L’azienda irlandese Combilift ha fatto leva sulle sue competenze di design & engineering che l’hanno resa leader mondiale nei carrelli elevatori, per rispondere alla crescente domanda di ventilatori indispensabili ai pazienti di Covid-19.

La società, fondata nel 1998, ha rivoluzionato il modo di movimentare e immagazzinare le merci, in particolare in presenza di carichi lunghi e ingombranti o negli spazi angusti.

La stessa intraprendenza e creatività ha portato il suo CEO e co-fondatore Martin McVicar a inventare una soluzione per rispondere alla crisi sanitaria causata dal coronavirus.

“Ero stato negli Stati Uniti all’inizio dello scoppio della pandemia. Non avevo quindi altra scelta una volta rientrato che mettermi in quarantena volontaria per 14 giorni”, spiega Martin McVicar. In quei giorni i media diffondevano la drammatica situazione in cui lavoravano i medici, senza ventilatori per tutti i malati e quindi costretti a dover scegliere quali pazienti di Covid-19 salvare.

“In quel momento presi la decisione di fare qualcosa di utile”, ricorda McVicar.

Terminata senza conseguenze la quarantena, McVicar chiamò l’ospedale locale di Cavan per mettere a disposizione tutto il know-how di Combilift per sviluppare una soluzione tecnologia.

Il 25 Marzo organizzò un incontro con tre colleghi e gli esperti di medical device dell’Health Services Executive, il Servizio Sanitario irlandese.

Il team di Combilift poté studiare nei particolari un ventilatore e ricevette tutte le spiegazioni sulla sua applicazione che lo rende la più efficace apparecchio salva-vita contro il Covid-19.

L’Irlanda è leader mondiale nella produzione di medical device. In particolare, nell’isola vengono prodotti circa la metà dei ventilatori presenti negli ospedali di tutto il mondo. La crescita vertiginosa della domanda globale di ventilatori aveva messo in crisi le tradizionali supply chain.

“Ebbi l’intuizione di concentrarmi sul fatto che se un ventilatore produce abbastanza ossigeno per più di un paziente, non c’era nessun bisogno di progettarne uno nuovo. Piuttosto potevamo creare un attacco che dividesse il flusso in due bocchette monitorandole separatamente”, spiega McVicar.

Nelle situazioni più disperate, c’erano stati tentativi di far condividere lo stesso ventilatore a due pazienti, ma i risultati non erano soddisfacenti e tra l’altro non si poteva monitorare separatamente ciascun paziente.

In cinque settimane, gli ingegneri di Combilift hanno sviluppato Combi-Ventilate, un device che trasforma un ventilatore singolo in una stazione multipla. L’apparecchio si è subito rivelato molto più soddisfacente per medici e pazienti dei precedenti tentativi di sdoppiamento.

I test di laboratorio sono stati condotti dal team del Professor Gerard Curley, primario di anestesia e terapia intensiva al Royal College of Surgeons e consulente al Beaumont Hospital di Dublino. Il trial è stato condotto in collaborazione con il Servizio Sanitario irlandese, guidato dal dottor Michael Power, capo del programma nazionale dedicato alla terapia intensiva.

Il Combi-Ventilate sarà di incalcolabile importanza per quei sistemi sanitari a corto di risorse. “Può infatti scongiurare l’orribile dilemma dell’ultimo ventilatore, la situazione in cui un malato potrebbe non essere attaccato allo strumento di vitale importanza perché ne resta solo uno”, dice Power.

Il sistema del Combi-Ventilate utilizza tubi e accessori standard di facile assemblaggio. I filtri individuali per ogni paziente prevengono le contaminazioni. Tra gli altri componenti ci sono valvole di non ritorno, filtri HEPA, sensori di flusso e una valvola di controllo automatica del flusso.

Per ogni paziente c’è uno schermo digitale dove il personale sanitario può monitorare i valori vitali che comprendono i dati del ricoverato, la sua anamnesi e l’andamento. Qualunque anomalia riscontrata dal sistema aziona l’allarme per il relativo paziente.Il Combi-Ventilate inoltre è dotato di valvole automatiche per la regolamentazione elettronica del flusso che evitano al personale interventi manuali.

“Il Combi-Ventilate è sicuro e affidabile. Si tratta di una soluzione ingegneristica che f arrivare a ciascun paziente il volume corretto di aria”, aggiunge Power.

Combilift impiega 700 persone a Monaghan ed esporta in 85 Paesi. L’azienda è specializzata in attrezzature per la movimentazione delle merci, dai carrelli elevatori alle foche multidirezionali, ed ha applicato il suo metodo ben rodato di problemi solving anche contro la pandemia.

“Produrre medical device non è il nostro core business. Quando progettiamo un macchinario, ascoltiamo con attenzione i bisogni dei nostri clienti per migliorare e perfezionare il prodotto. Lo stesso approccio, che ci ha fatto crescere fino a oggi, lo abbiamo adottato nella collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale” – dice McVicar. –

I ventilatori polmonari sono apparecchiature molto complesse e difficili da produrre. Ciò che invece abbiamo deciso di fare noi è stato offrire una soluzione che si adattasse ai ventilatori già esistenti e apprezzati da anni, un sistema di sdoppiaggio sicuro e affidabile”.

Il Combi-Ventilate è un progetto no-profit e sarà di particolare beneficio negli ospedali dei Paesi in via di sviluppo. “Il nostro sistema è stato progettato per essere inserito su qualche marca di ventilatore. Il suo costo è una frazione di quello di un ventilatore standard e può essere installato facilmente in qualunque reparto di terapia intensiva. In nostro è un progetto pro-bono. Ma chissà che in futuro Combilift non deciderà di entrare nel settore dei medical device”, dice McVicar.

Il sistema salva-vita è solo l’ultima di una serie di innovazioni legate al coronavirus che sono state sviluppate in Irlanda nelle ultime settimane. Come sottolinea Julie Sinnamon, CEO di Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per il trade e l’innovazione: “Sono molte le aziende irlandesi che hanno prontamente reagito alla pandemia sviluppando innovativi e originali soluzioni. Ed è emozionante vedere come Combilift, famoso per i carrelli elevatori, abbia messo a disposizione il suo know-how per costruire Combi-Ventilate, un sistema ingegnoso che aiuterà a sopperire alla drammatica domanda globale di ventilatori”.

Con la tecnologia di Corlytics la valanga di nuove norme finanziarie adottate in tutto il mondo per far fronte alla crisi da Covid-19 non fa paura. La società irlandese di FinTech, specializzata nella previsione e valutazione dei rischi dovuti al regolatorio, ha lanciato una nuova soluzione di intelligenza artificiale per aiutare le istituzioni finanziarie a districarsi nel dedalo di norme e leggi adottate rapidamente per far fronte alla pandemia.

Corlytics è un’impresa early stage supportata da Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per il trade e l’innovazione, 1° VC d’Europa e 2° al mondo. Corlytics fondata a Dublino nel 2014 ha raccolto fino ad oggi oltre 10 milioni di euro d’investimenti ed opera con 35 addetti in Gran Bretagna, Stati Uniti, Cina e Italia. In pochi anni, grazie al mix di avvocati e matematici, è diventata leader mondiale del settore RegTech. Il RegTech fonde il concetto di “Regulatory” con quello di “Technology”. Il comparto dei servizi finanziari, negli ultimi dieci anni, sta introducendo l’uso delle nuove tecnologie per gestire al meglio l’enorme flusso di istanze normative e di regolamentazione.

Cos’è il nuovo Covid-19 Regulation Tracker

Il ruolo delle istituzioni finanziarie nel mantenere la stabilità e dare sicurezza in questi frangenti è determinante. Ma non è facile operare adattandosi ai rapidi e imprevedibili cambiamenti normativi dettati dalla crisi mondiale. Il nuovo Covid-19 Regulation Tracker permette di tracciare in modo facile e veloce i cambiamenti normativi in tutto il mondo dovuti alla pandemia e i relativi rischi.

Come tutti i software sviluppati da Corlytics, il Covid-19 Regulation Tracker analizza il flusso di informazioni provenienti da enti regolatori, governi e dalle altre fonti ufficiali in tutto il mondo. Utilizzando avanzate tecniche di analisi e di intelligenza artificiale è in grado di individuare i trend non appena emergono. L’analisi è disponibile per fonte, tema e giurisdizione in modo da rendere facile la consultazione e mantenere così sempre aggiornati gli uffici legali, di audit e di compliance e risk management.

