Samsung ha annunciato la partnership con l’irlandese Manna, la start-up di drone delivery supportata da Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 1° Venture Capital del mondo.

I dispositivi recenti della gamma Galaxy acquistati sul sito irlandese di Samsung vengono consegnati in tre minuti presso l’abitazione del cliente. Per la prima volta a livello mondiale, Samsung ha scelto per le sue consegne dei droni fattorini. La sperimentazione è partita nella cittadina di Oranmore nella contea di Galway dove Manna già effettua le consegne aeree per Just Eat e i supermercati Tesco.

Siamo sempre alla ricerca di modi per portare innovazioni significative ai nostri clienti – ha commentato Eamonn Grant, responsabile delle attività online di Samsung Ireland. – Quindi siamo molto emozionati di essere la prima società tecnologica a rendere i suoi prodotti disponibili tramite consegna con droni. Poter recapitare i nostri prodotti ai clienti entro tre minuti da quando lasciano il centro logistico è un esempio brillante di innovazione. Mettiamo sempre al centro la soddisfazione dei clienti e con questo nuovo servizio stiamo abbracciando quello che, crediamo, sarà il futuro del retail”.

Sia Manna sia la multinazionale coreana hanno intenzione di estendere il servizio ad altre località in un prossimo futuro.

Innovazione supportata da Enterprise Ireland

Fondata nel 2018 a Dublino da Bobby Healy, Manna Drone Delivery vende i servizi di consegna “chiavi in mano”. I suoi droni possono raggiungere velocità di oltre 60 km/h e volare a un’altitudine di 50-80 metri. In pochi minuti i fattorini volanti recapitano pacchi nelle aree rurali, rappresentando una soluzione ideale soprattutto per le piccole attività commerciali e in particolare per le farmacie, che spesso devono consegnare con urgenza.

Siamo molto felici di questa partnership con Samsung, una delle più note e innovative imprese del mondo. Fino ad oggi, abbiamo lavorato con Tesco e con attività locali per consegnare alimentari, cibo caldo, libri e prodotti da farmacia a clienti di prossimità. Ma il potenziale per i droni fattorini è enorme”, ha dichiarato Alan Hicks, chief technology officer della start-up irlandese.

L’irlandese Aquila Bioscience ha sviluppato l’innovativa tecnologia 100% naturale che elimina al 99,99% i peggiori virus, compreso il SARS-CoV-2, senza l’impiego di alcol e sostanze chimiche. La start-up simboleggia perfettamente la capacità di innovazione ecosostenibile dell’Irlanda anche contro la più grave minaccia alla salute umana dell’ultimo secolo. Ready for a Green Future: non è solo lo slogan della campagna 2021 di Enterprise Ireland, ma una realtà già ben consolidata nell’isola di smeraldo.

Per la prima volta al mondo è stato dimostrato che si può eliminare il coronavirus con successo senza usare sostanze tossiche, ma sfruttando la scienza ispirata dalla Natura.

L’innovativo tessuto naturale è così innocuo da decontaminare anche occhi, bocca e naso senza effetti collaterali, ma cattura tutti i virus, SARS-CoV-2 compreso. A renderlo così efficace è la rivoluzionaria tecnologia di bio-decontaminazione dai patogeni di cui è impregnato: la Pathogen Capturing Technology (PCT).

I test indipendenti, infatti, hanno confermato che le nuove salviette ABD (Anti Bioagent Decontamination) eliminano il coronavirus al 99,99% dalla pelle. A certificarne i risultati è stata la francese NeoVirTech, una delle più note imprese specializzate nell’identificazione di patogeni e antivirali. Presso i suoi laboratori a Tolosa sono stati condotti test ed esperimenti su pelle umana.

Le salviette ABD hanno già ricevuto l’approvazione dell’americana Food & Drug Administration (FDA) e sono classificate come Medical Device Class I.

Fondata nel 2012, Aquila Bioscience è una spin-out della National University of Ireland di Galway ed è supportata da Enterprise Ireland, l’ente governativo per l’Innovazione e il Trade, 1° Venture Capital d’Europa e 2° al mondo.

Le salviette amiche della pelle e del Pianeta

Recentemente proprio l’americana FDA ha lanciato l’allarme sulla dannosità per la pelle dei prodotti disinfettanti a base di alcol e metanolo. Ogni salvietta ABD è sterilizzata e confezionata in busta singola in modo da essere usata da chiunque e ovunque senza effetti collaterali sull’uomo e senza danni all’ambiente, diversamente dagli altri prodotti disinfettanti.

La Pathogen Capturing Technology (PCT) era stata in origine sviluppata per proteggere le forze armate da infezioni mortali come antrace, peste e ricina. La tecnologia utilizza microscopici uncini che afferrano batteri e virus grazie a un meccanismo magnetico di dimensioni infinitesimali. Gli studi sono stati condotti in collaborazione con il Ministero della Difesa irlandese, l’Università della Difesa della Repubblica Ceca e con il supporto dell’Agenzia Europea per la Difesa.

A giugno, Aquila è stata scelta con altri 35 progetti innovativi nella lotta al Covid-19 dal Commissione Europea. Erano 1400 i progetti presentati per il finanziamento di 166 milioni di euro gestito dall’European Innovation Council (EIC) Accelerator Pilot. Il finanziamento ha permesso di accelerare la validazione e di rendere il dispositivo ABD disponibile per contrastare la pandemia.

Tecnologia rivoluzionaria ispirata dalla Natura

“La rivoluzionaria tecnologia di Aquila Bioscience è un punto di svolta nel controllo di patogeni e infezioni – dice Lokesh Joshi, fondatore di Aquila Bioscience e professore di Glicoscienza alla National University of Ireland di Galway. – L’uomo ha usato per oltre un secolo sostanze chimiche che, se da un lato sono in grado di annientare le infezioni, dall’altro danneggiano le cellule umane e l’ambiente. I recenti test dimostrano che la nostra soluzione è pari, se non addirittura più efficace delle migliori formulazioni chimiche attualmente sul mercato, e non danneggia né l’uomo né l’ambiente. Proprio la Natura è stata l’ispiratrice della nostra ricerca. Infatti, le salviette ABD applicano meccanismi scientifici naturali e sono fatte per l’83% di cellulosa, quindi altamente riciclabili. Aquila Bioscience apre la strada per un nuovo approccio alla salute”.

