Secondo il 2019 Global Cites Report, la capitale irlandese è tra le più promettenti piazze d’affari pronta a competere con New York, Londra e Parigi. Mentre non viene registrato nessun progresso per le italiane: Milano al 36° e Roma al 47° posto.

Dublino sta diventando l’hub globale per il business, secondo il rapporto annuale della prestigiosa società di management consulting AT Kearney. Il 2019 Global Cites Report ha esaminato 130 città in tutto il mondo. Sul podio si confermano Londra, New York e Parigi. A tallonarle c’è un nutrito gruppo di metropoli europee ed asiatiche.

Il report redige annualmente la classifica delle città che più attraggono, oggi e in prospettiva, business, capitali e professionalità qualificate. Un quadro in evoluzione e fortemente competitivo in cui Dublino registra il risultato più impressionante balzando nell’ultimo anno dal 33° al 9° posto nell’Outlook Rank. Si tratta di una crescita continua che può condividere con Parigi, Singapore e Tokyo.

L’analisi considera 27 fattori chiave che vanno dalle attività economiche e finanziare al ruolo politico, dalla qualità occupazionale all’innovazione. Milano e Roma sono ferme al 36° e 47° posto, anzi di anno in anno perdono posizioni in questa classifica che mappa i flussi reali e potenziali di investimenti internazionali.

Secondo gli analisti, il balzo registrato da Dublino è merito dei successi economici e della spinta data all’innovazione. Diventare un hi-tech e financial hub all’avanguardia permette di attrarre professionalità e imprenditori di alto livello. Dublino si ritrova così in testa a tutte le metriche considerate dal rapporto: benessere, situazione economica e politica, innovazione e integrazione.

Enterprise Ireland l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 3° VC d’Europa, ha supportato lo sviluppo hi-tech e l’internazionalizzazione di imprese nei settori dei servizi, dell’ICT, del fintech, dell’healthcare. Si è così avviata una contaminazione virtuosa che mescola la forza lavoro locale altamente qualificata con talenti provenienti da tutto il mondo che si integrano perfettamente. Come sottolinea il Global Cities Report, è proprio il capitale umano l’ingrediente fondamentale per il progresso di ogni comunità.

Cresce l’interesse internazionale per Med in Ireland, la vetrina dell’innovazione nel MedTech e Life Sciences organizzata da Enterprise Ireland a Dublino il 10 ottobre 2019. Un centinaio di imprese irlandesi hanno incontrato oltre 300 responsabili R&D e business development provenienti da 40 Paesi del mondo.

La delegazione italiana è, insieme all’americana e tedesca, la più numerosa. Sono ben una ventina i manager italiani a caccia di innovazione e opportunità di new business a Dublino. Attraverso partnership, le aziende italiane possono ricevere una determinante iniezione di innovazione e sfruttare così quel vantaggio unico che l’Irlanda offre. Proprio quell’Irish Advantage protagonista della campagna internazionale promossa da Enterprise Ireland, l’ente governativo per lo sviluppo il trade e l’innovazione. L’obiettivo è far conoscere anche in Italia le potenzialità di collaborazione con l’Irlanda, ch sin Europa è 2° Paese nell’export di medical device e il 1° per innovazione.

Come ha sottolineato il Ministro per il Trade, l’Occupazione e lo sviluppo and Business Pat Breen: “Med in Ireland è una eccezionale opportunità per le organizzazioni internazionali di entrare in contatto con il nostro ecosistema di aziende leader nel design, R&D, engineering e costruzione di medical device. In Irlanda si è creato un network vincente tra PMI, start-up, multinazionali e centri accademici. Il Governo, con il Project Ireland 2040 and Future Jobs, continuerà ad investire anche attraverso Enterprise Ireland per dare impulso alla ricerca e allo sviluppo economico ed occupazionale del settore”.

C’è davvero un Irish Advantage per le imprese italiane del MedTech e Life Sciences?

Secondo Daniele Venturini, Senior Innovation Manager di Orthofix, l’azienda nata a Verona negli anni 80 che oggi opera a livello mondiale nel campo dei medical device per l’ortopedia ricostruttiva e rigenerativa e per le patologie della colonna vertebrale: “Med in Ireland è un’interessante opportunità di business già testata. Il ruolo del mio dipartimento è quello di scoprire, valutare e portare all’interno dell’azienda prodotti, tecnologie, processi e idee. Questo evento sembra essere nato a proposito. L’organizzazione molto compatta nel tempo e gli incontri bilaterali con aziende selezionate precedentemente garantiscono una elevata probabilità di successo. Ci sono già alcune imprese irlandesi con le quali abbiamo intrapreso attività conoscitive e relazioni commerciali. Un grosso supporto è dato dal team di Enterprise Ireland di Milano che sa suggerire incontri con aziende irlandesi che offrono tecnologie adatte alle nostre esigenze”.