Corlytics e il Covid-19

Corlytics fornisce analisi e informazioni pertinenti per valutare l’entità del rischio dovuto al regolatorio facilitando il lavoro sia di chi emette le norme, sia di chi le dovrà rispettare. La società irlandese, forte della sua posizione nella gestione centralizzata e analitica, ha previsto la tempesta normativa internazionale causata da Covid-19. Ed ha subito reagito.

“Abbiamo assistito a un diluvio di norme dai regolatori di tutto il mondo – spiega Mike O’Keeffe, responsabile vendite di Corlytics per l’area EMEA. – Da Cina, Singapore, Hong Kong alla Banca Centrale Europea e ai regolatori americani. Ciò che abbiamo fatto è stato rendere facilmente e rapidamente comprensibile e valutabile questa mole di informazioni per i nostri clienti”.

Attualmente gli argomenti più richiesti riguardano la richiesta di capitali, la business continuity, la regolamentazione del lavoro da remoto, i tassi di benchmark e il quantitative easing oltre a tutto quanto riguarda il settore assicurazioni.

La nuova soluzione ha portato in pochi giorni a un picco di utilizzatori. Con tutte le banche in smart working, la piattaforma in cloud è infatti disponibile a tutti in qualunque luogo.

Enterprise Ireland protagonista nel FinTech

“Enterprise Ireland ha supportato fin dall’inizio Corlytics con investimenti e favorendo l’espansione nei mercati esteri attraverso i nostri uffici internazionali – dice Billy Hanley, Senior Development Adviser in Enterprise Ireland per il settore FinTech. Recentemente Corlytics ha ricevuto un grant di 2 milioni di euro dal Disruptive Industries Technology Fund, il fondo amministrato da Enterprise Ireland.

Per l’Irlanda il FinTech è strategico in ogni aspetto: dall’open banking al blockchain al RegTech. E ben sei tra le 100 migliori società al mondo di RegTech è irlandese. Una di queste è Corlytics. Molti dei sistemi di Intelligenza Artificiale e di machine learning che stanno rivoluzionando il sistema finanziario mondiale nascono a Dublino e dintorni, grazie alla collaborazione con Università, centri di ricerca, Acceleratori e alle decine di piccole imprese irlandesi. Dal 2014, Enterprise Ireland ha investito in oltre 80 start-up del FinTech. Attualmente in portfolio ha oltre 200 imprese FinTech che generano un fatturato annuo di oltre 1 miliardo di euro, garantendo un ritorno sull’investimento superiore alla media degli altri settori.

Corlytics e l’Italia

Corlytics vanta collaborazioni con istituti finanziari in tutto il mondo e con regolatori come FCA , la Financial Conduct Authority che disciplina il settore finanziario nel Regno Unito. Da ben tre anni, la giovane impresa irlandese si piazza tra le 100 migliori società al mondo nella lista REGTECH100 e nel 2019 si è classificata al 1° posto tra le start-up di Intelligenza Artificiale nella RegTech Challenge organizzata da Deloitte, la più importante società di consulenza tra le cosiddette Big Four. Corlytics ha aperto una sede a Milano e avviato una collaborazione con Deloitte EMEA Risk Advisory e i suoi partner per fornire soluzioni regtech, compresi i servizi legati all’emergenza da Covid-19.

“Abbiamo investito nell’analisi del sistema regolatorio globale, con un interesse particolare per un certo numero di Paesi europei, tra cui l’Italia – dice John Byrne CEO di Corlytics. – Abbiamo puntato a supportare i regolatori e i clienti italiani perché è un mercato che offre grandi opportunità a lungo termine”.

Grazie alle imprese supportate da Enterprise Ireland, l’Irlanda è tra i Paesi che stanno offrendo il maggior numero di soluzioni innovative per ridurre l’impatto del Covid-19. L’Irlanda è al 6° posto della classifica mondiale tra le nazioni che hanno risposto più attivamente in termini di innovazione alla pandemia.

La tecnologia, dal software di tracciamento ai medical device ai test diagnostici, ha portato l’Irlanda nella top10 insieme a grandi innovatori come Stati Uniti, Svizzera, Israele, Canada. Al 7° posto si piazza l’Italia, rivelandosi molto più reattiva e innovativa nell’emergenza rispetto al ranking del 2019.

La ricerca è stata realizzata da StartupBlink, la società svizzero-israeliana di analisi dell’ecosistema globale di start-up, in collaborazione con il programma delle Nazioni Unite l’Health Innovation Index e Crunchbase, la piattaforma americana d’informazione economica.

Il successo dell’Irlanda riflette la prontezza di reazione delle imprese: dall’11 marzo, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia, oltre un centinaio di aziende supportate da Enterprise Ireland hanno risposto con soluzioni innovative. Secondo gli autori del rapporto, l’Irlanda è uno dei Paesi tra i migliori 20 al mondo che “si è distinto per i risultati innovativi contro il Covid-19”.

La classifica prende in considerazione il numero di innovazioni legate alla pandemia in ogni Paese, dando una valutazione extra a quei progetti particolarmente efficaci nella lotta al coronavirus.

“Le imprese irlandesi continuano a rispondere alla sfida del Covid-19 con energia e creatività – dice Tom Kelly divisional manager per l’innovazione e la competitività. – Vediamo molte aziende che si stanno adattando rapidamente ai nuovi bisogni offrendo soluzioni innovative e originali”.

Creatività e Innovazione in ogni settore

Le rapide risposte irlandesi alla pandemia sono infatti sorprendenti sia per la portata sia per l’ambito. Per esempio, l’azienda di nutraceutica veterinaria Mervue Labs ha unito le forze con le più famose distillerie irlandesi per passare alla produzione di disinfettanti per le mani. Iniziative simili sono state intraprese da altre aziende farmaceutiche come Univet, Chanelle e Ovelle.

Il produttore di mascherine professionali Irema, fornitore tra gli altri della multinazionale americana 3M, ha aumentato il personale e introdotto una nuova linea produttiva per soddisfare la domanda dei modelli riutilizzabili.

Non si è fatto attendere nemmeno il settore manifatturiero. Imprese consolidate come Automatic Plastic e Key Plastics, entrambe fornitrici di aziende farmaceutiche, alimentari, delle telecomunicazioni e aerospaziali, hanno rapidamente convertito le linee per produrre schermi di protezione per il personale sanitario.

Le start-up

Anche le start-up hanno prontamente risposto, come la giovane CALT Dynamics, supportata da Stanley Black & Decker, che ha messo a disposizione la sua tecnologia di stampa 3D per produrre visiere protettive.

Il mondo digital ha raccolto concretamente alla sfida. Wellola la società di software gestionali in ambito clinico, ha lanciato la piattaforma di comunicazione tra medici e pazienti. Resa disponibile a tutti i cittadini gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale irlandese, l’app consente ai medici di trattare da remoto gli assistiti e fornire ricette riducendo così i contatti e il rischio di contagio.

Per i centri che effettuano i test sul coronavirus Swiftqueue ha sviluppato il software per ottimizzare la lista di attesa.

Digital Technology

La leadership mondiale nella produzione di medical device sta dando un apporto decisivo. PMD Solutions , pioniere di apparecchiature per il monitoraggio dei pazienti, sta testando un nuovo sistema di monitoraggio respiratorio in uno dei principali ospedali di Dublino.

Jinga Life ha creato una piattaforma che permette a tutti di archiviare e condividere in cloud la propria cartella clinica. Il passaggio digitale dei risultati di una tomografia computerizzata, una radiografia o di una risonanza magnetica evita tra l’altro il contatto con i CD.

Per i malati cronici ci sono le soluzioni digital messe a punto da PatientMpower. Il suo monitor da remoto permette ai medici di osservare costantemente i pazienti più vulnerabili evitando le visite in ospedale che è un potenziale veicolo di contagio.

Uno dei leader mondiali delle applicazioni digital per la salute mentale, SilverCloud Health , ha reso open e gratuita la piattaforma per aiutare milioni di persone a gestire l’emergenza da Covid-19. L’azienda irlandese ha uffici a Boston, Dublino e Londra e clienti che vanno dal Servizio sanitario nazionale sia inglese sia irlandese alla catena canadese di farmacie Shoppers Drug Mart. I suoi programmi per migliorare il sonno, la resilienza e ridurre lo stress sono ora a disposizione di 150 milioni di persone.

IoT e Intelligenza Artificiale

Tracciamento e localizzazione sono armi efficaci contro la diffusione del coronavirus. NearForm sta sviluppando con il Servizio sanitario nazionale irlandese un’app di tracciamento della malattia. L’utilizzo dell’app facilita la rapida notifica delle persone che sono state in contatto con soggetti risultati positivi al test del coronavirus.