Per maggiori informazioni su Aquila Bioscience, basta contattare a Milano Roberta Di Gesù, market advisor di Enterprise Ireland: roberta.diGesu@enterprise-ireland.com.

Enterprise Ireland Italy ha un nuovo direttore: John Roche. Arrivato a inizio 2021 a Milano, guida il team di market advisor per favorire le partnership e il business development tra le imprese irlandesi e italiane. Una relazione sempre più intensa, tanto che nel 2020 gli scambi commerciali tra i due Paesi sono aumentati del 18%. Nel 2021 la partnership sarà ancora più stretta in nome dell’innovazione e dell’ecosostenibilità. Dopo una pluriennale esperienze in aziende di engineering e ITC, sia PMI sia multinazionali, John Roche è in Enterprise Ireland da 15 anni come direttore degli uffici overseas di Madrid e Stoccolma. In occasione del lancio della campagna Ready for a Green Future, John Roche presenta i progetti per il 2021 di Enterprise Ireland Italy.

La verde Irlanda per un Futuro più green anche per l’Italia?

“L’obiettivo di Enterprise Ireland per il 2021 è l’ecosostenibilità. L’Irlanda è al 5 ° posto nel Green Future Index 2021, l’indice che confronta 76 Paesi su progressi e impegni verso la riduzione delle emissioni di carbonio.

Il programma del governo irlandese ha messo il clima al centro dell’agenda politica e ha definito un percorso per adempiere agli obblighi vincolanti dell’Irlanda ai sensi dell’accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici.

Il programma prevede l’impegno per una riduzione media del 7% delle emissioni complessive di gas a effetto serra dal 2021 al 2030 e per il passaggio a un’economia climaticamente neutra entro il 2050.

La ricerca, l’innovazione e le nuove tecnologie giocano un ruolo decisivo per avere un futuro più verde ed economicamente vantaggioso per tutti.

Per celebrare San Patrizio e l’impatto positivo che le imprese irlandesi stanno producendo in tutto il mondo, Enterprise Ireland ha lanciato la nuova campagna internazionale incentrata sull’innovazione verde: `Ready for a Green Future‘. Sarà l’occasione per far conoscere anche in Italia gli innovatori irlandesi leader a livello mondiale della green economy. Supportate dal nostro ecosistema di ricerca e innovazione, molte imprese già oggi rendono più ecosostenibili settori come l’agricoltura, l’edilizia e i trasporti, riducono l’inquinamento e migliorano la produzione di energia rinnovabile. Qualche esempio? Dalle salviette per neonati più pure al mondo di Waterwipes, al cemento di Ecocem che ha un’impronta di carbonio 16 volte inferiore rispetto al calcestruzzo tradizionale pur essendo più duraturo; dalle soluzioni Internet of Things (IoT) di Davra per migliorare la sostenibilità, al reattore a biofilm aerato a membrana di Oxymem, che rivoluziona il modo in cui l’ossigeno viene fornito alle acque reflue, riducendo drasticamente gli elevati consumi energetici associati a tali trattamenti”.

 

Irlanda e Italia sono accomunate da una solida fede europeista. Quali altri aspetti li rendono partner ideali?

Il valore totale delle esportazioni irlandesi in Italia nel 2020 è stato di 4,6 miliardi di euro. L’Italia rappresenta il 5 ° mercato più grande dell’Eurozona per l’Irlanda.

Con l’uscita del Regno Unito dall’UE, l’Irlanda come membro della zona euro è più che mai un fornitore certificato di beni, tecnologie e servizi innovativi per il mercato italiano.

L’Irlanda raggiungerà i 5,75 milioni di abitanti entro il 2040 ed ha la popolazione più giovane d’Europa, istruita e altamente qualificata. Secondo l’OCSE l’Irlanda è al 1° posto per laureati tra i giovani: 7 su 10. Le aziende con sede nel nostro Paese apprezzano questa forza lavoro di talento.

L’Irlanda, infatti, è stata scelta come porta d’accesso all’Europa da:

  • 9 delle prime 10 società tecnologiche statunitensi
  • Tutte le prime 10 aziende farmaceutiche
  • Le prime 5 società di software globali
  • 14 delle prime 15 società di tecnologia medica
  • 8 delle prime 10 società di automazione industriale
  • 8 delle prime 10 società di servizi finanziari

Un altro fiore all’occhiello è l’ecosistema di Ricerca irlandese. Nell’R&D la collaborazione è molto stretta tra industria, università, agenzie governative (inclusa Enterprise Ireland) e autorità di regolamentazione. L’Irlanda è anche tra le nazioni più brillanti e attive nel conquistare i finanziamenti dell’UE per la ricerca.

La strategia per l’innovazione dà la priorità alle seguenti sei aree: Energia pulita e rinnovabili, Tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, Salute e benessere, Produzione di alimenti sostenibili, Materiali innovativi e Industria 4.0.

Credo che ci siano enormi opportunità di incrementare le relazioni commerciali tra i due Paesi. Le aziende irlandesi sono note per la loro flessibilità, l’attenzione ai clienti e l’apertura a fare affari in modo innovativo. Insomma, l’Irlanda è il partner ideale per l’Italia”.

Innovazione irlandese: un alleato per contrastare la pandemia in modo green?

“Molte aziende irlandesi stanno offrendo soluzioni innovative ed ecosostenibili nella lotta al Covid-19, come il rivestimento per superfici permanente anti-Coronavirus di Kastus. Mentre Aquila Bioscience, spin-out della National University of Ireland Galway, ha brevettato la prima salvietta al mondo 100% naturale che elimina il SARS-CoV-2, senza l’impiego di alcol e sostanze chimiche. Passando al digital, Daon ha creato il primo passaporto sanitario digitale per volare sicuri. La sua app VeriFLY, è stata già adottata da American Airlines e British Airways.

Tra i settori chiave identificati da Enterprise Ireland per l’export in Italia ci sono: tecnologie digitali, edilizia high-tech, agri-tech, Life Sciences, ingegneria e produzione alimentare.

L’Irlanda e l’Italia vantano già forti scambi nel settore farmaceutico e dei dispositivi medici. Esempi di PMI irlandesi in crescita in Italia includono Aerogen, leader mondiale nella somministrazione di farmaci per via inalatoria attraverso respiratori per unità di terapia intensiva; e Novaerus, che ha brevettato la tecnologia per la disinfezione dell’aria anche dal Coronavirus.

L’ICT settore di punta per l’Irlanda: può essere un alleato nell’agenda digitale italiana?

