A Dublino, dal 19 al 22 Gennaio 2020 sotto le settecentesche arcate del Royal Dublin Society (RDS), Showcase Ireland 2020 offre il meglio della produzione di moda, gioielleria, profumeria e complementi d’arredo rigorosamente made in Ireland.

Prestigiosi marchi leader a Londra come a New York e Parigi, espongono accanto a piccoli artigiani selezionati per la qualità e l’originalità della loro produzione. Ci sono imprese dalla lunga tradizione, come Rathborne, la più antica fabbrica di candele del mondo, o Dubarry che per i suoi stivali fatti a mano riceve ordinazioni da tutto il mondo. Ma anche decine di giovani designer, produttori di cosmetici rigorosamente biologici, stilisti che fissano i colori della brughiera in caldi tessuti di cachemire. La sezione speciale Design Ireland è infatti dedicata a produzioni a tiratura limitata, gioielli d’artista, tessuti su telai a mano.

Tutti oggetti e prodotti con una storia da raccontare, particolari e sostenibili fin dalle materie prime, fabbricati nelle diverse contee dell’isola di smeraldo. Il tema della sostenibilità guida la selezione di produttori di questa 44esima edizione.

Nel 2019, gli oltre 400 stand sono stati visitati da quasi 3 mila compratori provenienti da 26 Paesi del mondo. In quattro giorni sono stati firmati ordini per oltre 25 milioni di euro, con un aumento sostanziale rispetto all’anno precedente.

Nonostante la Brexit, i compratori dal Regno Unito sono aumentati dell’8%, mentre dal Nord America la crescita è stata del 14%. Per chi fa scouting di prodotti di alta qualità destinati a una nicchia privilegiata, Showcase Ireland è l’appuntamento da non perdere. L’evento è organizzato dal Design & Crafts Council of Ireland con il supporto di Enterprise Ireland, l’ente governativo per lo sviluppo dell’export e dell’innovazione, con sedi in oltre 30 Paesi del mondo, Italia compresa. I market advisor degli uffici di Milano sono  a disposizione per favorire i contatti e le partnership tra importatori e talent scout italiani con le più originali ed esclusive imprese irlandesi.

L’innovazione nel retail alimentare sta ridisegnando il futuro del commercio imponendo una nuova via: più eco-compatibile e con una mission sociale. Ma come conciliare sostenibilità ed etica con la redditività di ogni punto vendita? Store of the Future è l’occasione per analizzare le soluzioni con esperti del settore dell’high-tech nel retail.

L’evento è organizzato da Enterprise Ireland, l’agenzia governativa per lo sviluppo dell’innovazione e dell’export. L’Irlanda con meno di 5 milioni di abitanti, produce cibo per 35 milioni di persone e il 10% del latte per bambini consumato nel mondo. Secondo l’Unione Europea, l’Irlanda è il più innovativo tra i 28 membri.

Nel retail alimentare l’impatto delle tecnologie permette di rispondere anche alla crescente domanda da parte dei consumatori di comportamenti più rispettosi dell’ambiente e della società.

Store of the Future il 14 gennaio a Dublino presenta soluzioni high tech sviluppate da imprese irlandesi innovative. A Milano, in qualunque momento il team di market advisor di Enterprise Ireland è a disposizione per dare maggiori informazioni e contatti con le aziende irlandesi che garantiscono sia la redditività dell’impresa sia la maggiore efficienza dei mezzi, il risparmio energetico e la riduzione degli sprechi alimentari. Novum, Remote Signals e FoodCloud sono tre esempi di come si possano migliorare i ricavi e contribuire a un pianeta meno inquinato e più etico.

Novum dal 1959 è specializzata in apparecchi refrigeranti per i negozi. L’azienda irlandese è stata pioniera con diversi modelli innovativi. Per prima ha applicato una copertura curva di vetro che permette di vedere meglio la merce esposta e di conseguenza migliorare le vendite. Sempre Novum ha inserito per la prima volta due compressori ottenendo per gli apparecchi un significativo risparmio di consumi di energia. Più di recente, Novum ha brevettato la tecnologia LEAP che evita il formarsi di ghiaccio nello scomparto. Il sistema migliora il controllo della temperatura e annulla la manutenzione.

Il controllo di ogni fase della supply chain è una realtà a portata di piccola azienda grazie ai sistemi progettati da Remote Signals. Supportata dal programma per le start-up ad alto potenziale di Enterprise Ireland, Remote Signals ha sviluppato sistemi di sensori connessi in cloud che garantiscono controllo e sicurezza in ogni campo: dal monitoraggio della catena del freddo al controllo dei processi produttivi alla customer care.