La start-up d’intelligenza artificiale Oblivious AI ha sviluppato una soluzione che traccia e fornisce accurate informazioni sui contatti rispettando la privacy. Attualmente viene sperimentata in India.

La specialista dell’Internet of Things Taoglas sta fornendo alle organizzazioni pubbliche e private uno strumento in Blue-tooth per gestire e mantenere le distanze sociali di sicurezza, sia all’interno che all’esterno degli edifici.

L’app di realtà aumentata SureWash è già utilizzata dal personale sanitario in molti Paesi per praticare correttamente il lavaggio delle mani. Con la pandemia, è stata resa disponibile a tutti affinché questa fondamentale misura di igiene venga eseguita senza errori.

Med-Tech e Lifescience

Nei suoi laboratori di diagnostica molecolare a Dublino, HiberGene Diagnostics sta sviluppando un nuovo e rapido test per individuare il coronavirus dal tampone. L’esame non necessita dell’invio a un laboratorio, ma viene eseguito ovunque si trovi il paziente. Il risultato è disponibile in tempi molti più brevi di qualunque altro test di diagnostica molecolare esistente.

L’azienda biotech Aalto Bio Reagents ha lanciato una nuova proteina in grado di combattere il Covid-19 su tre fronti: diagnosi, vaccini e ricerca.

Nel med-tech, si distingue Aerogen pioniera di un sistema di aerosol-terapia efficace nei malati con problemi respiratori. Rispetto ai nebulizzatori tradizionali, i device di Aerogen hanno un design a circuito continuo. La ventilazione non viene interrotta per somministrare i farmaci garantendo così un minore rischio di trasmissione del coronavirus dai pazienti agli operatori sanitari.

Infine, per catturare nell’aria il coronavirus l’irlandese Novaerus ha brevettato un’apparecchio portatile di purificazione degli ambienti. L’apparecchio aspira l’aria dalla stanza e la fa passare attraverso le spirali al plasma che distruggono i virus presenti nella stanza riducendo i rischi di contagio.

Per entrare in contatto con le più innovative e originali imprese irlandesi e sviluppare partnership basta contattare la sede milanese di Enterprise Ireland .

La pandemia da coronavirus ha comportato il rapido e globale passaggio, quando possibile, al lavoro da remoto. Lo spostamento dall’ufficio alle mura domestiche ha creato una serie di interrogativi e sfide, molte delle quali riguardano la sicurezza sia degli addetti sia dei sistemi ICT. Secondo la società di consulenza EY, il 77% delle organizzazioni sente fortemente l’esigenza di avere sistemi di protezione affidabili.

“La sicurezza informatica è così diventata un’esigenza imprescindibile per le aziende – dice Sarah McNabb, market advisor per le tecnologie digitali di Enterprise Ireland UK. –

Da misura di contenimento è ora una necessità primaria dal momento che le aziende hanno bisogno di proteggere sia i device utilizzati sia le reti wifi domestiche. I pericoli sono reali anche se gli impiegati sono attenti e consapevoli di phishing e attacchi informatici”.

Covid-19: i software gratuiti

L’Irlanda da anni è leader mondiale nella lotta ai pirati informatici con la produzione di software e soluzioni di cybersecurity esportate in ogni continente. In questi tempi di grande incertezza le aziende irlandesi offrono soluzioni innovative per la gestione in sicurezza del lavoro in remoto. Molti software vengono messi a disposizione dalle aziende irlandesi in open-source o freeware, come il Secure Remote Working Hub di CWSI, il Phishing Test & Training di Cyber Risk Aware, il Privacy Engine Tool di Sytorus.

“Anche in Italia, lemergenza Coronavirus ha portato un forte cambiamento nelle abitudini lavorative, spingendo in modo repentino e poco programmato le aziende a ricorrere allo smart working – dice Sara Bonomi, market advisor per il settore digital presso la sede milanese di Enterprise Ireland, l’ente irlandese per l’export e l’innovazione. – Fino al febbraio scorso, il lavoro agile coinvolgeva meno del 5% dei lavoratori italiani. Si prevede che studio e lavoro a distanza cresceranno esponenzialmente. Insieme dovrebbero crescere gli investimenti in cybersecurity, inclusa la formazione dei dipendenti per un valore stimato di 1.5 miliardi di euro. Secondo i dati di Anitec-Assinform di Novembre 2019, soltanto il 3% delle aziende italiane sono in grado di bloccare un attacco informatico”.

Partnership Irlanda – Italia in crescita

Le soluzioni cybersecurity irlandesi sono sempre più apprezzate anche in Italia. Fabrizio Bressani, managing director di Dotforce, distributore italiano di tecnologie innovative di cybersecurity, ne conosce bene l’eccellenza e la necessità nel presente e sempre di più in futuro: “Nel nostro Paese, il lavoro e lo studio da remoto si diffonderanno sempre di più, anche a pandemia terminata. Questo necessita di un nuovo approccio alla sicurezza informatica. Le soluzioni offerte dall’azienda irlandese TitanHQ garantiscono la stessa sicurezze sia in ufficio sia a casa per attività come navigare nel web, usare applicazioni in cloud o inviare e ricevere email. Soluzioni come quelle sviluppate dall’irlandese Edgescan assicurano che il business online e le applicazioni relative, nuove o esistenti, non saranno vulnerabili agli attacchi criminali. La collaborazione con TitanHQ è iniziata nel 2006 e da allora abbiamo sempre potuto contare su prodotti innovativi, con ottimo rapporto qualità-prezzo e ROI per i nostri clienti. In questi giorni rileviamo un aumento della domanda per questo tipo di soluzioni da parte delle aziende per garantire un ambiente protetto per i dipendenti a casa come in ufficio”.

Come difendersi in 5 mosse

Arrivato all’improvviso, lo smart-working ha creato nelle aziende italiane dubbi legati alla sicurezza. In un momento in cui i media danno grande attenzione alla pandemia da coronavirus, gli hacker si servono proprio delle notizie per i loro attacchi informatici. Le minacce sono quotidiane e le sentinelle devono essere sempre all’erta. Ecco un decalogo per proteggere il lavoro da remoto stilato da un task force di agenti speciali per la sicurezza provenienti dalle più importanti società irlandesi leader mondiali della sicurezza informatica.

Edgescan: Monitoraggio continuo

Il lavoro a distanza dovrebbe poggiare su un VPN o simile per garantire sicurezza e comunicazioni criptate – dice Eoin Keary, CEO e fondatore di Edgescan, pluripremiata software -house per la gestione delle vulnerabilità e uno dei principali esportatori irlandesi di cybersecurity. – L’accesso al network dell’ufficio dovrebbe avvenire almeno su base di privilegi e se la società ha un Network Authentication Server (NAS) deve essere configurato in modo appropriato. Le stesse procedure di patching e anti-virus vanno messe a disposizione dei computer usati a casa per prevenire la diffusione di virus sui computer dell’ufficio una volta ripresa l’attività in sede”. Edgescan supporta le aziende in tutto il mondo contro i rischi informatici in ogni situazione, anche quando gli uffici sono chiusi e gli impiegati lavorano da casa.

CWSI: Mobilità protetta

“Le regole che governano la sicurezza dei dati non decadono solo perché le persone cambiano sede o modo di lavorare – dice Philip Harrison, CTO e co-founder di CWSI, l’azienda con sede a Dublino e Londra, specializzata nella protezione delle reti mobili e in soluzioni di smart working sicure. – I criminali informatici di certo non si fermano per darci il tempo di attrezzarci. Per questo molte attività sono in questo periodo più vulnerabili che mai. Un principio fondamentale di ogni procedura di sicurezza informatica prevede che il livello di guardia non si abbassi mai, sia in condizionati normali sia eccezionali”. L’autenticazione a due fattori è un metodo decisivo per proteggere i dati aziendali. Le imprese devono anche garantire la sicurezza dei loro dispositivi mobili con un’opportuna soluzione di difesa. Gli impiegati vanno incoraggiati a denunciare al responsabile IT ogni minaccia alla sicurezza dei dati e prendere le misure per tenere al sicuro le informazioni a casa propria. Spesso bastano piccole mosse di routine, come bloccare lo schermo quando ci si allontana dalla scrivania.