“Le società irlandesi del digitale si stanno imponendo in numerosi settori. Dall’automotive, con la tecnologia dati di Cubic Telecom che mantiene i conducenti Audi connessi alle reti locali con una sola SIM; all’e-commerce rivoluzionato da Luzern che permette alle aziende di essere su Amazon allo stesso tempo sia Vendor sia Seller. Nel 2021 molte soluzioni digital irlandesi saranno disponibili anche sul mercato italiano.

Come pure le nuove tecnologie costruttive ecocompatibili. L’Irlanda è uno dei principali hub di data center per giganti come Microsoft, Amazon, Google, Dell EMC, Yahoo, IBM, HP, Facebook, Equinix e Digital Realty. Le società di ingegneria irlandesi sono diventate leader nel settore delle costruzioni ad alta tecnologia e stanno realizzando data center, impianti farmaceutici e di trasformazione alimentare in Europa, Nord America, Russia e Medio Oriente”.

L’agro-alimentare high-tech: può essere sostenibile e remunerativo allo stesso tempo?

“L’Irlanda, come l’Italia, è amante del buon cibo e produttore di eccellenze. Oggi il nostro innovativo settore agro-alimentare concilia efficienza e sostenibilità. I punti di forza dell’Irlanda nell’ingegneria e nel digital si combinano per offrire tecnologie agricole innovative che rendono applicabili e remunerativi metodi più naturali. Per esempio, contro l’allevamento intensivo, l’Irlanda risponde con le mandrie al pascolo all’aperto, però controllate dalle piattaforme IoT di Moocall e DairyMaster che forniscono agli allevatori informazioni accurate e in tempo reale sulle loro mandrie. L’alimentazione del bestiame diventa più naturale e controllata, grazie alla tecnologia di Keenan. E al posto di concimi chimici e pesticidi, ci sono le soluzioni biologiche, ma economiche, di aziende come Bioatlantis e Vivagreen”. 

Irish style anche nella moda?

“Nella moda, sappiamo che l’Italia è imbattibile. Tuttavia, l’irish style per l’abbigliamento invernale e anti-pioggia sta diventando sempre più apprezzato in Italia, con marchi come Dubarry. L’Irlanda è nota per i tessuti naturali e i caldi maglioni delle isole Aran che sempre più spesso si vedono sulle passerelle. Di sicuro io ne indosserò uno nelle mie escursioni alpine, la mia grande passione insieme al calcio. Non vedo l’ora di esplorare le Dolomiti e visitare San Siro, anche se non ho ancora deciso se tifare per Milan o Inter!”

Per contattare direttamente John Roche a Milano e conoscere le opportunità di partnership con le imprese irlandesi: john.Roche@enterprise-ireland.com

Verde è il colore simbolo della festa nazionale irlandese di St.Patrick che si celebra il 17 marzo. Verde è anche il programma che l’Irlanda sta attuando per un futuro più ecosostenibile promuovendo la ricerca di nuove tecnologie economicamente vantaggiose.

Enterprise Ireland quest’anno celebra la festa nazionale di San Patrizio con il lancio della campagna internazionale sulla green innovation: Ready for a Green Future.

Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per il commercio e l’innovazione, 1° Venture Capital del mondo, ha scelto di incentrare la nuova campagna internazionale sull’innovazione verde e sull’agenda climatica.

Dopo Covid-19, è necessario ricostruire meglio e in modo più ecosostenibile: dalla sostenibilità nell’edilizia alle energie rinnovabili, dal futuro dell’agritech ai sistemi digitali di monitoraggio dell’ambiente.

Lanciando la campagna internazionale, Leo Varadkar, vice Primo Ministro irlandese e Ministro per lo sviluppo economico, il commercio e l’occupazione ha dichiarato: “Il 17 marzo, il mondo si colora di verde per celebrare la nostra festa nazionale. Quest’anno è anche è il momento perfetto per presentare gli innovatori green irlandesi e il contributo positivo che stanno dando con le loro nuove tecnologie. L’abbandono dei combustibili fossili e la riduzione delle emissioni senza rinunciare al progresso economico è la sfida più grande che questa generazione deve affrontare. L’Irlanda è in prima linea. Ci impegniamo a ridurre le emissioni in media del 7% entro il 2030 e a raggiungere zero emissioni nette entro il 2050. La campagna Ready for a Green Future di Enterprise Ireland presenta alcune delle aziende irlandesi pioniere nel mettere la sostenibilità al centro della loro attività”.

Irlanda 5° al mondo nella green economy

L’Irlanda è al 5 ° posto nel Green Future Index 2021, la classifica che confronta 76 Paesi su progressi e impegni verso la riduzione delle emissioni di carbonio. L’indice messo a punto dal Massachusetts Institute of Technology ha esaminato l’impegno di ogni economia in cinque categorie: emissioni di anidride carbonica, transizione energetica verso le rinnovabili, innovazione pulita, politiche per il clima e società verde (un mix di indicatori tra cui edilizia sostenibile e riciclo materiali).

John Roche, direttore di Enterprise Ireland in Italia sottolinea: Supportare le aziende irlandesi per ridurre l’impronta di carbonio e sfruttare le opportunità che emergono dalla transizione verde è una priorità strategica per Enterprise Ireland. Nella ripresa da Covid-19, dobbiamo rafforzare la resilienza e lavorare con i ricercatori e gli innovatori per garantire che le aziende irlandesi siano preparate alla svolta green e abbiano le capacità per affrontare le sfide del cambiamento climatico per raggiungere gli obiettivi di emissioni dell’UE. La ricerca e le nuove tecnologie giocheranno un ruolo fondamentale nel creare un futuro più pulito. In questo momento c’è una forte attenzione per una ripresa verde in tutto il mondo e in Irlanda in particolare. In occasione di San Patrizio presentiamo alcuni dei migliori innovatori green irlandesi protagonisti nel nostro ecosistema di ricerca e innovazione. Le loro soluzioni stanno rendendo più sostenibili l’agricoltura, l’edilizia, i trasporti riducendo l’inquinamento e sostenendo la produzione di energia rinnovabile”.

10 imprese irlandesi per un futuro verde

Ecco 10 tra gli innovatori irlandesi leader a livello mondiale della green economy supportati da Enterprise Ireland e protagonisti della campagna Ready for the Green Future: dal cemento ecologico con una impronta di carbonio 25 volte inferiore a quello tradizionale, all’intelligenza artificiale per migliorare il trasporto pubblico, dalle energie rinnovabili all’agricoltura pulita.