Ancora l’innovazione ha fatto decollare FoodCloud, la pluripremiata start-up a vocazione sociale che ha trasformato oltre 27.000 tonnellate di cibo invenduto e destinato al macero in 65 milioni di pasti. Grazie a FoodCloud, ogni minuto ben 37 pasti vengono preparati, 24/24 e 7/7 in 9.500 enti benefici in Irlanda e Regno Unito. La piattaforma mette in contatto produttori e negozi che hanno un surplus di alimenti con gli istituti di carità locali. La start-up è stata creata nel 2013 da due studentesse del college. Ogni negozio può fornire direttamente un ente caritatevole locale caricando di giorno in giorno l’invenduto. Per quantitativi più ingenti, da caseifici e da giganti come Nestlè, Lidl e Tesco, sono stati creati tre magazzini di raccolta a Dublino, Cork e Galway. Oltre a evitare al pianeta quasi 90 milioni di tonnellate di CO2, FoodCloud rende imprese e negozi più sostenibili e integrati con la comunità.

A portare alla ribalta la regione nel sud-est irlandese è il 2019 Global Startup Ecosystem Report, redatto da Startup Genome analizzando dati da oltre un milione di società nel mondo. Dallo studio di decine di ecosistemi di start-up, è stata stilata la classifica dei migliori 30 al mondo.

Certo la Silicon Valley californiana è sempre la regina dell’economia generata dalle start-up, stimata a livello globale in quasi 3mila miliardi di dollari. Vent’anni fa, al picco del fenomeno delle imprese dot.com, si contavano solo quattro regioni in grado di generare oltre 4 miliardi di dollari dalle start-up. Oggi ce ne sono almeno 50. E non sono necessariamente le metropoli.

La regione del Mid-East intorno a Dublino, è oggi considerata un ecosistema ideale per l’Agritech e il New Food. Ma non solo, vanta anche la più alta percentuale di start-up fondate da donne al mondo: una su quattro. Le sconosciute contee di Meath, Wicklow e Kildare sono un esempio di inclusione paragonato a Parigi o Berlino che hanno meno del 10% di start-up create da donne.

Il Mid-East è la regione che sta crescendo più rapidamente in Irlanda dopo Dublino. Non a caso è la culla delle tecnologie tra le più richieste dagli investitori: l’agri-food. Un settore chiave che con 13.6 miliardi di euro. rappresenta il 12,3% dell’export per l’Irlanda. Il Paese con 5 milioni di abitanti produce cibo per 35 milioni di persone. Un settore in espansione anche grazie a una forza lavoro tra le più preparate del mondo: un terzo della popolazione, infatti, è laureata.

Con il supporto di Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, sono sorti centri di ricerca e incubatori per start-up che si stanno facendo strada nel mondo. Da Hexafly, che ricerca proteine alternative per sfamare il mondo, al The Boyne Valley Food Hub , il centro creato per accelerare la crescita delle tecnologie dedicate all’agri-food.

Enterprise Ireland getta un ponte tra Italia e Irlanda per lo sviluppo del business con la nazione più innovativa e in crescita d’Europa. Per conoscere le opportunità di partnership più convenienti per la propria impresa italiana, basta rivolgersi ai market advisor degli uffici di Milano di Enterprise Ireland.

L’Aerospace & Defence Meetings di Torino il 26 e 27 Novembre è l’unica business convention internazionale dedicata al settore aerospaziale organizzata in Italia. Due giorni di convegni e incontri con aziende e consorzi di ogni parte del mondo.Leonardo, Boeing, Thales Alenia Spaces, Avio Aereo, Collins Aerospace, Airbus, Altec sono alcuni dei partecipanti.

Quest’anno parteciperà per la prima volta Enterprise Ireland, l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 3° VC d’Europa. L’agenzia ha sedi in oltre 30 Paesi del mondo, Italia compresa per favorire partnership e business development con le aziende irlandesi.

Come sottolinea Ann-Marie Walsh, Aerospace senior market advisor di Enterprise Ireland che da Milano si occupa dell’Eurozone: “Questo evento è l’occasione per far conoscere la lunga tradizione irlandese nell’aeronautica. Sono 250 le imprese altamente specializzate e innovative che dall’Irlanda contribuiscono a far volare i giganti di Boeing ed Airbus. Inoltre ben 67 aziende irlandesi sono fornitrici dell’European Space Agency. La presenza di centri di ricerca di eccellenza e di personale altamente qualificato hanno favorito lo sviluppo in Irlanda di un hub dedicato. L’Italia è un partner strategico in questo settore che a livello globale è in forte espansione”.

Con un fatturato di 14 miliardi di euro e 50 mila occupati, l’industria aeronautica e aerospaziale italiana è la 4° in Europa e la 7° del mondo. L’Irlanda, 1° paese per innovazione d’Europa, con meno di 5 milioni di abitanti, impiega nel settore aeronautico 5600 persone generando un fatturato di 4,1 miliardi di euro. Il trend è in crescita, trascinato dall’andamento globale positivo.

Infatti, secondo il Deloitte’s 2019 Global Aerospace and Defense Outlook, nei prossimi 20 anni saranno prodotti 38 mila nuovi aerei. Il costruttore Airbus prevede che il traffico passeggeri crescerà a un ritmo del 4,3% all’anno. Tra 20 anni nei cieli ci saranno il doppio degli aerei di oggi. E molti avranno un leasing irlandese.