Cyber Risk Aware: formazione in cybersecurity in tempo reale

Oltre il 90% delle violazioni informatiche sono causate da errori e leggerezze degli utenti. Cyber Risk Aware è l’unica azienda al mondo che offre una piattaforma in real time per il training e la formazione in cybersecurity. Si tratta di un supporto molto utile alle imprese per ridurre il rischio umano informatico, simulando attacchi di phishing, esemplificando percorsi per intravedere i rischi reali e fornendo contenuti che accrescono la consapevolezza. “Usare VPN e applicazioni patched aggiornate per i device è determinante per la sicurezza del lavoro a distanza, – concorda Stephen Burke, fondatore e CEO di Cyber Risk Aware, ed ex capo della sicurezza informatica in una grande azienda. – I device devono essere forniti dal datore di lavoro con password protette e file criptati. So bene cosa significa essere impegnato dall’interno nella difesa di un network. I device e gli account personali possono davvero rendere i dati aziendali vulnerabili agli attacchi informatici. Le linee di comunicazione sono un altro punto critico”. Burke consiglia di evitare canali come i social media e WhatsApp quando si lavora con dati sensibili. Allo stesso modo va evitato il download e l’uso di software non autorizzati.

Sytorus: Privacy management

“Le imprese e le organizzazioni in tutto il mondo hanno avuto l’urgente bisogno di informazioni su come ridurre al minimo i rischi di furti di dati e di attacchi hacker verso gli impiegati che lavorano da casa – commenta John Ghent, CEO di Sytorus, che offre una piattaforma SaaS per la gestione della privacy ed è market leader nella protezione dei dati e nella gestione della privacy. – Molte persone che lavorano da casa hanno probabilmente smart Tv, playstation, router wireless e magari apparecchi Internet of things (IoT). Tutto ciò rende più arduo la difesa da cyber attacchi, poiché in genere i network domestici non sono sufficientemente protetti”. Ghent consiglia le imprese di aggiornare le loro policy di accesso da remoto o di svilupparne una se non è già esistente. Tutto il personale dovrebbe seguire un corso per conoscere i rischi informatici e l’importanza della cybersecurity soprattutto in tempi di Covid-19 quando abbondano le phishing email.

TitanHQ: Uno scudo per studenti e professori

Accanto alle imprese che hanno dovuto all’improvviso attivare il lavoro da remoto, ci sono le scuole e le università con le lezioni online che devono considerare seriamente i rischi di attacchi informatici – dice Ronan Kavanagh, CEO di TitanHQ, pluripremiata società specializzata nella protezione di email, web e archivi. – In queste settimane di pandemia, abbiamo registrato un aumento della domanda in particolare di due prodotti per device da remoto. Si tratta di SpamTitan, un software in cloud per la sicurezza delle email che protegge studenti e professori dalle nuove intromissioni di phishing; e di WebTitan, un sistema di sicurezza DNS che sfrutta l’intelligenza artificiale. La loro combinazione crea uno scudo impenetrabile per i device di studenti e insegnanti”.

In Irlanda, le aziende high-tech e digitali si sono mobilitate nella lotta contro il coronavirus. Le loro innovazioni rapidamente adattate e messe in campo sono una risposta concreta alla pandemia globale. Numerose soluzioni determinanti sono già operative, mentre molte altre sono in fase di accelerato sviluppo. Per saperne di più basta contattare i consulenti dell’ufficio di Milano di Enterprise Ireland. Ecco intanto alcune soluzioni supportate da Enterprise Ireland.

Tecnologie di tracciamento

L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il tracciamento e la localizzazione costituiscono armi efficaci nella lotta contro l’epidemia da Covid-19. NearForm, l’azienda di sviluppo di software con sede a Waterford, sta collaborando con il servizio sanitario nazionale irlandese, l’Health Service Executive, per sviluppare un’applicazione di tracciamento che faciliti il controllo della diffusione della malattia.

Questa app consentirà di informare rapidamente le persone che sono state in contatto con soggetti che sono successivamente risultati positivi al virus, contribuendo potenzialmente a ridurre il numero di decessi.

Il servizio sanitario nazionale irlandese è solo uno dei principali clienti di NearForm. Altri clienti di fama internazionale includono il New York Times, la catena di grande distribuzione statunitense Walmart e la piattaforma di mobilità condivisa Uber.

NearForm è stata recentemente invitata a partecipare a Call For Code, l’iniziativa promossa da IBM a Ginevra che coinvolge gli sviluppatori di tutto il mondo con l’obiettivo di creare soluzioni tecnologiche in risposta ai disastri naturali e, in particolare, per la successiva ripresa.

La nuova app per il tracciamento dei sintomi e la localizzazione digitale dei contatti in tempo reale limiterà la diffusione del virus e contribuirà a ridurre lo sviluppo di focolai.

Mantenere la distanza di sicurezza

Il distanziamento sociale è un fattore determinante per la protezione dal contagio da Covid-19. La soluzione innovativa sviluppata da Taoglas, l’azienda irlandese specializzata nel settore dell’Internet delle cose, sta aiutando le organizzazioni del settore pubblico e privato a gestire le dimensioni dei gruppi e il distanziamento sociale.

Battezzata CROWD Insights, la tecnologia assiste nel gestire l’urgenza sanitaria pubblica che i Paesi di tutto il mondo stanno vivendo permettendo di controllare le dimensioni dei gruppi e, in caso di assembramenti, di garantire una distanza di sicurezza minima di 2 metri fra le singole persone.

La piattaforma di analisi in cloud sviluppata da Taoglas consente di quantificare, monitorare, prevedere, allertare e notificare le violazioni in materia di assembramenti pubblici e di distanziamento interpersonale. La tecnologia è applicabile sia in ambienti interni che esterni. La società sta attualmente lavorando con uno dei principali ospedali irlandesi e, in futuro, offrirà la soluzione a comuni, governi e imprese, nonché ai sistemi sanitari.

Questa soluzione tecnologica, implementabile in modo rapido e semplice, utilizza i sistemi wifi esistenti e raccoglie dati anonimi tramite i telefoni cellulari. La piattaforma può essere avviata da remoto in un solo giorno.

“Siamo convinti che questo tipo di tecnologia sarà di vitale importanza nei giorni e nei mesi a venire, per consentire alle persone di muoversi in sicurezza senza timori e per far ripartire l’economia – ha dichiarato Ronan Quinlan, co-direttore esecutivo e fondatore di Taoglas. – Con questo strumento semplice ed economico che consente di misurare, monitorare e gestire i movimenti delle persone, intendiamo contribuire a riportare alla normalità la vita della comunità e delle aziende”.

Isolati ma sempre in contatto

In questo periodo, rimanere in contatto può essere una questione di vita o di morte. La missione di Ding, provider internazionale di telefonia mobile, è proprio quella di aiutare le persone in tutto il mondo a rimanere in contatto, nonostante le limitazioni imposte dal coronavirus.

Dal 2006, anno di fondazione della società internazionale di ricarica per cellulari, i suoi utenti hanno inviato oltre 300 milioni di ricariche a livello globale. Ding fornisce infatti una ricarica ogni secondo, attraverso 600 operatori di telefonia mobile in 140 Paesi.

I telefoni cellulari prepagati rappresentano tre quarti dei cinque miliardi di cellulari al mondo. Però, si stima che un quarto di tali telefoni sia scollegato e necessiti di una ricarica di credito. In questo periodo, avere a disposizione un cellulare con del credito è più importante che mai.

A marzo la società, con sede a Dublino, ha offerto per una settimana la possibilità di ricaricare il telefono senza pagare alcuna commissione, per aiutare le persone a tenersi in contatto durante la fase particolarmente critica della pandemia.

Attualmente Ding si sta concentrando sul suo programma Access For Good, sviluppato in collaborazione con Medecins Sans Frontieres, che prevede una donazione da parte dell’azienda per ogni utilizzo della sua piattaforma. Il ricavato è devoluto per sostenere i medici che combattono il Covid-19.

Lavarsi le mani contro il coronavirus

L’igiene delle mani è importante per la salute pubblica. L’azienda irlandese di tecnologia sanitaria SureWash si è attivata per fare in modo che le persone in tutto il mondo abbiano le mani sempre perfettamente pulite. È noto che lavarsi le mani costituisce una delle armi più efficaci a nostra disposizione contro le infezioni e contribuisce a mantenere protetti noi stessi e gli altri.

Ricerche dimostrano che una corretta igiene delle mani è efficace al 90% per ridurre la diffusione di microorganismi patogeni. Ma questo è vero solo se viene eseguita in modo corretto.

SureWash è un’applicazione di realtà aumentata sviluppata in Irlanda, che spiega come lavarsi le mani correttamente. L’app fornisce istruzioni dettagliate sulla tecnica di lavaggio a operatori sanitari, pazienti e cittadini ovunque si trovino.