Abbey Machinery favorisce la riduzione delle emissioni di carbonio con tecnologie agricole innovative.

Keenan promuove la sostenibilità degli allevamenti con sistemi di alimentazione dietetica avanzati ed efficienti.

Ecocem offre l’alternativa verde al cemento, ma altrettanto resistente: sfruttando gli scarti delle acciaierie produce un cemento con 25 volte in meno emissioni di CO2.

Ocean Energy cattura e converte la potenza delle onde in elettricità attraverso una tecnologia unica.

CitySwift combatte la crisi climatica utilizzando i dati per migliorare strategicamente il trasporto pubblico.

XOCEAN utilizza uno scafo senza equipaggio a basso impatto ambientale per raccogliere dati marini con mille volte meno emissioni di una normale barca.

Cygnum offre risparmi energetici nelle nuove costruzioni automatizzando metodi di costruzione con strutture di legno.

Davra collabora con le aziende per utilizzare i dati per una maggiore efficienza e sicurezza ambientale.

GridBeyond consente una decarbonizzazione conveniente attraverso l’intelligenza energetica avanzata.

Hanley Energy fornisce soluzioni energetiche personalizzate ed efficienti alle maggiori industrie mondiali.

Secondo la 2020 Global Ranking by PitchBook Data, la società di analisi del mercato mondiale dei Venture Capital, Private Equity e M&A, Enterprise Ireland è l’investitore più attivo al mondo nel seed funding.

Con 351 operazioni portate a termine nel 2020, Enterprise Ireland ha surclassato il 2° in classifica, l’acceleratore californiano 500 Startups, che si è fermato a 254 operazioni. Un dinamismo che non ha eguali in Europa. Il secondo VC europeo è BpiFrance con 139 deal. Mentre in Italia nel 2020, secondo il Venture Capital Monitor, sono state chiuse in tutto solo 234 operazioni VC.

Enterprise Ireland non è nuova a simili successi, eccezionali per un Paese con meno di 5 milioni di abitanti. Nel 2019 infatti si piazzava al 1° posto in Europa e 2° al mondo. Nell’annus horribilis anziché rallentare, l’ente irlandese per l’innovazione e il trade ha moltiplicato gli sforzi aumentando il numero di investimenti del 75%.

Siamo molto felici del risultato della ricerca di PitchBook Data – commenta Leo McAdams, responsabile della divisione Servizi di investimento di Enterprise Ireland. – Si tratta di un riconoscimento importante al ruolo svolto dalla nostra agenzia per supportare l’espansione dell’imprenditoria irlandese attraverso l’innovazione”.

PitchBook Data, con sedi a Seattle, Washington, Londra, San Francisco, New York City, Mumbai e Hong Kong, è utilizzata da oltre 100 mila professionisti del VC, Private Equity, Angel Investors.

Il motore dell’innovazione

Enterprise Ireland supporta dalle start-up che muovono i primi passi alle realtà che necessitano di seed funding o capitali più ingenti. L’agenzia governativa investe non solo direttamente nelle imprese, ma anche in fondi di venture capital, affinché essi possano a loro volta supportare aziende irlandesi altamente innovative, pronte ad espandersi su scala internazionale. Il network dell’agenzia facilita i collegamenti con angel investor e clienti internazionali. Anche numerose start-up italiane hanno trovato proprio a Dublino il supporto necessario per crescere e internazionalizzarsi.

Enterprise Ireland ogni anno prevede inoltre due programmi di formazione e affiancamento: il Competitive Start Fund per progetti in early stage, e l’High Potential Start-ups per imprese potenzialmente in grado di creare almeno 10 nuovi posti di lavoro e un fatturato di 1 milione di euro entro tre anni. Nel 2020 gli investimenti in questi due programmi sono più che raddoppiati, grazie anche all’introduzione del Covid-19 Sustaining Enterprise Fund.

Start-ups Showcase 2021, edizione virtuale

In occasione dello Start-ups Showcase 2021, quest’anno per la prima volta in edizione virtuale, Leo Varadkar, Ministro per lo sviluppo economico, il commercio e l’occupazione, ha presentato i risultati dei due programmi destinati a 80 high potential e a 45 early stage start-up: “Attraverso Enterprise Ireland, il Governo nel 2020 ha investito 48 milioni di euro direttamente in 125 start-up, tutte indirizzate al mercato globale. Complimenti ai team che hanno lavorato in un anno così difficile per favorire la ripresa”.

Grazie alle imprese supportate da Enterprise Ireland, l’Irlanda è al 6° posto della classifica mondiale tra le nazioni che hanno risposto più attivamente in termini di innovazione alla pandemia.

Più green economy e start-up femminili

Secondo Kevin Sherry, Executive Director di Enterprise Ireland: “Le start-up sono un formidabile motore di sviluppo, innovazione e di nuovi talenti. La crescita del loro numero nel nostro Paese è una missione prioritaria per Enterprise Ireland. Life sciences e ICT continuano ad essere settori chiave, ma l’attenzione sarà sempre di più rivolta alla green economy e a favorire la partecipazione femminile”.

Ben 38 start-ups, 19 early stage e altrettante High Potential, sono guidate da donne, circa una su tre in media. Jenny Melia, Divisional Manager per le High Potential Start-Ups (HPSU) di Enterprise Ireland ha sottolineato i progressi nel gender gap: “La percentuale di start-up HPSU fondate da donne è passata dal 7% del 2011 al 24% del 2020. Merito anche del programma Action Plan for Women in Business di Enterprise Ireland che in tutto il Paese sta favorendo la partecipazione femminile nellimprenditoria e in ruoli manageriali”. Una vitalità confermata dal 42% di start-up femminili tra le 45 early stage.

Favorite dalla cultura imprenditoriale irlandese, le nuove aziende nascono e si sviluppano fianco a fianco di colossi globali che hanno sede in Irlanda e sono attivi nei settori ICT, Life sciences, Fintech e nel CleanTech. I partner irlandesi soddisfano gli standard delle multinazionali oltre a beneficiare del supporto di un ecosistema di R&S di altissimo livello. Secondo il 2020 European Innovation Scoreboard, infatti, la Repubblica irlandese è tra i Paesi più innovativi del mondo, al 1° posto per l’effetto delle attività di innovazione su occupazione e vendite.