Infatti, l’Irlanda è stata la pioniera negli anni 70. Oggi è leader mondiale nel leasing di flotte aeree con una cinquantina di società raggruppate nell’associazione Aircraft Leasing Ireland (ALI). Si stima che ogni 2 secondi nel mondo ci sia un aereo con leasing irlandese in pista pronto al decollo. Ben il 60% della flotta aerea mondiale a noleggio è gestita da Dublino e dintorni per un totale in asset di circa 100 miliardi di dollari. Proprio presso l’aeroporto della capitale ha sede il Dublin Aerospace, uno dei principali centri di manutenzione in Europa dei giganti della famiglia Airbus e Boeing.

Enterprise Ireland rappresenterà a Torino il comparto irlandese in piena espansione sia in termini di capacità sia di rendimento. Aziende come Takumi Precision Engineering sono ormai riconosciute e apprezzate a livello internazionale. l’Irlanda ha un cluster dedicato,  l’Emerald Aero Group, composto dalle aziende irlandesi fornitrici di servizi e forniture nell’ingegneria di precisione specifiche per l’industria aeronautica e aerospaziale. Per conoscere meglio le opportunità di partnership e innovazione con le imprese irlandesi basta rivolgersi agli uffici di Milano di Enterprise Ireland.

Come sarà l’healthcare tra qualche anno? E quali i trend dell’industria dei medical device? In un quadro di rapidi e radicali cambiamenti l’Irlanda gioca un ruolo da protagonista. Lo dimostrano le cifre riportate dal Ministro del Commercio, Lavoro e Affari Pat Breen che ha aperto il convegno a Med in Ireland 2019, la più importante vetrina del MedTech irlandese è organizzata da Enterprise Ireland l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 3° VC d’Europa.

L’Irlanda è il 2° esportatore di medical device in Europa. Le oltre 300 aziende irlandesi e 18 delle 25 principali multinazionali del settore insieme creano un eccezionale ecosistema che si basa su collaborazione e innovazione. Sono infatti made in Ireland l’80 degli stent impiantati nel mondo, il 25% dei sistemi di controllo usati dai diabetici e un terzo delle lenti a contatto”.

Davanti agli innovation & business development manager di 40 Paesi, Chris Coburn, Chief Innovation Officer di Partners Healthcare, la più importante accademia di ricerca privata americana conferma: “L’healthcare sta vivendo grandi trasformazioni in America. E l’Irlanda è protagonista nell’innovazione del MedTech con nuove tecnologie e un nuovo modo di produrre che le danno un carattere distintivo”.

Rapidità è la parola d’ordine per il successo dell’industria del settore. Per ottenerla la soluzione è collaborazione. “In Irlanda l’intero ecosistema lavora in sintonia: piccole e grandi aziende, centri di ricerca, università, ospedali con medici e infermieri coinvolti. I progetti possono così progredire più rapidamente verso la validazione e il mercato”. Sottolinea Liam Kelly, Presidente e CEO di Teleflex, la multinazionale produttrice di tecnologie medicali.

La domanda globale di medical device è destinata a crescere nei prossimi 30 anni. Nuovi mercati si affacciano in modo promettente. In tutto il mondo l’invecchiamento della popolazione porta nuove sfide per migliorare le cure e l’assistenza riducendo i costi.

Come testimonia la dottoressa Ibtesam Al Bastaki, Direttrice dell’Investment & Private Partnership Dubai Health Authority, responsabile dello sviluppo di progetti per la salute, sia privati che pubblici: “Anche a Dubai l’introduzione della telemedicina e delle nuove tecnologie sarà determinante. Ci sono ampi spazi di mercato da colmare in diverse aree: dalla riabilitazione alla medicina di precisione all’assistenza domiciliare”.

Il risultato sarà un modello che vedrà al centro il paziente. “A favorire questa evoluzione sarà la collaborazione tra diversi player e la digitalizzazione – dice Tanja Valentin, Direttrice External Affairs di MedTech Europe, l’associazione che raggruppa imprese e istituzioni europee del settore dei dispositivi medici. – La digitalizzazione è già un processo avviato ma il suo successo nel MedTech risiederà nella gestione e analisi dei big data”.

Ci saranno non solo nuove cure ma un nuovo paradigma. Paudie O’Connor, Vice Presidente Manufacturing di Boston Scientific, la multinazionale statunitense leader nello sviluppo e produzione di apparecchi biomedici sottolinea che: “Raccogliere dati e interpretarli a beneficio dell’impresa e della salute è sempre più essenziale. I produttori di medical device dovranno anche cercare di coinvolgere i pazienti”. I millennials, infatti, hanno un approccio completamente diverso alle cure: più dinamico e informato.