L’app è stata sviluppata da professionisti del settore sanitario, in collaborazione con i tecnici di SureWash, per garantire la conformità dell’igiene delle mani agli standard del protocollo dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Per consentire all’app di trasmettere il messaggio salvavita in maniera più efficace e mantenere l’interesse degli utenti, gli sviluppatori hanno applicato tecniche normalmente utilizzate nei giochi. L’app fornisce agli utenti anche un feedback in tempo reale, per aiutarli a migliorare la loro tecnica di lavaggio.

Infine, il software dell’app rendiconta al personale addetto al controllo delle infezioni i dati necessari per monitorare i progressi in materia di igiene delle mani e garantire risultati positivi. In risposta alla pandemia, SureWash ha reso disponibile la sua app al pubblico, per consentire a ogni singola persona di contribuire ad arginare la diffusione del Covid-19.

News sempre sotto controllo e al riparo dalle bufale

Con il diffondersi del Covid-19, NewsWhip, la piattaforma irlandese di analisi dei social media, è diventata in pochi giorni la risorsa essenziale delle agenzie giornalistiche di tutto il mondo.

Una pandemia è, per sua natura, globale, e già questo presenta di per sé delle sfide in termini di gestione delle notizie. Ma il Covid-19 è anche l’argomento ad aggiornamento più rapido trasmesso dai notiziari che questa generazione di media abbia mai conosciuto. Tenersi costantemente aggiornati risulta difficile, ed è proprio qui che entra in gioco NewsWhip.

Anche le aziende si rivolgono alla piattaforma di analisi di notizie per comprendere meglio l’impatto del virus sui loro marchi. Si affidano a NewsWhip per vedere che tipo di risposte, positive o negative, suscita la loro comunicazione in materia di Covid-19. Ecco perché l’utilizzo del servizio in tempo reale è aumentato di oltre il 25%.

In questo periodo, in cui le autorità di tutto il mondo lottano per ridurre la diffusione di bufale online, è un bene per la salute di tutti noi sapere che NewsWhip viene utilizzata anche dai gruppi che combattono la disinformazione per monitorare le fake news e sfatare i falsi miti sul Covid-19 non appena appaiono online. Nessuno deve morire di ignoranza.

In queste settimane di Covid-19, l’utilizzo globale della piattaforma di analytics sviluppata da NewsWhip è schizzata alle stelle. I media di tutto il mondo, infatti, sono concentrati sulle notizie legate al coronavirus, mentre le blue chip cercano di capire l’impatto della pandemia sulla comunicazione dei loro brand.

“Abbiamo registrato un aumento dell’utilizzo della piattaforma da parte dei nostri clienti del 25%. Non ci sorprende data la portata mondiale della crisi. Il New York Times ha stimato che la metà dei contenuti consultati su Facebook riguardano il coronavirus. Una valutazione che corrisponde ai nostri dati. Abbiamo una specifica task force sul Covid-19. Analizziamo i dati per capire quali articoli sono condivisi e commentati e quale interesse positivo o negativo sta ricevendo un brand” dichiara Paul Quigley, co-fondatore e CEO di NewsWhip, l’impresa supportata da Enterprise Ireland, l’ente governativo per l’export e l’innovazione con sede anche in Italia.

Analisi approfondite e rapide per smascherare le fake news

NewsWhip sta attentamente monitorando la copertura mediatica sugli aspetti scientifici, politici e finanziari della crisi. Le sue potenti capacità di analytics vengono utilizzate per prevenire il diffondersi di fake news. “NewsWhip è al servizio dei garanti dell’informazione corretta per monitorare le false notizie sul web in modo da smascherarle rapidamente e segnalarle”.

Il monitoraggio è continuo. “Il contesto è drammaticamente in evoluzione ogni istante – sottolinea Quigley – I brand erano soliti pianificare la comunicazione con mesi di anticipo. Oggi invece lo scenario è in continuo divenire. Ecco perché le analisi che forniamo in tempo reale diventano indispensabili anche per le aziende che devono conformarsi subito alle politiche governative e alla risposta del pubblico”.

Il partner di fiducia

Prima dell’emergenza Covid-19, NewsWhip era già un’impresa ben sviluppata a livello internazionale. “I nostri clienti sono giornalisti, editori, società che operano nei media, nella comunicazione, nei beni di largo consumo – spiega Quigley. – Noi forniamo in tempo reale analisi e previsioni sulle notizie in Internet oggetto d’interesse, in ogni parte del mondo. Processiamo milioni di data points al giorno, tracciamo le notizie e prevediamo quanto importanti possano diventare”.

Fondata nel 2011, NewsWhip ha oltre 400 clienti che comprendono editori come Associated Press, Conde Nast e Washington Post, agenzie di comunicazione come Edelman, FleishmanHillard e MSL, aziende di beni di largo consumo del calibro di Samsung, Reebok e la catena di supermercati americana Walmart.

“Le aziende monitorano la reputazione e le notizie nella loro area d’interesse, mentre i giornalisti seguono ogni variazione di cronaca – dice Quigley. – Il mondo intero ha compiuto una rotazione di 45° e noi stiamo cercando di aiutare i clienti a orientarsi in questa nuova realtà”.

Risorse gratuite su Covid-19

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NewsWhip inoltre ha pubblicato Coverage of the Coronavirus on Web and Social un dettagliato report di 18 pagine sui trend nella fruizione delle news dall’inizio dell’anno.

Per aver maggiori informazioni sulle opportunità di partnership con NewWhip, basta contattare l’ufficio di Milano di Enterprise Ireland.

In relazione all’emergenza sanitaria COVID-19, il viceministro alla Salute italiano Pierpaolo Sileri ha annunciato che il Governo ha presentato un emendamento per potenziare la telemedicina in Italia. L’assistenza medica da remoto rappresenta un valido strumento per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso, in cui è fortemente raccomandato limitare gli spostamenti e i contatti.

In Irlanda il servizio di teleconsulto è stato lanciato proprio per combattere l’epidemia da coronavirus e garantire assistenza sanitaria ai cittadini al riparo dal rischio di contagio. Il nuovo portale, infatti, permette ai medici di base di trattare i pazienti da remoto. Il servizio è stato reso disponibile al pubblico dopo soli quattro giorni dalla call lanciata dall’ Health Services Executive (HSE), il servizio sanitario irlandese. Il portale è stato sviluppato dall’azienda irlandese Wellola supportata da Enterprise Ireland.

L’azienda, specializzata nell’ITC applicata all’healthcare, ha sviluppato e messo on-line il giorno di San Patrizio (17 marzo scorso) una nuova app della massima sicurezza che permette a medici e operatori sanitari di relazionarsi con i pazienti restando al riparo dalla pandemia.

Battezzata HSE Covid 19 Portal, la piattaforma digitale è facile da usare e offre garanzia di sicurezza per operatori e pazienti. L’app si basa su una tecnologia già sviluppata e testata da Wellola. Tutti i cittadini possono scaricare gratuitamente l’app dal sito dedicato. In questo modo le relazioni vengono mantenute e i trattamenti sono trasmessi senza rischi di contagio. Il nuovo portale infatti permette a medici e operatori sanitari di offrire una serie di servizi come prenotazioni e ricette mediche, video-consulti, raccolta e organizzazione di dati e informazioni importanti nella valutazioni del quadro clinico.

Dato il crescente numero di persone che nel mondo necessitano o necessiteranno di cure per guarire dal Covid-19, l’azienda irlandese produttrice di dispositivi medici ha dichiarato che punta a raddoppiare la produzione delle unità da fornire entro quest’anno. Aerogen è da tempo riconosciuta a livello globale come azienda pioniera nella nebulizzazione ad alte prestazioni, nonché leader mondiale nella somministrazione di farmaci per via inalatoria attraverso respiratori per unità di terapia intensiva.

Prima dell’attuale crisi da coronavirus, Aerogen era già impegnata nel fornire ad ospedali in oltre 75 Paesi i propri prodotti a beneficio di ben 10 milioni di pazienti.

Il CEO di Aerogen, John Power, prevede di fornire dai 3 ai 4 milioni di unità nel 2020, rispetto ai 2 milioni del 2019. L’azienda sta inoltre studiando una soluzione in risposta alla carenza globale di respiratori, attraverso l’adattamento di sistemi di ventilazione non invasivi.