Un altro veterano del Med in Ireland è Andrea Mariotto, facente parte del team di R&D LivaNova, presso Saluggia (VC). LivaNova è l’azienda multinazionale con sedi italiane oltre che a Saluggia a Mirandola e Milano, specializzata in medical device per il trattamento delle malattie cardiache: “Grazie alla collaborazione di Enterprise Ireland siamo venuti in contatto con aziende del MedTech irlandese con cui abbiamo già avviato partnership di successo in diversi settori”.

Secondo Francesco Greco, ceo di BEL Bioengineering Laboratories che progetta, produce e distribuisce dispositivi medici per cardiochirurgia, emodialisi, urodinamica, ginecologia e circolazione extracorporea: “La spinta data dall’Irlanda a R&D ed Engineering del MedTech e del Life Sciences rende le imprese irlandesi del settore molto agili nel portare sul mercato soluzioni sempre innovative che ben si adattano alle esigenze delle PMI nostrane”.

Oltre a Orthofix, LivaNova e BEL, sono volati a Dublino i manager di: Eucardia, Herniamesh, Cid Alvimedica, Fresenius Kabi, Qura, Gada, Medtronic Italia per le divisioni Invatec, Bellco e Covidien.

A Med in Ireland si sono stati oltre 1.200 business meeting. Enterprise Ireland ha come obiettivo favorire la creazione di partnership internazionali nel settore del medical device e life sciences, oggi considerato tra i migliori del mondo”, sottolinea Stephen Creaner, direttore di Enterprise Ireland.

Nel 2018, il Life Sciences irlandese ha avuto una crescita del 7% dell’export rispetto ai 12 mesi precedenti. Gli occupati nel settore sono saliti a 40 mila persone, facendo dell’Irlanda il Paese della UE con il maggior tasso percentuale di addetti nel settore.

Si celebra dal 5 al 20 ottobre nei Paesi della UE la Europe CodeWeek. La campagna di sensibilizzazione e alfabetizzazione digitale è aperta a tutti. L’obiettivo è contribuire a diffondere in modo coinvolgente e divertente il pensiero computazionale attraverso le regole della programmazione, coding in inglese. Le attività si svolgono non solo nelle scuole, ma anche in ludoteche, ambienti di lavoro, biblioteche, parchi, piazze. Insomma una festa dell’ICT. Tra le nazioni più attive fin dalla prima edizione del 2013, c’è l’Irlanda. Non a caso l’Irlanda è il 2° maggior esportatore di software al mondo con 16 miliardi di euro all’anno.

L’isola è il principale hub europeo per le imprese del digitale. Infatti dei 20 leader mondiali del settore, ben 16 vi hanno installato le loro sedi strategiche. Tra aziende autoctone e altre provenienti dall’estero si contano quasi un migliaio di software houses. Colossi internazionali accanto a piccole imprese locali. Il cammino iniziò quando IBM per prima aprì i suoi uffici a Dublino nel 1956, seguita da Ericsson l’anno seguente. Negli anni 70 fu il turno di Hewlett Packard, e nell’80 Oracle, Microsoft, Intel e Dell. La corsa all’isola più IT ha avuto un boom con i colossi del web: Yahoo, Facebook, Google, Amazon, Ebay.

La ricetta vincente: Persone e R&D.

Ben 24 mila persone lavorano nel settore. Gli addetti sono caratterizzati da un alto livello di preparazione. Tutte le scuole di ogni ordine grado offrono programmi dedicati al coding e alla computer science da molti anni, e non solo in occasione della Europe CodeWeek. L’Irlanda può vantare la 3° più alta percentuale di laureati in matematica e informatica d’Europa tra i giovani di età compresa tra 20 e 29 anni. Il 98% dei giovani di 18 anni frequenta le scuole: la più alta percentuale in Europa. Il sistema educativo irlandese è considerato il 6° migliore al mondo. Il Paese è giovane: circa la metà degli irlandesi ha meno di 34 anni. Ne deriva un ecosistema dinamico e collaborativo che rende facile realizzare partnership e nuovi progetti da esportare nel mondo.

L’altro fattore vincente è l’impegno del Governo nella R&D in aree strategiche che includono Data Analytics, Software, Machine Learning e ICT. Tra i centri di ricerca considerati come eccellenze internazionali e partner di multinazionali del settore ci sono l’Irish Software Engineering Research Centre (LERO) e il Telecommunications, Software and Systems Group (TSSG).

Completano l’IrishAdvantage il fatto di esser membro dell’eurozone e di essere l’unico Paese della UE di lingua inglese.

Il presupposto sembra banale: il paziente deve essere al centro del percorso terapeutico e assistenziale. La realtà invece è ben diversa. Il paziente è un satellite esterno, trattato con procedure standard. Il sistema sanitario, spesso per necessità, applica un unico modello valido per tutti.

