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Aerogen aumenta le soluzioni per curare nel mondo i pazienti da Covid-19

Dato il crescente numero di persone che nel mondo necessitano o necessiteranno di cure per guarire dal Covid-19, l’azienda irlandese produttrice di dispositivi medici ha dichiarato che punta a raddoppiare la produzione delle unità da fornire entro quest’anno. Aerogen è da tempo riconosciuta a livello globale come azienda pioniera nella nebulizzazione ad alte prestazioni, nonché leader mondiale nella somministrazione di farmaci per via inalatoria attraverso respiratori per unità di terapia intensiva.

Prima dell’attuale crisi da coronavirus, Aerogen era già impegnata nel fornire ad ospedali in oltre 75 Paesi i propri prodotti a beneficio di ben 10 milioni di pazienti.

Il CEO di Aerogen, John Power, prevede di fornire dai 3 ai 4 milioni di unità nel 2020, rispetto ai 2 milioni del 2019. L’azienda sta inoltre studiando una soluzione in risposta alla carenza globale di respiratori, attraverso l’adattamento di sistemi di ventilazione non invasivi.

Domanda in rapido aumento

I dispositivi Aerogen possono essere impiegati come unità autonoma oppure integrati a un respiratore. Un modo efficace ed efficiente per somministrare farmaci ai pazienti, ma non solo: grazie al suo sistema a circuito chiuso, non è necessario interrompere il circuito di ventilazione per eseguire la somministrazione di farmaci. Ciò significa che esiste un rischio minore che i pazienti trasmettano il coronavirus agli operatori sanitari.

A inizio anno, l’azienda ha assistito ad un picco iniziale delle richieste provenienti dalla Cina dove, prima dell’attuale crisi, aveva già collaborato con Mindray, società locale produttrice di respiratori. “Dopodiché, abbiamo iniziato a rilevare un incremento nel giro d’affari, sempre proveniente dalla Cina – ha affermato Power. – In seguito, abbiamo ricevuto un’ondata di richieste da tutto il mondo. Nelle ultime settimane abbiamo visto grossi ordini giungere da Italia, Germania, Spagna e dal Regno Unito, mentre per quanto riguarda gli Stati Uniti, la domanda è salita alle stelle nell’ultima settimana. Questo evidentemente denota come la consapevolezza in America sia recentemente mutata”.

Ripartire la distribuzione in modo equo

Power e il suo team si stanno prodigando per riuscire a far fronte all’aumento improvviso e senza precedenti della domanda. “Siamo un’azienda globale e stiamo cercando di equilibrare la domanda proveniente da tutto il mondo. Chiediamo ai clienti e ai distributori di controllare, a livello ospedaliero, se le rispettive richieste sono realistiche e se rappresentano ciò di cui hanno realmente bisogno al momento, o se invece il loro ordine potrebbe essere distribuito in più settimane. Stiamo cercando di commisurare i nostri sistemi affinché possiamo fornirli a tutti i nostri distributori e partner OEM”.

Garantire il buon funzionamento delle catene di approvvigionamento

Quasi tutti i prodotti Aerogen sono fabbricati ed assemblati in Irlanda, principalmente presso M&M Qualtech, a Galway, e Molex, a Shannon, responsabili dell’assemblaggio del nebulizzatore ad alto volume Solo.

Dal 2010, le vendite di Aerogen sono in costante aumento, con un tasso di crescita annuo medio (CAGR) del 30%. In questo momento, in risposta all’attuale epidemia, Power spiega che sta collaborando con i suoi fornitori chiave al fine di incrementare la produzione del 50%, nel tentativo di soddisfare la domanda globale senza precedenti. Sta altresì procedendo alla riassegnazione del personale, all’introduzione di turni aggiuntivi e di linee di produzione la cui capacità sarà via via incrementata. L’azienda chiede infine ai propri fornitori di componenti di darne priorità in produzione, al fine di garantire un ciclo produttivo continuo.

Ulteriori soluzioni per fronteggiare la Covid-19

Benché i pazienti con problemi respiratori meno gravi possano generalmente essere collegati a supporti respiratori non invasivi, come maschere facciali o cannule nasali, i medici temono che, così facendo, il coronavirus possa diffondersi nell’aria, contaminandola. I pazienti vengono quindi intubati, anche in casi in cui non sarebbe necessario, mettendo così a dura prova le unità di terapia intensiva. Aerogen sta collaborando con partner in ambito ospedaliero ed accademico al fine di modificare i supporti respiratori non invasivi in modo tale da renderli sicuri per il trattamento del Covid-19. Secondo Power, ciò permetterebbe inoltre a persone affette da altre patologie respiratorie, come asma grave o la BCPO, di avere comunque accesso alla somministrazione per via inalatoria dei farmaci sui quali fanno affidamento.

A proposito di Aerogen

Aerogen ha vinto il Premio Zenith, il più importante riconoscimento insignito dall’American Association of Respiratory Care, per ben sei volte tra il 2013 e il 2019.

Nel 2016, John Power è stato nominato Imprenditore europeo dell’anno. Oltre a garantire un’efficace somministrazione dei farmaci ai pazienti collegati a respiratori, grazie al loro design a circuito continuo, le unità Aerogen implicano un minore rischio di trasmissione del coronavirus dai pazienti agli operatori sanitari rispetto ai nebulizzatori tradizionali. Inoltre, il serbatoio del medicinale è isolato dal circuito respiratorio, riducendo così al minimo la nebulizzazione dei fluidi contaminati.

Le recenti linee guida del governo britannico dichiarano che per il trattamento dei pazienti con patologie respiratorie è necessario utilizzare sistemi di aspirazione a circuito chiuso e che i circuiti di ventilazione non devono essere interrotti, salvo nei casi necessari.

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