Domanda in rapido aumento

I dispositivi Aerogen possono essere impiegati come unità autonoma oppure integrati a un respiratore. Un modo efficace ed efficiente per somministrare farmaci ai pazienti, ma non solo: grazie al suo sistema a circuito chiuso, non è necessario interrompere il circuito di ventilazione per eseguire la somministrazione di farmaci. Ciò significa che esiste un rischio minore che i pazienti trasmettano il coronavirus agli operatori sanitari.

A inizio anno, l’azienda ha assistito ad un picco iniziale delle richieste provenienti dalla Cina dove, prima dell’attuale crisi, aveva già collaborato con Mindray, società locale produttrice di respiratori. “Dopodiché, abbiamo iniziato a rilevare un incremento nel giro d’affari, sempre proveniente dalla Cina – ha affermato Power. – In seguito, abbiamo ricevuto un’ondata di richieste da tutto il mondo. Nelle ultime settimane abbiamo visto grossi ordini giungere da Italia, Germania, Spagna e dal Regno Unito, mentre per quanto riguarda gli Stati Uniti, la domanda è salita alle stelle nell’ultima settimana. Questo evidentemente denota come la consapevolezza in America sia recentemente mutata”.

Ripartire la distribuzione in modo equo

Power e il suo team si stanno prodigando per riuscire a far fronte all’aumento improvviso e senza precedenti della domanda. “Siamo un’azienda globale e stiamo cercando di equilibrare la domanda proveniente da tutto il mondo. Chiediamo ai clienti e ai distributori di controllare, a livello ospedaliero, se le rispettive richieste sono realistiche e se rappresentano ciò di cui hanno realmente bisogno al momento, o se invece il loro ordine potrebbe essere distribuito in più settimane. Stiamo cercando di commisurare i nostri sistemi affinché possiamo fornirli a tutti i nostri distributori e partner OEM”.

Garantire il buon funzionamento delle catene di approvvigionamento

Quasi tutti i prodotti Aerogen sono fabbricati ed assemblati in Irlanda, principalmente presso M&M Qualtech, a Galway, e Molex, a Shannon, responsabili dell’assemblaggio del nebulizzatore ad alto volume Solo.

Dal 2010, le vendite di Aerogen sono in costante aumento, con un tasso di crescita annuo medio (CAGR) del 30%. In questo momento, in risposta all’attuale epidemia, Power spiega che sta collaborando con i suoi fornitori chiave al fine di incrementare la produzione del 50%, nel tentativo di soddisfare la domanda globale senza precedenti. Sta altresì procedendo alla riassegnazione del personale, all’introduzione di turni aggiuntivi e di linee di produzione la cui capacità sarà via via incrementata. L’azienda chiede infine ai propri fornitori di componenti di darne priorità in produzione, al fine di garantire un ciclo produttivo continuo.

Ulteriori soluzioni per fronteggiare la Covid-19

Benché i pazienti con problemi respiratori meno gravi possano generalmente essere collegati a supporti respiratori non invasivi, come maschere facciali o cannule nasali, i medici temono che, così facendo, il coronavirus possa diffondersi nell’aria, contaminandola. I pazienti vengono quindi intubati, anche in casi in cui non sarebbe necessario, mettendo così a dura prova le unità di terapia intensiva. Aerogen sta collaborando con partner in ambito ospedaliero ed accademico al fine di modificare i supporti respiratori non invasivi in modo tale da renderli sicuri per il trattamento del Covid-19. Secondo Power, ciò permetterebbe inoltre a persone affette da altre patologie respiratorie, come asma grave o la BCPO, di avere comunque accesso alla somministrazione per via inalatoria dei farmaci sui quali fanno affidamento.

A proposito di Aerogen

Aerogen ha vinto il Premio Zenith, il più importante riconoscimento insignito dall’American Association of Respiratory Care, per ben sei volte tra il 2013 e il 2019.

Nel 2016, John Power è stato nominato Imprenditore europeo dell’anno. Oltre a garantire un’efficace somministrazione dei farmaci ai pazienti collegati a respiratori, grazie al loro design a circuito continuo, le unità Aerogen implicano un minore rischio di trasmissione del coronavirus dai pazienti agli operatori sanitari rispetto ai nebulizzatori tradizionali. Inoltre, il serbatoio del medicinale è isolato dal circuito respiratorio, riducendo così al minimo la nebulizzazione dei fluidi contaminati.

Le recenti linee guida del governo britannico dichiarano che per il trattamento dei pazienti con patologie respiratorie è necessario utilizzare sistemi di aspirazione a circuito chiuso e che i circuiti di ventilazione non devono essere interrotti, salvo nei casi necessari.

Mentre la lotta contro il Covid-19 si inasprisce, le aziende irlandesi del medtech e Life-science stanno incrementato senza sosta la produzione per soddisfare la drammatica domanda internazionale di ventilatori, nebulizzatori e altri dispositivi vitali per la prevenzione e il trattamento del Covid-19.

Circa la metà dei ventilatori utilizzati negli ospedali di tutto il mondo sono prodotti in Irlanda. L’isola, infatti, è uno dei 5 principali hub del med-tech a livello globale.

Raddoppia la produzione dei dispositivi salvavita

Medtronic, la più importante azienda di medical device del mondo, produce ventilatori negli stabilimenti di Galway, sulla costa occidentale. Per raddoppiare la produzione è stata più che raddoppiata la forza lavoro che si alterna su tre turni.

Un’altra azienda che sta lavorando senza sosta per soddisfare la domanda internazionale causata dal coronavirus è Aerogen. L’azienda supportata da Enterprise Ireland è leader mondiale nei dispositivi per l’aerosol-terapia destinati a pazienti in terapia intensiva. Prima dell’epidemia, Aerogen già forniva gli ospedali di 75 Paesi per la cura di oltre 10 milioni di persone.

John Power, CEO di Aerogen, prevede di poter consegnare nel 2020 da 3 a 4 milioni di pezzi, a fronte di una produzione che nel 2019 è stata di 2 milioni di unità. Per rispondere alla carenza globale di ventilatori, l’azienda sta anche cercando di riconvertire i modelli di ventilazione non invasivi.

Power e il suo team stanno lottando per soddisfare il bisogno improvviso e senza precedenti: “Siamo una società globale e stiamo mediando le richieste che arrivano da ogni continente”, egli sottolinea.

La domanda è triplicata

La M&M Qualtech produce un’ampia gamma di equipaggiamenti per diversi settori dal Med-tech all’ICT, all’aeronautico. L’azienda con sede a Galway, produce ventilatori, nebulizzatori e apparecchiature di monitoraggio per altre aziende, tra cui Aerogen e Medtronic. Rispetto ai mesi precedenti l’epidemia, la domanda è cresciuta fino a cinque volte. M&M Qualtech ha iniziato ad avere un’impennata nelle richieste a inizio Marzo e già prevede di raddoppiare la produzione annua di nebulizzatori portandola a 4 milioni di pezzi nel 2020. I trend è in crescita anche per altri dispositivi, come i controller dei nebulizzatori (da 35 mila a 45 mila) e i moduli dei ventilatori AC che si stima arriveranno a 18 mila unità prodotte, dai 5 mila totalizzati del 2019.

Per ottenere questi obiettivi, sono state convertite tutte le linee alla produzione dei sistemi medicali più urgenti e vitali. Il personale assunto è cresciuto del 25% e sono stati adottati tutti i provvedimenti per garantire le distanze di sicurezza tra i lavoratori.

La reazione a catena da Covid-19

Anch’essa con sede nell’ovest dell’isola, Vitalograph è leader mondiale nella produzione di apparecchi che monitorano le funzioni respiratorie e cardiache, e ne diagnosticano i disturbi. L’azienda sta lavorando per soddisfare l’accresciuta domanda di spirometri, monitor e di altri dispositivi come kit per test e filtri anti-virus. In passato il monitoraggio a distanza è stato adottato nei test clinici, ma negli ultimi anni si è diffuso nell’assistenza sanitaria. “Il monitoraggio a distanza permette ai pazienti più vulnerabili, per esempio affetti da malattie polmonari ostruttive, fibrosi cistica e fibrosi polmonare idiopatica, di restare a casa anziché andare in ospedale e rischiare di contrarre infezioni – spiega Frank Keane, CEO di Vitalograph. – Dal momento che i nostri pazienti sono i più vulnerabili a una malattia respiratoria di questa natura, noi stiamo raddoppiando i nostri sforzi per soddisfare la richiesta di apparecchiature mediche”. Vitalograph ha assunto personale e coinvolto i fornitori in questo sforzo comune contro il Covid-19.