L’innovazione nel settore irlandese delle tecnologie mediche o medtech sta rivoluzionando questo approccio per rispondere alla crescente domanda di una popolazione che invecchia. Si creano così nuove sfide, come le malattie croniche e la necessità di assistenza costante.

La risposta tecnologica a questa impellente domanda è un sistema sanitario connesso digitalmente. Collegando i dati dei pazienti, i caregiver primari possono passare dall’intervento episodico alla prevenzione e alla gestione personalizzata e più efficace.

 

Fotografia dellassistenza sanitaria connessa in Irlanda

Dispositivi semplici da usare come smartphone, smartwatch e tablet, collegati ad app di monitoraggio, terapie e dati dei pazienti in cloud sono già presenti. La sfida consiste nell’integrare questi dispositivi nella routine quotidiana di un sistema sanitario nazionale connesso.

L’ecosistema sanitario irlandese è all’avanguardia e sta già offrendo innovazioni nel settore medico, sanitario e del Life Sciences.

Il MedTech in Irlanda ha registrato una crescita esponenziale nell’ultimo decennio. Il settore è passato da 50 a 350 aziende produttrici di medical device negli ultimi 20 anni. Attualmente, 15 delle 20 principali aziende di dispositivi medici a livello mondiale, hanno una sede in Irlanda. Il comparto irlandese impiega 38.000 lavoratori. In proporzione alla popolazione è il Paese con il più elevato numero di persone occupate in questo settore d’Europa.

L’Irlanda è leader a livello mondiale nella ricerca grazie a un’intensa collaborazione tra aziende, istituti di ricerca e medici. Questo la rende una piattaforma perfetta per consentire al settore di rinnovarsi e continuare a crescere come uno dei cinque hub emergenti a livello globale del Medtech.

Basandosi su due decenni di investimenti nell’ambito del Life Sciences e delle tecnologie, il governo irlandese sta attuando una strategia denominata Innovation 2020. Uno degli obiettivi principali consiste nel garantire che le aziende con sede in Irlanda superino i concorrenti nei mercati internazionali. Un obiettivo chiave della strategia consiste nel far crescere il numero degli addetti alla ricerca nel settore del 60%, ovvero a 40.000 entro la fine del decennio.

 

L’ecosistema innovativo al servizio dei pazienti

Le start-up di assistenza sanitaria connessa beneficiano in modo unico dell’attenzione dei fornitori di servizi sanitari locali, particolarmente determinati ad adottare le nuove tecnologie.

I dirigenti sanitari non perdono tempo e stanno già attuando i cambiamenti. L’Health Service Executive (HSE) nazionale irlandese sta collaborando a stretto contatto con il settore per implementare i dispositivi per i servizi sanitari connessi in situazioni in cui maturano chiari benefici operativi o finanziari.

Di conseguenza, l’ecosistema sanitario irlandese connesso si sta rivelando sempre più produttivo, con agenzie statali, istituti di ricerca accademici e organismi sanitari che lavorano in stretta collaborazione con l’industria come mai prima d’ora.

L’European Connected Health Alliance con sede in Irlanda promuove e sostiene attivamente l’agenda di assistenza sanitaria connessa mediante la sua presenza in oltre 40 paesi. Gli eventi di ECH Alliance rappresentano la sede perfetta per investitori, partner e start-up per coinvolgere i maggiori esperti del governo, dell’istruzione, delle multinazionali e dei settori locali.

Enterprise Ireland, l’agenzia per il commercio e l’innovazione, fornisce supporti rilevanti per il settore, come ad esempio Health Innovation Hubs Ireland (HIHI). HIHI facilita e accelera la commercializzazione di soluzioni di assistenza sanitaria innovative. Le aziende hanno così l’opportunità di procedere con studi pilota e convalide cliniche mentre il servizio sanitario può aggiornarsi su prodotti, servizi e dispositivi innovativi. Secondo HIHI questa collaborazione con le aziende è un fattore chiave per lo sviluppo dell’assistenza sanitaria connessa. Il risultato è il miglioramento effettivo della cura, dei percorsi e della salute dei pazienti.

Questo ecosistema non potrebbe esistere senza le competenze necessarie per la crescita. L’Irish Medtech Association offre una Connected Health Skillnet che garantisce opportunità di apprendimento, sviluppo e collegamenti. Ecco perché la somministrazione di servizi sanitari connessi in Irlanda è in espansione.

Si tiene ogni due anni l’evento più importante del settore. Med in Ireland è l’occasione per conoscere da vicino l’ecosistema di successo irlandese e di toccare con mano le novità proposte anche dalle start-up della medicina tecnologica.