Per soddisfare il mercato e avere successo la collaborazione sarà fondamentale. Collaborazione tra Paesi, come Enterprise Ireland invita le imprese italiane a fare con l’ecosistema irlandese. Per ogni informazione il team di market advisor è a disposizione negli uffici di Milano.

Secondo il 2019 Global Cites Report, la capitale irlandese è tra le più promettenti piazze d’affari pronta a competere con New York, Londra e Parigi. Mentre non viene registrato nessun progresso per le italiane: Milano al 36° e Roma al 47° posto.

Dublino sta diventando l’hub globale per il business, secondo il rapporto annuale della prestigiosa società di management consulting AT Kearney. Il 2019 Global Cites Report ha esaminato 130 città in tutto il mondo. Sul podio si confermano Londra, New York e Parigi. A tallonarle c’è un nutrito gruppo di metropoli europee ed asiatiche.

Il report redige annualmente la classifica delle città che più attraggono, oggi e in prospettiva, business, capitali e professionalità qualificate. Un quadro in evoluzione e fortemente competitivo in cui Dublino registra il risultato più impressionante balzando nell’ultimo anno dal 33° al 9° posto nell’Outlook Rank. Si tratta di una crescita continua che può condividere con Parigi, Singapore e Tokyo.

L’analisi considera 27 fattori chiave che vanno dalle attività economiche e finanziare al ruolo politico, dalla qualità occupazionale all’innovazione. Milano e Roma sono ferme al 36° e 47° posto, anzi di anno in anno perdono posizioni in questa classifica che mappa i flussi reali e potenziali di investimenti internazionali.

Secondo gli analisti, il balzo registrato da Dublino è merito dei successi economici e della spinta data all’innovazione. Diventare un hi-tech e financial hub all’avanguardia permette di attrarre professionalità e imprenditori di alto livello. Dublino si ritrova così in testa a tutte le metriche considerate dal rapporto: benessere, situazione economica e politica, innovazione e integrazione.

Enterprise Ireland l’ente governativo per il trade e l’innovazione, 3° VC d’Europa, ha supportato lo sviluppo hi-tech e l’internazionalizzazione di imprese nei settori dei servizi, dell’ICT, del fintech, dell’healthcare. Si è così avviata una contaminazione virtuosa che mescola la forza lavoro locale altamente qualificata con talenti provenienti da tutto il mondo che si integrano perfettamente. Come sottolinea il Global Cities Report, è proprio il capitale umano l’ingrediente fondamentale per il progresso di ogni comunità.

Cresce l’interesse internazionale per Med in Ireland, la vetrina dell’innovazione nel MedTech e Life Sciences organizzata da Enterprise Ireland a Dublino il 10 ottobre 2019. Un centinaio di imprese irlandesi hanno incontrato oltre 300 responsabili R&D e business development provenienti da 40 Paesi del mondo.

La delegazione italiana è, insieme all’americana e tedesca, la più numerosa. Sono ben una ventina i manager italiani a caccia di innovazione e opportunità di new business a Dublino. Attraverso partnership, le aziende italiane possono ricevere una determinante iniezione di innovazione e sfruttare così quel vantaggio unico che l’Irlanda offre. Proprio quell’Irish Advantage protagonista della campagna internazionale promossa da Enterprise Ireland, l’ente governativo per lo sviluppo il trade e l’innovazione. L’obiettivo è far conoscere anche in Italia le potenzialità di collaborazione con l’Irlanda, ch sin Europa è 2° Paese nell’export di medical device e il 1° per innovazione.

Come ha sottolineato il Ministro per il Trade, l’Occupazione e lo sviluppo and Business Pat Breen: “Med in Ireland è una eccezionale opportunità per le organizzazioni internazionali di entrare in contatto con il nostro ecosistema di aziende leader nel design, R&D, engineering e costruzione di medical device. In Irlanda si è creato un network vincente tra PMI, start-up, multinazionali e centri accademici. Il Governo, con il Project Ireland 2040 and Future Jobs, continuerà ad investire anche attraverso Enterprise Ireland per dare impulso alla ricerca e allo sviluppo economico ed occupazionale del settore”.

C’è davvero un Irish Advantage per le imprese italiane del MedTech e Life Sciences?

Secondo Daniele Venturini, Senior Innovation Manager di Orthofix, l’azienda nata a Verona negli anni 80 che oggi opera a livello mondiale nel campo dei medical device per l’ortopedia ricostruttiva e rigenerativa e per le patologie della colonna vertebrale: “Med in Ireland è un’interessante opportunità di business già testata. Il ruolo del mio dipartimento è quello di scoprire, valutare e portare all’interno dell’azienda prodotti, tecnologie, processi e idee. Questo evento sembra essere nato a proposito. L’organizzazione molto compatta nel tempo e gli incontri bilaterali con aziende selezionate precedentemente garantiscono una elevata probabilità di successo. Ci sono già alcune imprese irlandesi con le quali abbiamo intrapreso attività conoscitive e relazioni commerciali. Un grosso supporto è dato dal team di Enterprise Ireland di Milano che sa suggerire incontri con aziende irlandesi che offrono tecnologie adatte alle nostre esigenze”.