La pandemia da Covid-19 ha accelerato la digitalizzazione di prodotti e servizi in tutta Europa, modificando i comportamenti dei consumatori e accelerando quelle trasformazioni in corso che, in condizioni normali, avrebbero richiesto anni per affermarsi.

I consumatori sono oggi più digitali e più propensi a cercare prodotti e servizi on-line. A confermarlo è lo studio di Deloitte Umanesimo digitale, stella polare della ripresa, secondo cui il 30% dei consumatori europei ha provato per la prima volta lo shopping online e l’e-banking durante la prima ondata Covid. Quasi la stessa percentuale (35%) di intervistati pensa che sfrutterà i canali di vendita digitali anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria.

Ancora più significativo il dato sulla popolazione anziana: quasi la metà (44%) dei pensionati ha usato per la prima volta le tecnologie digitali.

Irlanda 1° per innovazione

Un mercato enorme in pieno boom che l’Irlanda è pronta a soddisfare con innovative soluzioni digital. Secondo il 2020 European Innovation Scoreboard, infatti, la Repubblica irlandese è tra i Paesi più innovativi del mondo, al 1° posto per l’effetto delle attività di innovazione su occupazione e vendite. Dall’Intelligenza artificiale al Blockchain, dalla Realtà Aumentata all’Internet of Things, grandi brand internazionali adottano l’high tech made in Ireland.

Il settore digital è strategico per il Paese. Oltre un migliaio di aziende irlandesi si sono sviluppate fianco a fianco di colossi globali insediati in Irlanda, come Amazon e Google. Il successo è merito anche di un ecosistema fatto di R&S di livello mondiale e di efficace supporto nello sviluppo. Enterprise Ireland, l’agenzia governativa irlandese per il trade e l’innovazione, è il 1° Venture Capital d’Europa e 2° più attivo al mondo nel seed funding, secondo la recente classifica pubblicata da PitchBook.

ICT, e-commerce, servizi finanziari, cybersecurity: i partner irlandesi soddisfano gli standard dei leader globali. Se acquistare online è così facile e con tanta scelta il merito va anche ai software sviluppati da aziende irlandesi specializzate nell’e-commerce. Come Superdisty che automatizza l’account aziendale su Amazon o Luzern una delle principali piattaforme di e-commerce direct-to-consumer partner di grandi brand in ogni settore da Philips a Nestle. 

La digitalizzazione del lavoro

La pandemia da coronavirus ha comportato il rapido e globale passaggio, quando possibile, al lavoro da remoto. Secondo il report di Deloitte, la media europea di lavoratori che ha provato il remote working per la prima volta dopo lo scoppio della pandemia è del 23%. Significativo anche il dato secondo cui il 38% dei rispondenti dichiara di essere riuscito a svolgere le proprie attività regolarmente durante il lockdown solo grazie all’innovazione tecnologica. Lo spostamento dall’ufficio a casa ha creato una serie di interrogativi e sfide, molte delle quali riguardano la sicurezza sia degli addetti sia dei sistemi ICT. L’Irlanda da anni è leader mondiale nella lotta ai pirati informatici con la produzione di software e soluzioni di cybersecurity esportate in ogni continente, Italia compresa, da paladini della sicurezza come Edgescan, Titan HQ e 4Securitas.

Il futuro è ibrido

L’emergenza sanitaria ha anche messo in luce alcune lacune infrastrutturali che ostacolano il corretto funzionamento delle tecnologie a disposizione. Ad esempio, 2 intervistati su 5 denunciano la difficoltà ad accedere ai servizi scolastici erogati tramite piattaforme di e-learning. Ma, al di là dei limiti infrastrutturali, il 38% degli europei pensa che il processo di digitalizzazione non consideri abbastanza l’aspetto umano. Per il futuro, quindi, si prevede che le soluzioni innovative più efficaci e funzionali saranno costituite da un mix integrato di fisico e digitale.

Secondo le previsioni economiche invernali della Commissione Europea il PIL dell’Irlanda è l’unico ad essere cresciuto nel 2020. Nonostante la pandemia, infatti, è stato stimato un +3% di aumento. Tutti i 27 Paesi chiudono il 2020 con un calo del PIL con punte dell’11% per la Spagna, 8,8% per l’Italia e 8,3% per la Francia. Il 2020 si dovrebbe chiudere anche per la Germania con una riduzione del 5% del PIL. Bruxelles prevede un calo del PIL nell’Unione Europea pari a -6,3% per l’anno terminato.

L’annus horribilis della pandemia non è dunque riuscito a fermare la crescita irlandese, che nei tre anni precedenti ha registrato tassi compresi tra 5,6% e 9,1%. Il successo dell’isola è sostenuto, secondo la Commissione Europea dalle esportazioni di apparecchiature mediche, prodotti farmaceutici e servizi digitali.

Il successo irlandese

L’Irlanda è considerata uno dei primi cinque hub del Medtech al mondo ed è prima in Europa nel trade balance di medical device. Dallo scoppio della pandemia molte aziende hanno aumentato la produzione per soddisfare la domanda mondiale di nebulizzatori, ventilatori, trattamenti e equipaggiamenti di protezione. Multinazionali e PMI irlandesi come Medtronic, Aerogen, M&M Qualtech hanno aumentato la produzione di ventilatori, aerosol e altri medical device decisivi per curare i malati di Covid-19.

Secondo il rapporto dell’OECD, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, l’Irlanda è il 5° Paese al mondo per l’export di beni collegati a Covid-19. L’Irlanda da sola copre ben il 7% dell’export mondiale legato alla pandemia. Un risultato eccezionale considerata la popolazione di meno di 5 milioni di abitanti.

Innovazione grazie a Enterprise Ireland

Grazie alle imprese supportate da Enterprise Ireland, 1à VC d’Europa e 2° a mondo, l’Irlanda è tra i Paesi che stanno offrendo il maggior numero di soluzioni innovative per ridurre l’impatto di Covid-19. L’Irlanda, nel 2020 si era piazzata al 6° posto della classifica mondiale tra le nazioni che hanno risposto più attivamente in termini di innovazione alla pandemia.

Enterprise Ireland ha supportato i nuovi progetti anti-coronavirus per accelerarne la disponibilità: dal primo test rapido molecolare di HiberGene Diagnostics alla nuova proteina biotech di Aalto Bio Reagents. Innovazione anche nella protezione come il sistema al plasma per catturare nell’aria il coronavirus di Novaerus o il rivestimento anti-microbico 24/7 di Kastus.