 

Nel 2017, oltre 270 buyer da 40 Paesi hanno dato origine a 1200 business meeting con le 70 aziende locali espositrici. Anche in Italia c’è un grande interesse per Med in Ireland, come testimonia la nutrita delegazione di rappresentati dell’industria italiana accompagnati dai market advisor della sede milanese di Enterprise Ireland.

Enterprise Ireland ha uffici in oltre 30 Paesi del mondo per promuovere sia l’export sia l’innovazione nazionali. Presso la sede di Milano, è a disposizione un team di advisor per favorire scambi commerciali, business development e l’innovazione tra le aziende irlandesi e italiane in diversi settori, compresi MedTech e Life Science.

Grandi protagonisti di Med in Ireland 2019 sono la robotica, l’intelligenza artificiale, i wearable, la stampa 3D. L’healthcare è ormai in piena rivoluzione. Come testimoniano i 4 speaker d’eccezione che delineano il quadro globale dei progressi e del futuro delle tecnologie mediche. Portano la loro esperienza:

Chris Coburn, Chief Innovation Officer di Partners Healthcare, la più grande impresa di ricerca accademica d’America, affiliata all’Harvard University, con 13 miliardi di dollari di fatturato all’anno, 225 spin-off di successo lanciate in dieci anni e un fondo VC di 200 milioni di dollari.

Ibtesam Al Bastaki, direttrice dell’Investment & Private Partnership Dubai Health Authority, responsabile dello sviluppo di progetti per la salute, sia privati che pubblici.

Paudie O’Connor, vice presidente Manufacturing di Boston Scientific, la multinazionale statunitense leader nello sviluppo e produzione di apparecchi biomedici per cardiologia, neuromodulazione, endoscopia, oncologia, urologia e ginecologia.

Tanja Valentin, direttrice External Affairs di MedTech Europe, l’Associazione che raggruppa imprese e istituzioni europee del settore dei dispositivi medici.

Durante la giornata, i meeting one-to-one danno ai buyer arrivati da tutto il mondo la possibilità di approfondire le opportunità di partnership e business development sia con aziende già note, sia con centri di ricerca e start-up.

Di grande interesse internazionale la MedTech Innovation Zone con un’anteprima delle novità più disruptive e non ancora in commercio, ma già pronte per il mercato. Il vivaio di imprese innovative è supportato da un sistema che in Irlanda permette alle nuove idee di progredire fino allo stadio della produzione e commercializzazione. Qui gli ingegneri lavorano con i medici e vedono le loro innovazioni portare reali benefici ai pazienti.

Tutti i progetti premiati all’Innovation Arena 2019 per l’agricoltura del futuro

Gli awards sono stati assegnati alle soluzioni più innovative tra i 50 progetti presentati nella principale Innovation Arena dell’Agritech europea, ospitata dal 17 al 19 Settembre nell’88° National Ploughing Championships, la più grande fiera agricola all’aperto del mondo

Enterprise Ireland, per il 6° anno ha presentato i migliori progetti per il futuro dell’agritech durante la National Ploughing Championships, la più grande fiera agricola all’aperto del mondo che si tiene in Irlanda ogni settembre.

Enterprise Ireland ha selezionato tra oltre un centinaio di proposte le 50 soluzioni pronte per andare in campo e in stalla. Il padiglione dell’Innovation Arena 2019 è una vetrina delle nuove tecnologie agro-ingegneristiche ideali anche in Italia per un’agricoltura 4.0.

I più innovativi progetti per l’Agritech sono stati premiati da Julie Sinnamon, ceo di Enterprise Ireland e da Anna May McHugh, direttore della National Ploughing Association alla presenza di buyer e giornalisti di 12 Paesi del mondo.

I vincitori sono sia start-up sia piccole e medie imprese irlandesi. Ecco i premiati per ogni categoria.

Overall Winner

Dairymaster Mission Control ha introdotto l’intelligenza artificiale nella gestione dell’allevamento da latte. Il sistema di riconoscimento e la tecnologia collegata ottimizzano i tempi di mungitura e permettono di conoscere nel dettaglio la storia di ogni mucca, prevedendo i tempi migliori di intervento per ognuna.

Agri-Technology

FarmEye è il sistema di analisi del terreno, monitorato con GPS per avere sempre la mappa aggiornata delle condizioni e necessità di fertilizzanti per ogni campo.

Research Emerging

Di grande utilità, considerando le nuove normative dell’Unione Europea, il test portatile sui parassiti sviluppato da Micron, la start-up del Knowledge Transfer and Incubation Centre del TU Dublin Hothouse. Il kit portatile garantisce la diagnosi immediata senza l’invio dei campioni al laboratorio con un consistente risparmio di costi e un miglioramento del benessere del bestiame.

Best New Comer

La start-up Herdeye ha partecipato per la prima volta all’Innovation Arena ed è stata premiata per il suo sistema di monitoraggio della salute del bestiame applicando il maching learning sia nei pascoli sia nelle stalle.