Deirdre Glenn, responsabile Lifesciences di Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, sottolinea: “Di fronte all pandemia da coronavirus, le aziende del Med-tech irlandesi hanno raccolto la sfida e stanno facendo ogni sforzo per soddisfare la crescente domanda di medical device essenziali per il trattamento e la prevenzione del Covid-19. In Europa, siamo il secondo Paese nell’export di medical device e abbiamo il più alto numero di addetti nel settore pro capita. L’Irlanda è quindi pronta a giocare il proprio ruolo nella lotta globale contro il Covid-19”.

Le aziende irlandesi sono in prima linea contro il Covid-19. L’Irlanda, uno dei principali poli med-tech al mondo, è all’avanguardia nello sviluppo di nuovi prodotti per contribuire ad arginare la diffusione del coronavirus. Ecco alcune delle armi più efficaci messe in campo.

Il nuovo test per la diagnosi rapida e in loco del Covid-19

Con sede a Dublino, HiberGene Diagnostics sviluppa e produce test di diagnostica molecolare per malattie infettive umane. L’azienda è specializzata nella produzione di soluzioni diagnostiche rapide e altamente accurate, economiche e di facile utilizzo. HiberGene Diagnostics è attualmente impegnata nello sviluppo di un nuovo test rapido per il nuovo coronavirus, che dovrebbe essere disponibile subito dopo la sperimentazione clinica in Cina, Italia e Irlanda.

I test di HiberGene si basano su campioni umani non invasivi, come i tamponi, e su un’elaborazione minima del campione. Per il nuovo test, i campioni saranno prelevati e analizzati sul posto, e non dovranno essere inviati in laboratorio. I risultati saranno disponibili in 20 minuti circa, molto più rapidamente rispetto anche ai più veloci test molecolari attualmente disponibili.

Contro il Covid-19 la proteina che agisce su tre fronti: diagnosi, vaccini e ricerca

La società irlandese di biotecnologia Aalto Bio Reagents ha lanciato una proteina in grado di combattere il virus Covid-19 su tre fronti: diagnosi, vaccini e ricerca. La nuova proteina nucleocapside ricombinante SARS-CoV-2 (codice CK 6404) è disponibile per i produttori di test diagnostici, gli sviluppatori di vaccini e i ricercatori di tutto il mondo impegnati ad arginare l’attuale pandemia.

Al momento, le persone sono sottoposte a screening per il virus tramite PCR – ha dichiarato Philip Noone, CEO di Aalto Bio Reagents. – Ma esiste anche una necessità impellente di test sierologici per diagnosticare i casi lievi o addirittura asintomatici, che altrimenti potrebbero non essere rilevati. Sono essenziali anche le indagini siero-epidemiologiche, come quelle volte a comprendere meglio le caratteristiche di trasmissione e la gravità del virus COVID-19″.

“Il settore medico e l’industria diagnostica hanno la necessità di accedere a materie prime scientificamente validate, in modo particolare in situazioni di epidemia come questa, quando è necessaria una diagnosi rapida – ha aggiunto Noone. – Con la nostra nuova proteina nucleocapside SARS-CoV-2 desideriamo offrire una soluzione a questa pressante richiesta”.

Un nuovo nebulizzatore riduce il rischio di contagio da Covid-19

L’azienda irlandese Aerogen ha aperto la strada a nuove soluzioni per le persone affette da malattie respiratorie. Ad oggi, oltre nove milioni di pazienti in tutto il mondo hanno beneficiato della tecnologia innovativa di aerosolterapia di Aerogen per la somministrazione di medicinali.

L’azienda ha sviluppato un design a circuito chiuso che, a differenza dei nebulizzatori convenzionali, non richiede l’interruzione del circuito di ventilazione per la somministrazione del medicinale. Per questo motivo, il personale sanitario ritiene che potrebbe costituire una valida opzione per la fornitura di cure innovative ai pazienti affetti da Covid-19.

Per gli operatori dei reparti di terapia intensiva, questi innovativi modelli presentano un rischio inferiore di infezione rispetto ai nebulizzatori tradizionali. Per i pazienti che necessitano di ventilazione, la tecnologia a membrana microforata vibrante (tecnologia Mesh) e il design a circuito chiuso rendono questa soluzione una valida opzione per la fornitura di cure all’avanguardia. Le recenti linee guida del governo britannico dichiarano che per il trattamento dei pazienti con malattie respiratorie è necessario utilizzare sistemi di aspirazione a circuito chiuso, e che i circuiti di ventilazione non devono essere interrotti, salvo nei casi necessari.

A differenza dei nebulizzatori convenzionali, per ridurre al minimo la nebulizzazione dei fluidi contaminati, il dispositivo Aerogen Solo dispone di un design a circuito continuo ed è progettato in modo che il serbatoio del medicinale sia isolato dal circuito respiratorio.

Il sistema che purifica l’aria dai virus

La tecnologia al plasma innovativa sviluppata dall’irlandese Novaerus è già ampiamente utilizzata per la purificazione dell’aria in ambienti ospedalieri. La tecnologia Novaerus contribuisce a controllare la diffusione degli agenti patogeni, chiudendo il circuito di controllo dell’infezione composto da mani, superfici e, ora, aria. Questa tecnologia brevettata elimina i virus che si propagano per via aerea in un ambiente chiuso.Tramite l’aspirazione e la purificazione dell’aria attraverso una speciale tecnologia al plasma brevettata si riduce il rischio di infezioni incrociate.

Diverse soluzioni Novaerus per la pulizia dell’aria approvate per uso medico sono state donate agli ospedali di Wuhan, in Cina. Tra queste il Defend 1050, l’ultimo modello dell’azienda irlandese, rappresenta una soluzione mobile per il risanamento rapido di grandi spazi in situazioni ad alto rischio di infezione.

Il coronavirus si diffonde attraverso le goccioline del respiro prodotte quando una persona infetta tossisce o starnutisce. La propagazione è simile a quella degli agenti patogeni dell’influenza e di altre malattie respiratorie. “La via di trasmissione di una malattia più difficile da evitare è quella aerea, perché quando respiriamo disponiamo di difese limitate.”, ha spiegato il Dottor Kevin Devlin, CEO dell’irlandese WellAir, casa madre di Novaerus.

Una nuova app di realtà aumentata per l’igiene delle mani

Gli esperti di tutto il mondo hanno ribadito che una delle principali misure preventive a nostra disposizione nella lotta contro il Covid-19 è lavarsi le mani. La diffusione del virus dipende da quanto spesso, e quanto bene, lo facciamo.

Se praticata correttamente, l’igiene delle mani può essere efficace nella prevenzione della diffusione di germi dannosi per oltre il 90%. Eppure molte persone non si rendono conto che non si lavano le mani correttamente.

SureWash è un’applicazione in realtà aumentata che spiega come lavarsi le mani in maniera corretta. L’app è stata creata per fornire istruzioni adeguate sulla tecnica di igiene delle mani sia a operatori sanitari sia a pazienti, sia a cittadini di ogni età in tutto il mondo.

L’app garantisce la conformità in materia di igiene delle mani al protocollo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le istruzioni sono offerte in un modo coinvolgente che incoraggia la partecipazione. Il feedback in tempo reale permette agli utenti di migliorare la propria tecnica di igiene.

Il software fornisce inoltre al personale addetto al controllo delle infezioni i dati necessari per monitorare i progressi in materia di igiene delle mani e garantire risultati positivi. SureWash è stata messa a disposizione del pubblico per consentire a tutti di contribuire attivamente alla lotta contro la pandemia da Covid-19.

Con il nuovo portale Covid-19 i medici trattano i pazienti da remoto

Wellola, l’azienda che progetta piattaforme ICT per pazienti, ha subito messo a disposizione il suo know-how per arginare la pandemia. Wellola ha risposto all’appello dell’autorità sanitaria nazionale irlandese (HSE) per lo sviluppo e il lancio di un nuovo portale di comunicazione sicura per i medici e gli operatori sanitari.

Il portale, battezzato HSE Covid 19, è uno strumento digitale di facile utilizzo, ideato per garantire l’assistenza e ottimizzare la sicurezza di medici e pazienti. I pazienti vi accedono tramite l’applicazione scaricabile dal sito HSE Covid 19. La piattaforma online consente ai medici di base e agli operatori sanitari di curare le persone a distanza, in modo da restare protette dal contagio da Covid-19. Il portale permette inoltre di offrire ai pazienti, in maniera semplice, una serie di servizi, tra cui prenotazioni online, video consultazione, messaggistica sicura e assistenza alla compilazione di moduli per il triage. L’app Covid 19 si basa su una tecnologia già esistente, sviluppata e testata in precedenza da Wellola, che ha lanciato il portale in soli quattro giorni dalla richiesta dell’autorità sanitaria irlandese HSE.