L’industria del software, altro settore di punta per l’isola, è scesa in campo per garantire sicurezza e benessere attraverso app e piattaforme adottate in tutto il mondo. Dal cacciatore di fake news NewsWhip, al primo passaporto sanitario digitale di Daon, specializzata in sistemi di riconoscimento biometrici, dalla telemedicina di Wellola al sistema di tracciamento di NearForm.

Le previsione per il 2021

L’economia europea tornerà a crescere, seppur lentamente, quest’anno con il 3,8%. Secondo la Commissione Europea, l’Irlanda continuerà il trend positivo, con un +3,4% per il 2021. Le peggiori conseguenze legate alla Brexit sono state scongiurate dall’intesa raggiunta in extremis lo scorso 24 dicembre. Secondo le stime di Bruxelles, grazie all’accordo di libero scambio tra Ue e RegnoUnito la perdita di scambi commerciali e di crescita del PIL per l’Irlanda dovrebbero essere inferiori rispetto a quanto previsto con uno scenario no-deal. Secondo un sondaggio svolto da Enterprise Ireland, 9 su 10 imprese irlandesi esportatrici in UK vendono prospettive positive di crescita su mercato inglese.

Ci sono molte opportunità di partnership per le aziende italiane con l’Irlanda. Per conoscerle meglio basta contattare l’ufficio Enterprise Ireland di Milano.

“A San Valentino, regalare un anello Claddagh è una promessa di amore eterno. Nato nell’Irlanda del XIV secolo e oggi fra i simboli d’amore più belli al mondo, quest’anello è un’idea romantica e originale da regalare alla festa degli innamorati”, così si legge nell’articolo di Anna Maria Giano pubblicato su Vogue.

I maestri orafi irlandesi ne propongono diverse versioni che si possono ammirare ogni anno a Showcase Ireland, la principale fiera internazionale B2B del fashion & design made in Ireland. Showcase Ireland è organizzata ogni gennaio dal Design & Crafts Council of Ireland con il supporto di Enterprise Ireland. L’exhibition è cresciuta dal 1977 diventando il punto di riferimento per buyer e talent-scout di tutto il mondo alla ricerca del meglio della produzione sia innovativa sia tradizionale di moda, gioielleria, profumeria e complementi d’arredo made in Ireland.

Il regalo ideale per la festa degli innamorati

A causa di Covid-19, quest’anno la 45° edizione ha avuto un format digitale. L’anello Claddagh non mancava nelle vetrine virtuali dei principali gioiellieri dell’isola: Boru Jewelry, Solvar, Fallers, JMH Jewellery. Se ne trovano in oro, argento, bronzo, con o senza pietre preziose ed anche versioni come pendente, ma la simbologia è sempre la stessa: le due mani identificano l’amicizia, il cuore centrale è l’immagine dell’amore sincero, mentre la corona che lo sovrasta è l’emblema della lealtà. Tre valori cardine di ogni relazione, in ogni tempo. Non stupisce quindi che il Claddagh sia ancora il gioiello più venduto in Irlanda e più conosciuto nel mondo.

Leggende e realtà

La sua nascita si fa risalire nel villaggio di Claddagh nella baia di Galway ed è legata a numerose leggende. Una delle più popolari, vuole che l’anello sia stato forgiato da un giovane irlandese rapito dai pirati e venduto come schiavo a un orafo arabo. Tornato in patria e diventato esperto nella lavorazione dei metalli, egli fabbricò il primo Claddagh per re Guglielmo III d’Inghilterra che lo aveva liberato.

Anche oggi, l’Irlanda è ricca di talenti creativi nell’artigianato artistico, nel design e nella moda. Per chi fa scouting di prodotti originali e di nicchia, Showcase Ireland è l’appuntamento da non perdere. Appuntamento alla prossima edizione dal 23 al 26 Gennaio 2022. Per maggiori informazioni su Showcase Ireland e le aziende espositrici basta contattare Roberta Di Gesù, market advisor di Enterprise Ireland a Milano: roberta.diGesu@enterprise-ireland.com

La pandemia da Covid-19 ha colpito duramente il settore dei viaggi in tutto il mondo. Mentre voli e tour sono quasi congelati, le imprese high-tech, soprattutto irlandesi, sono in fermento per far ripartire il settore in sicurezza nel 2021. Máire P. Walsh, SVP Digital Technologies di Enterprise Ireland, ha individuato sei trend da seguire con attenzione nei prossimi mesi.

Il nuovo passaporto

La diffusione di test rapidi e l’avvio della campagna vaccinale sono il propulsore della ripartenza anche per l’industria del travel. Lo scorso anno, l’irlandese LetsGetChecked è stata pioniera con American Airlines nell’offrire test rapidi ai viaggiatori in partenza per diverse destinazioni garantendo così voli Covid-free.

Intanto IATA l’organizzazione internazionale delle compagnie aeree, ha già sottolineato la necessità di una certificazione unica di vaccinazione per i viaggiatori. Negli Stati Uniti, American Airlines e l’aeroporto internazionale di Denver già utilizzano la app sviluppata dall’irlandese Daon, leader nella cybersecurity e nel riconoscimento biometrico. La sua app VeriFLY racchiude tutte le credenziali aggiornate della persona, comprese le certificazioni vaccinali. Lo smartphone permette così ogni tipo di transazione senza contatti, ma in totale sicurezza: un vero lasciapassare digitale.

Igiene prima di tutto

Ogni operatore turistico è cosciente che la santificazione è il primo e indispensabile passo da compiere per proteggere i viaggiatori. Tra le imprese supportate da Enterprise Ireland CW Applied Technology sfrutta i raggi UV per garantire agli alberghi un livello di igienizzazione paragonabile a quello di un ospedale. P3 Hotels e Avvio hanno implementato il loro servizio di booking online con soluzioni per rendere le operazioni di check-in e check-out sicure e senza contatti.

La potenza dell’Intelligenza Artificiale viene sfruttata dalla start-up Altada per tracciare persone contagiate dal coronavirus in ambienti affollati come gli aeroporti.