Un altro veterano del Med in Ireland è Andrea Mariotto, facente parte del team di R&D LivaNova, presso Saluggia (VC). LivaNova è l’azienda multinazionale con sedi italiane oltre che a Saluggia a Mirandola e Milano, specializzata in medical device per il trattamento delle malattie cardiache: “Grazie alla collaborazione di Enterprise Ireland siamo venuti in contatto con aziende del MedTech irlandese con cui abbiamo già avviato partnership di successo in diversi settori”.

Secondo Francesco Greco, ceo di BEL Bioengineering Laboratories che progetta, produce e distribuisce dispositivi medici per cardiochirurgia, emodialisi, urodinamica, ginecologia e circolazione extracorporea: “La spinta data dall’Irlanda a R&D ed Engineering del MedTech e del Life Sciences rende le imprese irlandesi del settore molto agili nel portare sul mercato soluzioni sempre innovative che ben si adattano alle esigenze delle PMI nostrane”.

Oltre a Orthofix, LivaNova e BEL, sono volati a Dublino i manager di: Eucardia, Herniamesh, Cid Alvimedica, Fresenius Kabi, Qura, Gada, Medtronic Italia per le divisioni Invatec, Bellco e Covidien.

A Med in Ireland si sono stati oltre 1.200 business meeting. Enterprise Ireland ha come obiettivo favorire la creazione di partnership internazionali nel settore del medical device e life sciences, oggi considerato tra i migliori del mondo”, sottolinea Stephen Creaner, direttore di Enterprise Ireland.

Nel 2018, il Life Sciences irlandese ha avuto una crescita del 7% dell’export rispetto ai 12 mesi precedenti. Gli occupati nel settore sono saliti a 40 mila persone, facendo dell’Irlanda il Paese della UE con il maggior tasso percentuale di addetti nel settore.

Si celebra dal 5 al 20 ottobre nei Paesi della UE la Europe CodeWeek. La campagna di sensibilizzazione e alfabetizzazione digitale è aperta a tutti. L’obiettivo è contribuire a diffondere in modo coinvolgente e divertente il pensiero computazionale attraverso le regole della programmazione, coding in inglese. Le attività si svolgono non solo nelle scuole, ma anche in ludoteche, ambienti di lavoro, biblioteche, parchi, piazze. Insomma una festa dell’ICT. Tra le nazioni più attive fin dalla prima edizione del 2013, c’è l’Irlanda. Non a caso l’Irlanda è il 2° maggior esportatore di software al mondo con 16 miliardi di euro all’anno.

L’isola è il principale hub europeo per le imprese del digitale. Infatti dei 20 leader mondiali del settore, ben 16 vi hanno installato le loro sedi strategiche. Tra aziende autoctone e altre provenienti dall’estero si contano quasi un migliaio di software houses. Colossi internazionali accanto a piccole imprese locali. Il cammino iniziò quando IBM per prima aprì i suoi uffici a Dublino nel 1956, seguita da Ericsson l’anno seguente. Negli anni 70 fu il turno di Hewlett Packard, e nell’80 Oracle, Microsoft, Intel e Dell. La corsa all’isola più IT ha avuto un boom con i colossi del web: Yahoo, Facebook, Google, Amazon, Ebay.

La ricetta vincente: Persone e R&D.

Ben 24 mila persone lavorano nel settore. Gli addetti sono caratterizzati da un alto livello di preparazione. Tutte le scuole di ogni ordine grado offrono programmi dedicati al coding e alla computer science da molti anni, e non solo in occasione della Europe CodeWeek. L’Irlanda può vantare la 3° più alta percentuale di laureati in matematica e informatica d’Europa tra i giovani di età compresa tra 20 e 29 anni. Il 98% dei giovani di 18 anni frequenta le scuole: la più alta percentuale in Europa. Il sistema educativo irlandese è considerato il 6° migliore al mondo. Il Paese è giovane: circa la metà degli irlandesi ha meno di 34 anni. Ne deriva un ecosistema dinamico e collaborativo che rende facile realizzare partnership e nuovi progetti da esportare nel mondo.

L’altro fattore vincente è l’impegno del Governo nella R&D in aree strategiche che includono Data Analytics, Software, Machine Learning e ICT. Tra i centri di ricerca considerati come eccellenze internazionali e partner di multinazionali del settore ci sono l’Irish Software Engineering Research Centre (LERO) e il Telecommunications, Software and Systems Group (TSSG).

Completano l’IrishAdvantage il fatto di esser membro dell’eurozone e di essere l’unico Paese della UE di lingua inglese.

Il presupposto sembra banale: il paziente deve essere al centro del percorso terapeutico e assistenziale. La realtà invece è ben diversa. Il paziente è un satellite esterno, trattato con procedure standard. Il sistema sanitario, spesso per necessità, applica un unico modello valido per tutti.