La stampa in 3D contro la carenza di ventilatori polmonari

Il gruppo internazionale Open Ventilator Project si è organizzato su Facebook con l’obiettivo di progettare e costruire un ventilatore tramite stampa in 3D come soluzione alla carenza globale di ventilatori meccanici per la terapia intensiva.

In Irlanda il progetto è guidato da Colin Keogh di Sapien Innovation, l’azienda specializzata in sevizi di innovazione applicata, creatività e design thinking. In soli sette giorni, il gruppo ha costruito un prototipo che si augura possa essere convalidato dalle autorità sanitarie irlandesi per la lotta contro il Covid-19.

La tecnologia irlandese in campo per contrastare la diffusione aerea del coronavirus. Lo scoppio dell’epidemia ha confermato un fatto ben noto all’azienda irlandese: Noi siamo quello che respiriamo. L’azienda ha brevettato e produce innovativi sistemi per la depurazione dell’aria in particolare per ambienti ospedalieri.

Novaerus esporta in tutto il mondo, Estremo Oriente compreso. Allo scoppio dell’epidemia si è subito attivata per donare diversi apparecchi a due ospedali di Wuhan, la prima città colpita dall’epidemia di COVID-19. Fanno parte della donazione il Defend 1050, l’ultimo modello per il controllo delle infezioni. Il Defend 1050 è un apparecchio portatile progettato per dare immediati risultati in spazi ampi e in situazioni di alto rischio infettivo.

Contro la famiglia dei CoV

CoV è un’ampia famiglia di virus che causa malattie che vanno dal comune raffreddore a patologie molto più serie come la SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) e la MERS (Middle East Respiratory Syndrome). Il COVID-19 è una variante mai identifica prima nell’uomo. Non sono ancora completamente chiare le dinamiche per cui si propaghi così facilmente tra le persone. In ogni caso, SARS e MERS si diffondono attraverso le microbiche goccioline emesse con un starnuto o un colpo di tosse, in modo quindi simile a ogni influenza o altra patologia respiratoria.

“La via più difficile di trasmissione infettiva da difendere è quella aerea perché abbiamo ben poche protezioni quando respiriamo – dice il dottor Kevin Devlin, CEO di WellAir la casa madre di Novaerus. Al momento nelle regioni colpite molte persone indossano maschere. Sebbene le mascherine possano essere utili contro le particelle di particolato presenti nell’aria inquinata, spesso sono inefficaci per i virus che hanno dimensioni di molto inferiori.

La depurazione dell’aria è una norma fondamentale per contenere lo scoppio di contagi. I soliti sistemi di filtraggio non sono in grado di intrappolare le particelle virali. L’apparecchio portatile Novaerus di purificazione dell’aria, grazie al sistema al plasma brevettato, è in grado di catturare i virus aerei. L’apparecchio aspira l’aria dalla stanza e la fa passare attraverso le spirali al plasma che immediatamente distruggono i virus.

Diversi modelli per respirare aria sana

L’azienda produce una serie di modelli. Il più grande è in grado di purificare 900 metri cubi di aria all’ora e viene impiegato negli ampi spazi. Il più piccolo ne depura 80 metri cubi all’ora. I sistemi lavorano 24/24 con bassi consumi energetici e garantendo aria sempre sana e non contaminata. La tecnologia Novaerus permette di depurare rapidamente ambienti altamente infettati come sono appunto ospedali e ambulatori: dalle camere operatorie alle sala d’aspetto alle corsie dei reparti.

“In pratica ovunque ci sia il bisogno di ridurre il rischio di infezioni”, spiega Devlin. L’efficacia della tecnologia Novaerus è stata testata e certificata da enti indipendenti su un serie di patogeni inclusi influenza, morbillo e infezioni fungine. Gli altri sistemi attualmente disponibili operano in modo completamente diverso, in genere emettendo ioni nella stanza che attraggono i patogeni. Infatti i patogeni intercettati finiscono sulle superfici che vengono disinfettate oppure vengo filtrati attraverso un HVAC system. Questa tecnica però non uccide gli agenti patogeni come invece è in grado di fare Novaerus.

Novaerus: il killer di virus più rapido

Il brevetto di Novaerus è unico per capacità di annientare rapidamente i virus. Il successo ottenuto in Cina, Corea, Vietnam, testimonia della validità del sistema. “Abbiamo considerato il mercato asiatico perché in Estremo Oriente c’è molta attenzione ai rischi per la salute provocati dall’inquinamento dell’aria – sottolinea Devlin. – In questo settore l’offerta è molta ampia ma la maggior parte delle soluzioni sono efficaci solo sul particolato. Invece i virus sono molto più piccoli e possono passare attraverso simili barriere”.

I modelli Novaerus sono facili ed economici da implementare in ospedali e strutture sanitarie. Sono efficaci contro i super-virus e riducono i rischi di infezioni post-operatorie”. Oggi Novaerus esporta in 40 Paesi. In Corea del Sud, nell’ottobre scorso, esporta anche apparecchi per uso domestico. Un debutto sul mercato di grande consumo che può essere replicato in altri Paesi. “La Corea del Sud è molto attenta alla qualità dell’aria – dice Devlin – Abbiamo lanciato questo modello domestico prima dello scoppio dell’epidemia da Coronavirus e stiamo ricevendo un’ottima accoglienza anche in altri Paesi asiatici. Il merito va al fatto che le prestazioni dei nostri prodotti sono certificate da autorevoli test indipendenti. Non sono slogan che noi diffondiamo nell’aria”.

L’acceleratore più dinamico del settore aeronautico e del travel ha sede presso l’aeroporto irlandese di Shannon. L’Irlanda è uno degli hub aeronautici più innovativi del mondo. Merito della sinergia tra università e imprese, e degli investimenti in ricerca e sviluppo mirati a competere sul mercato globale. Così Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 3° VC d’Europa, due anni fa ha creato insieme all’Irish Aviation Authority un acceleratore specializzato nel trasporto aereo e nel travel-tech.

Il settore dei viaggi è considerato strategico per la Repubblica, leader mondiale nell’export di software. L’agenzia ha così messo in pista Propeller Shannon per le start-up che sviluppano soluzioni innovative in sicurezza e sostenibilità nei cieli, gestione dei passeggeri e degli aeroporti, Big Data e servizi personalizzati, management a bordo e ICT, droni e cyber-security oltre a tecnologie satellitari e aeronautiche futuribili.

Da Boeing a Datalex

Un settore non certo facile per una start-up. Come sottolinea Brian Marrinan, che ha visto nascere e dirige l’acceleratore insieme a Clyde Hutchinson: “Il nostro obiettivo è portare le start-up a svilupparsi in un’ottica internazionale e scalabile. A differenza di altri acceleratori, Propeller Shannon non è legato ad una sola azienda o tipologia di attività. Bensì collabora con le imprese del settore di tutto il mondo ed è in contatto con i principali acceleratori, come Hangar51, per ampliare le possibilità di offrire innovazione ad una industria che ne è affamata”.

In Propeller Shannon sono subito saliti a bordo la Dublin City University Ryan Academy e colossi come Boeing, Datalex, e IASC il cluster di 60 eccellenze dell’aerospace con base intorno a Shannon. I partner sono coinvolti nei programma, non solo dal punto rivista degli investimenti, ma soprattutto della consulenza. Le start-up hanno l’opportunità di sviluppare e testare il proprio progetto, confrontarsi con esperti internazionali, partecipare ad eventi di networking ed entrare in contatto con giganti dell’industria e investitori da tutto il mondo.

Start-up da tutto il mondo

Le start-up arrivano a Shannon non solo dall’Irlanda. “Riceviamo ogni anno oltre mille domande da ogni continente a fronte di una dozzina di posti – spiega Brian Marrinan – La selezione è molto rigida. Esaminiamo proposte continuamente, quindi non è mai troppo presto per mandare la propria candidatura. Dopo la selezione e le interviste, soltanto una ventina di progetti vengono ammessi all’ultima fase: il Boarding Pass Day. Quel giorno, a valutare i pitch ci sono i leader internazionali dell’industria aerea e del travel. Un’occasione unica di networking aperta anche a chi non è stato scelto”.

In meno di due anni, alcune start-up già commercializzano i propri servizi, ideali anche per gli operatori italiani che possono conoscerli in anteprima grazie al team di Enterprise Ireland disponibile negli uffici di Milano. Il futuro dell’industria dei viaggi italiana prende il volo anche da qui.