Agri-Environmental

Woodco è una impresa familiare, ben nota nel mondo delle energie rinnovabili tanto che  e collabora con la European Space Agency. I sistemi per la produzione di energia elettrica e di calore dai rifiuti sono esportati in tutto il mondo.

One-to-Watch

Beotanics che ha fatto scouting nell’immenso giacimento vegetale di ogni parte del mondo per ricavare principi nutrizionali fino ad ora sconosciuti e determinanti per la salute e l’alimentazione.

Agri-Engineering

Il premio come start-up è andato a The Cotter Crate, un sorta di contenitore che rende facile e non stressante la vaccinazione degli agnelli. Come azienda già affermata, Samco ha vinto per il dispositivo applicabile al cerchione della ruota anteriore e ne aumenta in modo idraulico la presa sul terreno.

Oltre ai vincitori che è possibile conoscere meglio grazie al team di Enterprise Ireland a  Milano, degni di nota ci sono l’app per il controllo della fertilità del bestiame, sensori per monitorare la crescita dell’erba e limitare l’uso di fertilizzanti. Tutto sotto controllo, anche nei pascoli lontani, grazie ai nuovi droni che raccolgono dati con la stessa accuratezza di un satellite. Un innovativo device determina in modo facile e veloce il valore proteico del foraggio e dei cereali. Per rispondere al bando dei detergenti tossici, è stato creato un detergente senza residui di cloro e di clorati. Il tema è molto sentito poiché il 10% del latte per bambini consumato nel mondo è irlandese. Igiene e risparmio energetico si fondono nel sistema igienizzante ad alte temperature che fa risparmiare il 75% della spesa per il riscaldamento. Dai laboratori farmaceutici arrivano le formulazioni di probiotici naturali da mettere nel terreno per migliorare la resa delle colture. La felicità degli animali è una priorità tanto che con software 3D è stato brevettato un trailer per spostare il bestiame senza provocare stress.

FOTOGRAFIA: DairyMaster riceve il premio Overall Winner da Julie Sinnamon, ceo di Enterprise Ireland, e Anna May McHugh, direttore della National Ploughing Association.

 

La task force per difendere i dati informatici di tutto il mondo ha il quartier generale in Irlanda. Contro hacker e malware, università, start-up e multinazionali si uniscono e fanno crescere il settore della cybersecurity.

“Trafugati i dati della Nasa”. “La città di Baltimora ricattata dai pirati informatici”. “Brogli elettorali pilotati dagli hacker”. Ogni settimana i media denunciano nuovi attacchi informatici. Il web è la nuova vera frontiera del crimine.

Per combattere efficacemente questo fenomeno, in Irlanda è nata una speciale task force che mette insieme università, centri di ricerca, start-up e multinazionali del software. L’Irlanda è tra le principali produttrici di software al mondo ed è diventata un’importante base per le aziende informatiche specializzate nella cybersecurity grazie alla presenza di personale altamente qualificato. Questo settore sta crescendo molto rapidamente attirando nell’isola investimenti e competenze internazionali che beneficiano di questo eccezionale ecosistema.

Un’opportunità anche per imprenditori italiani, che possono trovare in Irlanda le soluzioni nel campo della sicurezza adatte alle loro esigenze. Come? Contattando gli uffici milanesi di Enterprise Ireland, l’ente governativo per lo sviluppo del commercio e dell’innovazione. La sede milanese è la porta d’accesso privilegiata alle aziende irlandesi più innovative che si sono sviluppate grazie al network di Enterprise Ireland tra mondo della ricerca e mercato.

Cyber Ireland ha sede presso il Cork Institute of Technology. Fanno parte del cluster circa 80 istituzioni e imprese specializzate nella sicurezza informatica: da colossi come IBM e Mastercard alle piccole e medie imprese irlandesi che esportano le tecnologie più innovative di cybersecurity e impiegano 6 mila persone. Anche l’Università irlandese ha già istituito specifici corsi e master in cybersecurity per preparare gli esperti del futuro che avranno il lavoro garantito. Infatti, si stima che nel 2021 ci saranno nel mondo almeno 3 milioni e mezzo di posti vacanti.

Le previsioni per il settore sono di crescita esponenziale a livello globale. Del resto non ci sono confini per la criminalità informatica. Si stima,infatti, che in tutto il mondo la spesa per la sicurezza nel 2023 raggiungerà i 248 miliardi di dollari. Una spesa indispensabile, considerando che solo nel 2017 i danni dei crimini informatici ammontavano a 600 miliardi di dollari.

Intanto in Irlanda si sono insediate ben 5 delle prime 10 aziende al mondo specializzate in cybersecurity. Qui si trovano i security center di multinazionali come Zurich, HP, i dipartimenti dedicati allo sviluppo di software per la sicurezza di Microsoft e IBM, il R&D Centre di Mastercard per la sicurezza dei pagamenti, e il team anti-frodi di ebay e PayPal. E ci sono aziende italiane che hanno scelto di beneficiare dell’Irish Advantage offerto anche in questo settore da partner irlandesi qualificati e all’avanguardia.