L’innovazione nel settore irlandese delle tecnologie mediche o medtech sta rivoluzionando questo approccio per rispondere alla crescente domanda di una popolazione che invecchia. Si creano così nuove sfide, come le malattie croniche e la necessità di assistenza costante.

La risposta tecnologica a questa impellente domanda è un sistema sanitario connesso digitalmente. Collegando i dati dei pazienti, i caregiver primari possono passare dall’intervento episodico alla prevenzione e alla gestione personalizzata e più efficace.

 

Fotografia dellassistenza sanitaria connessa in Irlanda

Dispositivi semplici da usare come smartphone, smartwatch e tablet, collegati ad app di monitoraggio, terapie e dati dei pazienti in cloud sono già presenti. La sfida consiste nell’integrare questi dispositivi nella routine quotidiana di un sistema sanitario nazionale connesso.

L’ecosistema sanitario irlandese è all’avanguardia e sta già offrendo innovazioni nel settore medico, sanitario e del Life Sciences.

Il MedTech in Irlanda ha registrato una crescita esponenziale nell’ultimo decennio. Il settore è passato da 50 a 350 aziende produttrici di medical device negli ultimi 20 anni. Attualmente, 15 delle 20 principali aziende di dispositivi medici a livello mondiale, hanno una sede in Irlanda. Il comparto irlandese impiega 38.000 lavoratori. In proporzione alla popolazione è il Paese con il più elevato numero di persone occupate in questo settore d’Europa.

L’Irlanda è leader a livello mondiale nella ricerca grazie a un’intensa collaborazione tra aziende, istituti di ricerca e medici. Questo la rende una piattaforma perfetta per consentire al settore di rinnovarsi e continuare a crescere come uno dei cinque hub emergenti a livello globale del Medtech.

Basandosi su due decenni di investimenti nell’ambito del Life Sciences e delle tecnologie, il governo irlandese sta attuando una strategia denominata Innovation 2020. Uno degli obiettivi principali consiste nel garantire che le aziende con sede in Irlanda superino i concorrenti nei mercati internazionali. Un obiettivo chiave della strategia consiste nel far crescere il numero degli addetti alla ricerca nel settore del 60%, ovvero a 40.000 entro la fine del decennio.

 

L’ecosistema innovativo al servizio dei pazienti

Le start-up di assistenza sanitaria connessa beneficiano in modo unico dell’attenzione dei fornitori di servizi sanitari locali, particolarmente determinati ad adottare le nuove tecnologie.

I dirigenti sanitari non perdono tempo e stanno già attuando i cambiamenti. L’Health Service Executive (HSE) nazionale irlandese sta collaborando a stretto contatto con il settore per implementare i dispositivi per i servizi sanitari connessi in situazioni in cui maturano chiari benefici operativi o finanziari.

Di conseguenza, l’ecosistema sanitario irlandese connesso si sta rivelando sempre più produttivo, con agenzie statali, istituti di ricerca accademici e organismi sanitari che lavorano in stretta collaborazione con l’industria come mai prima d’ora.

L’European Connected Health Alliance con sede in Irlanda promuove e sostiene attivamente l’agenda di assistenza sanitaria connessa mediante la sua presenza in oltre 40 paesi. Gli eventi di ECH Alliance rappresentano la sede perfetta per investitori, partner e start-up per coinvolgere i maggiori esperti del governo, dell’istruzione, delle multinazionali e dei settori locali.

Enterprise Ireland, l’agenzia per il commercio e l’innovazione, fornisce supporti rilevanti per il settore, come ad esempio Health Innovation Hubs Ireland (HIHI). HIHI facilita e accelera la commercializzazione di soluzioni di assistenza sanitaria innovative. Le aziende hanno così l’opportunità di procedere con studi pilota e convalide cliniche mentre il servizio sanitario può aggiornarsi su prodotti, servizi e dispositivi innovativi. Secondo HIHI questa collaborazione con le aziende è un fattore chiave per lo sviluppo dell’assistenza sanitaria connessa. Il risultato è il miglioramento effettivo della cura, dei percorsi e della salute dei pazienti.

Questo ecosistema non potrebbe esistere senza le competenze necessarie per la crescita. L’Irish Medtech Association offre una Connected Health Skillnet che garantisce opportunità di apprendimento, sviluppo e collegamenti. Ecco perché la somministrazione di servizi sanitari connessi in Irlanda è in espansione.

Si tiene ogni due anni l’evento più importante del settore. Med in Ireland è l’occasione per conoscere da vicino l’ecosistema di successo irlandese e di toccare con mano le novità proposte anche dalle start-up della medicina tecnologica.

 

Nel 2017, oltre 270 buyer da 40 Paesi hanno dato origine a 1200 business meeting con le 70 aziende locali espositrici. Anche in Italia c’è un grande interesse per Med in Ireland, come testimonia la nutrita delegazione di rappresentati dell’industria italiana accompagnati dai market advisor della sede milanese di Enterprise Ireland.

