus anche il coronavirus sta lontano da tablet, cellulari, chioschi e schermi.

L’associazione MedTech Europe, che rappresenta le industrie europee di medical device, ha pubblicato il Report 2020 sull’andamento del settore nell’area formata dai 27 Paesi UE, Norvegia, Regno Unito e Svizzera. Nel 2018 la bilancia commerciale irlandese del MedTech ha registrato un saldo positivo di 9,5 miliardi di euro, il più alto d’Europa. Seguono Germania con 9,3 miliardi di euro e Svizzera con 5,7 miliardi.

Il report offre agli stakeholder internazionali la fotografia economica del settore dei medical device e dei test in vitro. Ben 500 mila i dispositivi medici diversi per cui ogni cittadino europeo spende media di 225 euro all’anno.

Il MedTech in Europa

Con 120 miliardi di euro, il 27% del globale, l’Europa è il principale mercato per i medical device dopo gli Stati Uniti. La bilancia commerciale del Vecchio Continente è positiva grazie all’export soprattutto in Nord America (43,4%) e Cina (10,2%).

Il settore è fortemente innovativo, il secondo per numero di brevetti concessi nel 2019 dall’European Patent Office: circa 14 mila, in aumento rispetto all’anno precedete. Il ritmo innovativo è incalzante. Il ciclo di vita di un prodotto, infatti, è di soli 18-24 mesi prima di essere superato da una versione più aggiornata.

Irlanda: Innovazione e leadership

Proprio l’innovazione è il motore del successo irlandese. Considerata uno dei primi 5 hub del MedTech del mondo, l’Irlanda è il Paese più innovativo dell’Unione Europea. Il 60% delle aziende MedTech hanno R&D al loro interno.

L’Irlanda esporta 11,6 miliardi di euro in oltre 100 Paesi ed è leader in molti prodotti. L’80% degli stent cardiovascolari impiantati nel mondo è prodotto in Irlanda. Un malato di diabete su 4 utilizza dispositivi made in Ireland. Sempre l’isola garantisce un terzo della fornitura globale di lenti a contatto e il 50% dei ventilatori installati nelle terapie intensive degli ospedali in ogni continente.

Durante la pandemia, l’Irlanda si è rivelata il 6° Paese al mondo più attivo per soluzioni innovative contro il Covid-19, secondo la classifica realizzata da StartupBlink. Molti progetti nascono grazie al supporto di Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 1° VC d’Europa e 2° al mondo.

In prima linea contro il Covid-19

“Il successo dell’Irlanda riflette la prontezza di reazione delle nostre imprese – dice Ciara O’Toole, manager di Enterprise Ireland per l’Italia. – A partire dall11 marzo, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia, oltre un centinaio di aziende supportate da Enterprise Ireland ha risposto con progetti innovativi all’emergenza. Flessibilità e rapidità sono le caratteristiche che hanno permesso di portare soluzioni sul mercato in tempi brevissimi. Sui 36 progetti per la cura e la prevenzione del Covid-19, finanziati dalla Commissione Europea, 5 sono irlandesi. Le imprese irlandesi offrono un vantaggio competitivo anche alle aziende italiane portando innovazione”.

Occupazione record

In tutta Europa, il settore impiega direttamente 730 mila addetti, quasi un terzo solo in Germania. Ma è l’Irlanda il Paese con la più alta occupazione nel MedTech in rapporto alla popolazione: 83 su 10 mila abitanti, seguita dalla Svizzera con 69. Con 40 mila addetti altamente specializzati, poco più della metà di quelli italiani, l’Irlanda registra il triplo delle esportazioni totalizzate dall’Italia nel MedTech.

Nel vecchio continente si contano 32 mila aziende, di cui il 95% sono PMI, la maggior parte con meno di 50 addetti. L’Irlanda vanta un ecosistema che include oltre 300 imprese: due terzi sono piccole e medie aziende 100% irlandesi che si affiancano alle multinazionali. Ben 18 dei 25 leader mondiali sono insediati in Irlanda, comprese Boston Scientific, Abbott e Johnson & Johnson.

Enterprise Ireland: 1° VC d’Europa

Una nuova generazione di aziende, giovane e dinamica, sperimenta innovative tecnologie medicali in grado di soddisfare le esigenze dei leader di mercato e dei partner a livello globale: dalla diagnostica alla digital health, dalla produzione di componentistica alla tecnologia consumer.

Enterprise Ireland è in prima linea nel supportare la crescita delle imprese che possono contare su un network di una trentina di prestigiosi centri per la ricerca, l’industrializzazione e l’avvio sul mercato delle soluzioni brevettate.

Per conoscere le più innovative e originali imprese irlandesi e sviluppare partnership basta contattare la sede milanese di Enterprise Ireland: ciara.otoole@enterprise-ireland.com