Non c’è fretta per i viaggi di lavoro

Solo dopo che le aziende saranno tornate alla normalità, si potrà ipotizzare un traffico significativo nel settore del business travel. Ogni impresa ha infatti molte riserve e cautele prima di far viaggiare i propri impiegati. Anche perché gli addetti hanno a disposizione molte tecnologie per lavorare da casa e organizzare meeting online. Nel caso sia necessario una riunione o una presentazione di persona MeetingsBooker permette di prenotare scegliendo tra 150 mila location sanificate nelle principali città del mondo, Italia compresa. Creatività e high-tech si fondono in Cogs and Marvel che organizza eventi solo virtuali o solo in presenza oppure ibridi, i cosiddetti phygital.

Local è bello

Anche per le vacanze, il breve raggio batte l’esotico lontano. Nei mesi passati, per le vacanze sono state scelte soprattutto destinazioni a due-tre ore di auto dal proprio domicilio. Le formule più richieste sono state l’affitto di case, che garantiscono maggior controllo sui contagi, e il campeggio che offre una vacanza all’aria aperta dopo mesi di lockdown. Proprio su questo settore che conta in Europa 30 mila strutture si concentra Campsited.com. La piattaforma irlandese è specializzata nelle prenotazioni di campeggi e si sta rapidamente espandendo dalla Francia al resto d’Europa. Nel 2021 è previsto il lancio anche in Italia.

Competizione nel direct booking

La sosta forzata non ha fermato l’industria del travel ch bene ha approfittato per rafforzarsi sul terreno del direct booking. La competizione si gioca online creando profilazione e fidelizzazione del consumatore. Arvoia per esempio, sfrutta il suo sistema di intelligenza artificiale con oltre 2.3 miliardi di dati e trilioni di insights comportamentali per quanto riguarda viaggi, mobilita e ospitalità. Il risultato sono previsioni dettagliate e prodotti personalizzati per i clienti. Le compagnie di volo cercheranno di rifarsi delle perdite offrendo servizi complementari come per esempio vendendo dal loro sito i biglietti per i principali eventi proposti sfruttando la nuova piattaforma  Coras. Molto utile a chi si sposta da un Paese all’altro, il servizio creato da Sim Local che permette di cambiare la SIM del telefono evitando eccessivi addebiti per il roaming.

Secondo la IATA ci vorrà fino al 2024 per ritornare ai livelli di traffico del 2019. Ma intanto l’innovazione e la tecnologia irlandesi si mettono a disposizione del travel per accelerarne la ripresa e ristabilire la fiducia del pubblico.

Per conoscere meglio le aziende irlandesi del travel-tech basta contattare Sara Bonomi, market advisor a Milano di Enterprise Ireland.

Nell’Annus Horribilis dell’economia mondiale, sono stati ben 16,496 i nuovi posti di lavoro creati dalle aziende supportata da Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per lo sviluppo dell’innovazione e dell’export, 1° Venture Capital d’Europa e 2° al mondo.

Un segnale positivo che conferma la capacità irlandese di adattarsi alle nuove condizioni imposte dal Covid-19. Il Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Leo Varadkar, ha annunciato che a fine 2020 il totale degli occupati delle aziende seguite dall’agenzia ha raggiunto quota 220.613.

I settori più in espansione sono il Lifesciences con un aumento dei posti di lavoro nell’anno del 6,8%, seguito da Cleantech con il 6% e le Costruzioni con un 4,7%. Altri comparti invece sono stati pesantemente colpiti dalla pandemia, prima fra tutti la filiera alimentare che ha subito una perdita di addetti dell’1,5%, quasi un migliaio di persone. L’agrifood in Enterprise Ireland rappresenta circa un terzo degli occupati totali. I nuovi posti di lavoro creati compensano gli altrettanti persi.

Fondi e consulenza

In un Paese con meno di 5 milioni di abitanti, per far fronte alla crisi economica da Covid-19, sono stati erogati 142 milioni di euro a quasi 2 mila imprese, compresi 11,8 milioni di euro dell’Online Retail Scheme per implementare l’e-commerce dei negozi.

Come sottolinea il Ministro Leo Varadkar: “Tutti conosciamo l’incredibile sfida che le imprese hanno dovuto affrontare nel 2020. La nostra priorità durante la pandemia è stata di difendere l’occupazione e aiutare le aziende ad adattarsi ai nuovi scenari produttivi e commerciali. Enterprise Ireland ha giocato un ruolo decisivo nel sostegno delle imprese. In questi mesi, piccole e medie aziende hanno potuto contare oltre che sui fondi anche sulla consulenza professionale di Enterprise Ireland. La buona notizia è che il vaccino favorirà la ripresa nel corso del 2021. Inoltre continueremo a investire in Ricerca e Innovazione per garantire che la nostra economia sia preparata a cogliere le trasformazioni tecnologiche”.

Irlanda: 5° per export legato al Covid-19

Un anno vissuto intensamente sul fronte della lotta al Covid-19. Le aziende supportate da Enterprise Ireland hanno garantito prodotti e servizi innovativi e determinanti nella gestione della pandemia. L’Irlanda è il 5° Paese al mondo per export di beni collegati al Covid-19.

Le aziende del medtech hanno aumentato la produzione per far fronte alla crescente richiesta mondiale di respiratori e apparecchi aerosol. Prima della pandemia, circa il 50% dei respiratori installati negli ospedali nel mondo era made in Ireland.

Secondo il Report 2020 dell’associazione MedTech Europe, che rappresenta le industrie europee di dispositivi medici, la bilancia commerciale irlandese del medtech ha registrato un saldo positivo di 9,5 miliardi di euro, il più alto d’Europa.

Determinante è stata la spinta data da Enterprise Ireland in Ricerca e Sviluppo di nuove armi tecnologiche per combattere il virus e mantenere le attività produttive. I risultati sono stati eccezionali. Da HiberGene che ha brevettato il primo test molecolare portatile che in 30 minuti diagnostica il coronavirus, a Kastus con il suo rivestimento permanente per superfici di vetro e ceramica che annienta il 99,99% dei virus, SARS-CoV-2 compreso.

Le aziende di Enterprise Ireland hanno risposto prontamente all’appello della Commissione Europea che ha finanziato progetti innovativi per fronteggiare il Covid-19: dalle tecnologie medicali, agli strumenti digitali e di Intelligenza Artificiale. L’Irlanda si è così conferma tra i Paesi più innovativi d’Europa. Nel 2020, Enterprise Ireland ha supportato 125 start-ups in diversi settori e dato vita a partnership per accelerarne lo sviluppo con partner come Amazon Web Services e Microsoft for Startups.