Enterprise Ireland ha uffici in oltre 30 Paesi del mondo per promuovere sia l’export sia l’innovazione nazionali. Presso la sede di Milano, è a disposizione un team di advisor per favorire scambi commerciali, business development e l’innovazione tra le aziende irlandesi e italiane in diversi settori, compresi MedTech e Life Science.

Grandi protagonisti di Med in Ireland 2019 sono la robotica, l’intelligenza artificiale, i wearable, la stampa 3D. L’healthcare è ormai in piena rivoluzione. Come testimoniano i 4 speaker d’eccezione che delineano il quadro globale dei progressi e del futuro delle tecnologie mediche. Portano la loro esperienza:

Chris Coburn, Chief Innovation Officer di Partners Healthcare, la più grande impresa di ricerca accademica d’America, affiliata all’Harvard University, con 13 miliardi di dollari di fatturato all’anno, 225 spin-off di successo lanciate in dieci anni e un fondo VC di 200 milioni di dollari.

Ibtesam Al Bastaki, direttrice dell’Investment & Private Partnership Dubai Health Authority, responsabile dello sviluppo di progetti per la salute, sia privati che pubblici.

Paudie O’Connor, vice presidente Manufacturing di Boston Scientific, la multinazionale statunitense leader nello sviluppo e produzione di apparecchi biomedici per cardiologia, neuromodulazione, endoscopia, oncologia, urologia e ginecologia.

Tanja Valentin, direttrice External Affairs di MedTech Europe, l’Associazione che raggruppa imprese e istituzioni europee del settore dei dispositivi medici.

Durante la giornata, i meeting one-to-one danno ai buyer arrivati da tutto il mondo la possibilità di approfondire le opportunità di partnership e business development sia con aziende già note, sia con centri di ricerca e start-up.

Di grande interesse internazionale la MedTech Innovation Zone con un’anteprima delle novità più disruptive e non ancora in commercio, ma già pronte per il mercato. Il vivaio di imprese innovative è supportato da un sistema che in Irlanda permette alle nuove idee di progredire fino allo stadio della produzione e commercializzazione. Qui gli ingegneri lavorano con i medici e vedono le loro innovazioni portare reali benefici ai pazienti.

Tutti i progetti premiati all’Innovation Arena 2019 per l’agricoltura del futuro

Gli awards sono stati assegnati alle soluzioni più innovative tra i 50 progetti presentati nella principale Innovation Arena dell’Agritech europea, ospitata dal 17 al 19 Settembre nell’88° National Ploughing Championships, la più grande fiera agricola all’aperto del mondo

Enterprise Ireland, per il 6° anno ha presentato i migliori progetti per il futuro dell’agritech durante la National Ploughing Championships, la più grande fiera agricola all’aperto del mondo che si tiene in Irlanda ogni settembre.

Enterprise Ireland ha selezionato tra oltre un centinaio di proposte le 50 soluzioni pronte per andare in campo e in stalla. Il padiglione dell’Innovation Arena 2019 è una vetrina delle nuove tecnologie agro-ingegneristiche ideali anche in Italia per un’agricoltura 4.0.

I più innovativi progetti per l’Agritech sono stati premiati da Julie Sinnamon, ceo di Enterprise Ireland e da Anna May McHugh, direttore della National Ploughing Association alla presenza di buyer e giornalisti di 12 Paesi del mondo.

I vincitori sono sia start-up sia piccole e medie imprese irlandesi. Ecco i premiati per ogni categoria.

Overall Winner

Dairymaster Mission Control ha introdotto l’intelligenza artificiale nella gestione dell’allevamento da latte. Il sistema di riconoscimento e la tecnologia collegata ottimizzano i tempi di mungitura e permettono di conoscere nel dettaglio la storia di ogni mucca, prevedendo i tempi migliori di intervento per ognuna.

Agri-Technology

FarmEye è il sistema di analisi del terreno, monitorato con GPS per avere sempre la mappa aggiornata delle condizioni e necessità di fertilizzanti per ogni campo.

Research Emerging

Di grande utilità, considerando le nuove normative dell’Unione Europea, il test portatile sui parassiti sviluppato da Micron, la start-up del Knowledge Transfer and Incubation Centre del TU Dublin Hothouse. Il kit portatile garantisce la diagnosi immediata senza l’invio dei campioni al laboratorio con un consistente risparmio di costi e un miglioramento del benessere del bestiame.

Best New Comer

La start-up Herdeye ha partecipato per la prima volta all’Innovation Arena ed è stata premiata per il suo sistema di monitoraggio della salute del bestiame applicando il maching learning sia nei pascoli sia nelle stalle.

Agri-Environmental

Woodco è una impresa familiare, ben nota nel mondo delle energie rinnovabili tanto che  e collabora con la European Space Agency. I sistemi per la produzione di energia elettrica e di calore dai rifiuti sono esportati in tutto il mondo.