Dal 17 al 19 Settembre, 50 espositori selezionati presentano i loro progetti high-tech all’interno della 88° National Ploughing Championships, la più grande fiera agricola all’aperto del mondo. Intelligenza artificiale, robotica, IoT sviluppate dalle Università e dalle imprese irlandesi rendono il settore sempre più competitivo e sostenibile.

Il futuro dell’agritech va in scena in Irlanda dal 17 al 19 Settembre 2019. Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per lo sviluppo del commercio e dell’innovazione, 3° Venture Capitalist d’Europa, ha selezionato 50 soluzioni innovative per l’agricoltura e l’allevamento. I progetti sviluppati da centri di ricerca pubblici e privati, pronti per entrare nel mercato, sono presentati nell’Innovation Arena, all’interno della 88° National Ploughing Championships, la più grande fiera agricola all’aperto del mondo.

L’evento si tiene a Ballintrane, Fenagh, nella Contea di Carlow circa 40 minuti da Dublino e attira 300 mila visitatori da tutto il mondo. La fiera è nata come una disputa tra due amici per affermare quale contea avesse i migliori lavoratori agricoli. Il campionato di aratura è ancora molto seguito nell’isola. Oggi la fiera abbina innovazione con tradizione, B2B con divertimento: dalla competizione nazionale di tosatura delle pecore ai pascoli interattivi gestiti con il GPS.

Grazie agli investimenti in R&D, il sistema imprenditoriale irlandese è il più innovativo tra i 28 membri dell’Unione Europea. Le soluzioni hi-tech sviluppate migliorano la qualità e la resa, rendendo così ogni impresa agricola in grado di affrontare le sfide del mercato globale.

Intelligenza artificiale, robotica, internet delle cose stanno trasformando l’agricoltura come si può vedere dall’esperienza delle aziende irlandesi che oggi esportano tecnologia in 140 Paesi del mondo. Dairymaster, AbbeyMachinery, Keenan, Tanco, MagGrow e altre innovative imprese stanno creando l’agricoltura di nuova generazione.

Un trend in espansione in un Paese che con 5 milioni di abitanti, produce cibo per 35 milioni di persone. L’economia agricola irlandese è tra le più sviluppate e apprezzate del mondo. L’Innovation Arena è visitata dai buyer provenienti da Europa, Nord America, Cina, Australia. I settori interessati dalle nuove tecnologie made in Ireland vanno dall’allevamento alla gestione delle acque e dei rifiuti, dall’orticoltura ai software di monitoraggio in cloud, dalla genetica al clean-tech, dai sistemi di sicurezza all’industria alimentare.

Tutti alla ricerca di partner per far crescere il proprio business. Presso la sede di Milano, è a disposizione un team di advisor per favorire partnership e business development tra aziende irlandesi e italiane anche del settore agricolo e alimentare. Le imprese italiane possono ricevere una determinante iniezione di innovazione e sfruttare così l’Irish Advantage, quel vantaggio unico che l’Irlanda offre.

Video of Innovation Arena at the National Ploughing

L’Irlanda è oggi il principale polo del traveltech. Le vacanze e i viaggi di milioni di persone, italiani compresi, sono gestite da innovative imprese irlandesi.

Un volo acquistato last minute online? La ricerca del miglior hotel al prezzo più conveniente? Sono tutte azioni ormai normali per milioni di persone in tutto il mondo, Italia compresa. Ma come è possibile tutto ciò? La tecnologia ICT applicata al settore del turismo è tra le più sofisticate quanto tra le più usate con facilità ogni giorno. Quella tecnologia che fa viaggiare il mondo nasce in Irlanda.

Da semplice tappa di rifornimento per i voli transoceanici, l’isola è diventata il principale centro di sviluppo del traveltech. Le radici passano attraverso personaggi come Lilian Bland, la prima donna a diventare ingegnere aeronautico e pilota.

Questa tradizione aeronautica ha contribuito a ispirare ulteriori successi: dalla creazione del primo shopping duty-free allo sviluppo del leasing di aeromobili. Oggi, oltre il 50% delle compagnie aeree commerciali affittate nel mondo sono gestite dall’Irlanda. Inoltre sono irlandesi alcuni dei protagonisti del trasporto aereo come, Michael O’Leary di Ryanair, Alan Joyce di Qantas e Willie Walsh di IAG, l’International Airlines Group.

La forte spinta in R&D sostenuta da Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per lo sviluppo e l’innovazione, ha dato vita a nuove imprese diventate in pochi anni leader mondiali. Proprio il travel tech è il settore più frizzante del dinamico ecosistema di start-up.