Pronti per la Brexit

Secondo Julie Sinnamon, CEO di Enterprise Ireland: “Nel 2020 le nostre imprese hanno dovuto ingaggiare una lotta senza precedenti su due fronti: Covid-19 e Brexit. I fondi approvati fin da aprile hanno permesso all’economia di affrontare la crisi creata dalla pandemia. Contemporaneamente, con un investimento di 7,6 milioni di euro in un migliaio di consulenti, Enterprise Ireland ha continuato a preparare le imprese ai cambiamenti nell’export verso il Regno Unito provocati dalla Brexit. Dopo tanta incertezza, l’accordo della Vigilia di Natale ha finalmente fornito regole certe. Il nostro programma è di sostenere il nostro export in tre modi: rendere tutte le imprese in grado di soddisfare le nuove norme doganali; garantire la nostra competitività in Gran Bretagna; aprire sbocchi in nuovi mercati oltre a quello inglese, sia in Europa che nel resto del mondo”.

Le priorità per il 2021

Il primo ambizioso obiettivo per il 2021 è di far crescere l’occupazione portando il numero di addetti delle imprese di Enterprise Ireland a 222 mila. In che modo? Julie Sinnamon è chiara: “Il nostro intento è di favorire la trasformazione digitale anche nelle piccole imprese, di massimizzare il numero di start-up innovative, di aprire nuovi mercati per l’export e traghettare il Paese verso un’economia a basso impatto ambientale. Il 2021 sarà per le imprese irlandesi un anno determinante ed Enterprise Ireland sarà al loro fianco per accelerarne la ripresa”.

Dal 25 al 29 Gennaio 2021 va in scena la prima edizione virtuale di Showcase Ireland, la principale fiera internazionale B2B del fashion & design made in Ireland. A causa di Covid-19, la 45° edizione avrà un format soltanto digitale. Da non perdere il 27 Gennaio la conferenza con la presentazione del white paper sull’ecommerce realizzato dalla società di analisi e ricerche di mercato Frost & Sullivan.

Showcase Ireland è organizzata dal Design & Crafts Council of Ireland con il supporto di Enterprise Ireland. L’exhibition è cresciuta dal 1977 diventando il punto di riferimento per buyer e talent-scout di tutto il mondo alla ricerca del meglio della produzione di moda, gioielleria, profumeria e complementi d’arredo made in Ireland.

I numeri di un successo

L’edizione 2020 ha visto la partecipazione di oltre 400 espositori e portato sotto le arcate settecentesche del RDS di Dublino 4.300 visitatori con oltre un migliaio di professionisti provenienti da 27 Paesi. Nei quattro giorni dell’evento sono stati siglati contratti per 26.3 milioni di euro, con un aumento rispetto all’anno precedente del 4,6%.

In particolare, è stata registrata una forte crescita in mercati come Italia (+20%), Giappone (+23%), Canada (+22%) e Germania (+17%). Una efficace risposta alla Brexit, che ha ridotto del 31% le presenze provenienti dal Regno Unito.

Quest’anno, la piattaforma digitale permetterà ai buyer registrati di sfogliare profili, cataloghi, video e di fissare meeting one-to-one con gli espositori. Ci sono imprese dalla lunga tradizione, come Dubarry che per i suoi stivali anti-pioggia riceve ordinazioni da tutto il mondo. Ma anche giovani designer, produttori di cosmetici biologici, stilisti che fissano i colori della brughiera in caldi tessuti di cachemire.

Virtual trading

Gli espositori hanno seguito corsi di virtual trading per ottimizzare la loro vetrina virtuale, migliorare la comunicazione e gestire gli incontri online. Ci vuole infatti una nuova abilità nel far sentire online la morbidezza dei maglioni delle Aran o l’aroma dell’oceano racchiuso in una candela.

L’Irlanda è ricca di talenti creativi nell’artigianato artistico, nel design e nella moda. Per chi fa scouting di prodotti originali e di nicchia, Showcase Ireland è l’appuntamento da non perdere.

Per maggiori informazioni su Showcase Ireland e le aziende espositrici basta contattare Roberta Di Gesù, market advisor di Enterprise Ireland a Milano: roberta.diGesu@enterprise-ireland.com

A inizio 2020, Enterprise Ireland dava il via allo sviluppo del Future Mobility Campus Ireland, una vera smart city dove sperimentare la tecnologia della guida autonoma. A Shannon, nell’ovest dell’isola, si è così creato un consorzio di aziende di software, automotive e telecomunicazioni, unite dallo stesso obiettivo: testare in condizioni reali le tecnologie necessarie alla smart city del futuro.

Anche Jaguar Land Rover si prepara alla guida autonoma e, per studiarla, ha scelto il Future Mobility Campus Ireland (FMCI). Il banco di prova sono 12 chilometri di strade pubbliche dove circolano automobili, pedoni e ciclisti, tutte provviste di sensori e sistemi di localizzazione governati da un centro di gestione centralizzato. Sui percorsi ci sono incroci intelligenti, strade connesse, parcheggi autonomi e punti di ricarica per veicoli elettrici oltre al collegamento ad una rete autostradale connessa di 450 chilometri e un corridoio di traffico aereo per droni controllato dall’aeroporto di Shannon.

Niente di paragonabile si trova in Europa. Tradizionalmente, infatti, questi campi prove erano situati oltreoceano. La nuova struttura è finanziata dal fondo del Department of Business, Enterprise & Innovation’s Regional Enterprise Development attraverso Enterprise Ireland, l’organizzazione governativa che supporta iniziative d’impresa e di ricerca particolarmente innovative.

Nella smart city irlandese, Jaguar Land Rover sperimenterà i veicoli connessi, elettrici e a guida autonoma a fianco di altre aziende high-tech di calibro internazionale, come Cisco, Seagate, Renovo, Red Hat e Mergon.

Lo sviluppo di veicoli a guida autonoma richiede un lavoro di squadra che coinvolge oltre al costruttore di automobili, gli specialisti di IT, connessioni, telecomunicazioni, sensori. Nell’ecosistema di Shannon dedicato alla mobilità del futuro c’è posto non solo per le multinazionali, ma anche per PMI e start-up innovative del settore, come Taoglas e Pipiper.

Jaguar Land Rover, che ha il suo centro software proprio a Shannon, è la prima partner del campus. Future Mobility Campus Ireland è a disposizione di tutti i produttori mondiali automotive interessati a testare le proprie innovazioni nel mondo reale.