One-to-Watch

Beotanics che ha fatto scouting nell’immenso giacimento vegetale di ogni parte del mondo per ricavare principi nutrizionali fino ad ora sconosciuti e determinanti per la salute e l’alimentazione.

Agri-Engineering

Il premio come start-up è andato a The Cotter Crate, un sorta di contenitore che rende facile e non stressante la vaccinazione degli agnelli. Come azienda già affermata, Samco ha vinto per il dispositivo applicabile al cerchione della ruota anteriore e ne aumenta in modo idraulico la presa sul terreno.

Oltre ai vincitori che è possibile conoscere meglio grazie al team di Enterprise Ireland a  Milano, degni di nota ci sono l’app per il controllo della fertilità del bestiame, sensori per monitorare la crescita dell’erba e limitare l’uso di fertilizzanti. Tutto sotto controllo, anche nei pascoli lontani, grazie ai nuovi droni che raccolgono dati con la stessa accuratezza di un satellite. Un innovativo device determina in modo facile e veloce il valore proteico del foraggio e dei cereali. Per rispondere al bando dei detergenti tossici, è stato creato un detergente senza residui di cloro e di clorati. Il tema è molto sentito poiché il 10% del latte per bambini consumato nel mondo è irlandese. Igiene e risparmio energetico si fondono nel sistema igienizzante ad alte temperature che fa risparmiare il 75% della spesa per il riscaldamento. Dai laboratori farmaceutici arrivano le formulazioni di probiotici naturali da mettere nel terreno per migliorare la resa delle colture. La felicità degli animali è una priorità tanto che con software 3D è stato brevettato un trailer per spostare il bestiame senza provocare stress.

FOTOGRAFIA: DairyMaster riceve il premio Overall Winner da Julie Sinnamon, ceo di Enterprise Ireland, e Anna May McHugh, direttore della National Ploughing Association.

 

La task force per difendere i dati informatici di tutto il mondo ha il quartier generale in Irlanda. Contro hacker e malware, università, start-up e multinazionali si uniscono e fanno crescere il settore della cybersecurity.

“Trafugati i dati della Nasa”. “La città di Baltimora ricattata dai pirati informatici”. “Brogli elettorali pilotati dagli hacker”. Ogni settimana i media denunciano nuovi attacchi informatici. Il web è la nuova vera frontiera del crimine.

Per combattere efficacemente questo fenomeno, in Irlanda è nata una speciale task force che mette insieme università, centri di ricerca, start-up e multinazionali del software. L’Irlanda è tra le principali produttrici di software al mondo ed è diventata un’importante base per le aziende informatiche specializzate nella cybersecurity grazie alla presenza di personale altamente qualificato. Questo settore sta crescendo molto rapidamente attirando nell’isola investimenti e competenze internazionali che beneficiano di questo eccezionale ecosistema.

Un’opportunità anche per imprenditori italiani, che possono trovare in Irlanda le soluzioni nel campo della sicurezza adatte alle loro esigenze. Come? Contattando gli uffici milanesi di Enterprise Ireland, l’ente governativo per lo sviluppo del commercio e dell’innovazione. La sede milanese è la porta d’accesso privilegiata alle aziende irlandesi più innovative che si sono sviluppate grazie al network di Enterprise Ireland tra mondo della ricerca e mercato.

Cyber Ireland ha sede presso il Cork Institute of Technology. Fanno parte del cluster circa 80 istituzioni e imprese specializzate nella sicurezza informatica: da colossi come IBM e Mastercard alle piccole e medie imprese irlandesi che esportano le tecnologie più innovative di cybersecurity e impiegano 6 mila persone. Anche l’Università irlandese ha già istituito specifici corsi e master in cybersecurity per preparare gli esperti del futuro che avranno il lavoro garantito. Infatti, si stima che nel 2021 ci saranno nel mondo almeno 3 milioni e mezzo di posti vacanti.

Le previsioni per il settore sono di crescita esponenziale a livello globale. Del resto non ci sono confini per la criminalità informatica. Si stima,infatti, che in tutto il mondo la spesa per la sicurezza nel 2023 raggiungerà i 248 miliardi di dollari. Una spesa indispensabile, considerando che solo nel 2017 i danni dei crimini informatici ammontavano a 600 miliardi di dollari.

Intanto in Irlanda si sono insediate ben 5 delle prime 10 aziende al mondo specializzate in cybersecurity. Qui si trovano i security center di multinazionali come Zurich, HP, i dipartimenti dedicati allo sviluppo di software per la sicurezza di Microsoft e IBM, il R&D Centre di Mastercard per la sicurezza dei pagamenti, e il team anti-frodi di ebay e PayPal. E ci sono aziende italiane che hanno scelto di beneficiare dell’Irish Advantage offerto anche in questo settore da partner irlandesi qualificati e all’avanguardia.