L’Irlanda è la nazione europea Numero 1 nell’Innovazione. Qualche esempio? Hostelworld, la piattaforma di prenotazione online focalizzata sugli ostelli. Oppure CarTrawler la piattaforma di viaggio B2B che fornisce soluzioni di trasporto a quasi un miliardo di passeggeri ogni anno.

Non è casuale che sia irlandese l’anima del Travel Massive, il principale network di operatori e innovatori dell’industria turistica mondiale. L’Irlanda è da 40 anni il secondo principale esportatore di software del mondo. Uno dei suoi punti di forza è lo sviluppo dell’intelligenza artificiale che sta giocando un ruolo determinante nell’industria dei viaggi. Un settore importantissimo per l’Italia.

Il Bel Paese continua ad essere tra le mete più desiderate dai turisti di tutto il mondo. Il loro numero è in crescita con circa 63 milioni di arrivi nel 2018. Anche agli italiani piace andare in vacanza, tanto che nel 2018 hanno effettuato 79 milioni di viaggi con pernottamento.

Gli operatori italiani del settore possono migliorare il loro business proprio grazie ai nuovi strumenti high tech sviluppati da imprese irlandesi. Per conoscere le opportunità più adatte basta rivolgersi all’ufficio di Milano di Enterprise Ireland. Il viaggio nel futuro dell’industria delle vacanze comincia così.

Secondo il rapporto OSCE-FAO 2019-2028, nei prossimi 10 anni, la crescita del 15% della domanda globale di prodotti agricoli sarà supportata da un aumento della produttività a parità di risorse e con costi minori. Proprio come avviene in Irlanda.

È stato appena presentato a Roma, l’ultimo rapporto redatto dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico e all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.

L’OcseFao 2019-2028 esamina le prospettive per i prossimi 10 anni dei mercati delle materie prime agricole e ittiche a livello nazionale e globale. Il dato che più sorprende è che l’aumento previsto del 15% della domanda globale di prodotti agricoli sarà soddisfatto grazie all’innovazione introdotta in agricoltura. I maggiori rendimenti produttivi saranno dovuti alle nuove tecnologie, poiché l’uso di terreni agricoli rimarrà costante.

L’Europa e in particolare l’Irlanda aumenteranno le esportazioni. Uno scenario confermato dai risultati raggiunti negli ultimi anni della Repubblica d’Irlanda. Le tecnologie innovative introdotte nell’isola, infatti, hanno fatto crescere l’export agricolo del 45% negli ultimi 5 anni.

L’Irlanda con 5 milioni di abitanti, produce cibo per 35 milioni di persone. Una nazione grande come la Lombardia è il principale esportatore di carne d’Europa ed uno dei primi al mondo.

Intelligenza artificiale, robot e droni non sono fantascienza, ma realtà nelle campagne irlandesi dove lavorano circa 250 mila persone. Sistemi telematici di monitoraggio e alimentazione, macchinari per la raccolta e imballo del foraggio, carri miscelatori: sono brevettati qui ed esportati nel mondo.

Il risultato è un livello altissimo di sostenibilità, di benessere per gli animali e di prodotti di alta qualità, completamente tracciabili “dalla fattoria alla forchetta”. Un successo che è il frutto di costanti investimenti in R&D sia in istituti scientifici sia direttamente presso le aziende manifatturiere. L’obiettivo è diventare “l’isola dell’agritech”. Un progetto supportato anche da un investimento di € 20 milioni da parte di Ireland Strategic Investment Fund (ISIF) e dal Finistere Ventures in start-up e aziende innovative.

Ma l’obiettivo non è solo aumentare le esportazioni, ma anche rispondere alla necessità di ridurre pesticidi, antibiotici e le emissioni di gas ad effetto serra. Enterprise Ireland, l’ente governativo per l’export e l’innovazione, favorisce la diffusione delle nuove tecnologie agro-ingegneristiche anche in Italia per un’agricoltura 4.0.

Secondo il rapporto dell’associazione MedTech Europe, nel 2017 il surplus irlandese di esportazioni è stato di € 8,8 miliardi, il più alto d’Europa subito dopo quello tedesco pari a € 9,1 miliardi.
L’Irlanda del medtech supera di gran lunga la Svizzera.
E lItalia? Resta in fondo alla classifica.

La Germania con 83 milioni di abitanti, nel 2017, totalizza € 9,1 miliardi sulla bilancia commerciale del medtech. L’Irlanda, con meno di 5 milioni di abitanti, la tallona con € 8,8 miliardi. Segue a distanza, la Svizzera, al 3° posto con una bilancia positiva di € 5,7 miliardi. L’Italia è fanalino di coda con un saldo negativo di € 1,7 miliardi.

La classifica è stata stilata dall’associazione MedTech Europe che rappresenta le industrie europee del settore dei medical device. Il report annuale offre agli stakeholder internazionali la fotografia economica del settore dei medical device e dei test in vitro. Negli ospedali e a casa, ogni giorno la salute delle persone viene migliorata e tutelata grazie a 500 mila dispositivi medici diversi.

L’Irlanda esporta in oltre 100 Paesi nel mondo ed è leader in molti prodotti. Basta pensare che l’80% degli stent cardiovascolari impiantati nel mondo è prodotto in Irlanda. Mentre un malato di diabete su 4 utilizza dispositivi made in Ireland. Enterprise Ireland ha delegazioni in oltre 30 Paesi del mondo per promuovere sia l’export sia l’innovazione nazionali. Enterprise Ireland, infatti, investe direttamente nelle imprese più innovative, tanto da essere oggi il 3° maggior Venture Capitalist d’Europa. La sede di Milano è a disposizione dei business development italiani.

Il report sottolinea che il settore è fortemente innovativo, il primo per numero di brevetti concessi all’anno dall’European Patent Office: oltre 13 mila di cui il 40% depositati da Paesi europei e il 37% dagli Stati Uniti. Proprio l’innovazione è il motore del successo irlandese. Considerata uno dei primi 5 hub del medtech del mondo, l’Irlanda è il Paese più innovativo dell’Unione Europea. Il 60% delle aziende medtech hanno R&D al loro interno con una spesa annua di oltre € 205 milioni.

In tutta Europa, il settore impiega direttamente 675.000 addetti, quasi un terzo solo in Germania. Ma è l’Irlanda il Paese con la più alta occupazione nel medtech in rapporto alla popolazione. Con 38.000 impiegati, secondo il report di MedTech Europe, nel 2017 l’Irlanda ha registrato € 10,8 miliardi di export, mentre l’Italia con 76.000 addetti ha esportato per € 3,7 miliardi.

Nel vecchio continente si contano 27 mila aziende, di cui il 95% ha meno di 250 addetti. L’Irlanda vanta un ecosistema che include multinazionali, piccole e medie aziende. Ben 18 dei 25 leader mondiali sono insediate in Irlanda, comprese Boston Scientific, Abbott e Johnson & Johnson. Una nuova generazione di aziende irlandesi, giovane e dinamica, sperimenta innovative tecnologie medicali in grado di soddisfare le esigenze dei leader di mercato e dei partner a livello globale.

Gli investimenti in entrata per la costruzione di data center in Irlanda sono triplicati negli ultimi quattro anni, portando la spesa annuale media a 1,3 miliardi di euro.

Gli investimenti in ingresso derivanti dalla costruzione di data center in Irlanda supereranno i 10 miliardi di euro entro il 2022, secondo le stime dell’ultimo rapporto di Host In Ireland in associazione con Bitpower.

Questo livello elevato di attività ha consentito alle aziende irlandesi di essere riconosciute a livello internazionale per l’eccellenza in merito alla costruzione di data center negli ultimi anni.

Leader mondiali della tecnologia in Irlanda

La competenze presenti in Irlanda nella fornitura di infrastrutture per i data center hanno attratto aziende tecnologiche leader a livello mondiale, tra cui Google, Facebook, Microsoft e Amazon Web Services (AWS).

L’Irlanda grazie alla connettività e l’eccellenza nel settore delle costruzioni e dell’edilizia è diventata un luogo capace di attrarre i grandi data center.

Sono presenti 53 data center attivi in Irlanda, con 29, al momento, in fase di sviluppo. Dublino, il principale mercato europeo di data center , è la sede di quattro dei cinque principali data center “hyperscale” attivi sul mercato europeo. L’anno scorso, 16 nuovi data hall sono stati attivati.

L’annuncio più significativo di questo trimestre è stato l’investimento di Amazon di circa 200 milioni di euro per la costruzione di una centrale eolica nei pressi della contea irlandese di Donegal.

La valutazione dei costi fatta dai consulenti nell’edilizia Mitchell McDermott segnala che oltre la metà della spesa per la costruzione di data center nel corso dell’anno riguardava le apparecchiature utilizzate per fornire energia e raffreddamento, con il 20% dedicato alla creazione di edifici dedicati e servizi di architettura.

Host in Ireland ritiene che l’aumento dei livelli di investimento in Irlanda continuerà a causa della domanda di servizi ICT a livello globale e, in particolare, del volume di dati generati e consumati.

Punti di forza del settore della costruzione di data center in Irlanda

Adesso le aziende irlandesi sono all’avanguardia nel campo nella costruzione di data center nazionali e internazionali. La scala delle costruzioni high-tech varia da progetti da molti milioni di euro a quelli valutati diversi miliardi.

Anche le imprese edili in Irlanda sono state molto coinvolte nella costruzione di nuovi stabilimenti e nell’aumento di preesistenti strutture nel settore farmaceutico.

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